Aumenta del 5% le spese militari
Riarmo imperialista del Giappone

 
Il governo di destra di Shinzo Abe lo scorso 17 dicembre ha dato il via libera a spese per quasi 25 miliardi di yen, 175 miliardi di euro, che nei prossimi 5 anni doteranno le forze armate del paese di aerei senza pilota (droni) e aerei a decollo verticale comprati negli Usa, elicotteri per il trasporto truppe, missili, veicoli anfibi e sottomarini allo scopo di rafforzare la capacità di difesa del Giappone in particolare nei territori delle isole dell'ovest e del sud dell'arcipelago. Un riarmo imperialista che straccia di fatto la stessa costituzione del paese che vieterebbe la creazione di forze armate se non a scopo di ”autodifesa”.
Per aggirare l'ostacolo costituzionale il governo Abe ha parlato appunto della necessità di meglio difendere l'arcipelago nipponico e in particolare le isole Senkaku-Diaoyu, controllate dal Giappone ma rivendicate da Pechino e al centro, negli ultimi mesi, di una esibizione dei muscoli militari tra i due vicini paesi imperialisti con la partecipazione non casuale di quello americano.
La ragione del riarmo imperialista del Giappone sta scritta a chiare lettere nel nuovo documento di sicurezza prodotto dal governo di Tokyo dove il governo Abe enfatizza l’importanza della solidità delle relazioni con gli Stati uniti per limitare la crescente influenza militare cinese nella regione.
L'imperialismo americano ha spostato il baricentro della sua iniziativa nel Pacifico per contenere il suo principale concorrente, quel socialimperialismo del rinnegato Xi Jinping che sta sviluppando il suo arsenale militare di pari passo con lo sviluppo dei suoi appetiti economici e militari nella stessa area. E così il Giappone di Abe non sta alla finestra a guardare ma punta a fare la sua parte anche con una politica di riarmo. A conferma che il Pacifico è diventata l'area del confronto tra le economie più forti del pianeta, un confronto finora solo economico, in attesa di diventare anche militare.
Il governo Abe, con la complicità e le sollecitazioni degli Stati uniti di Obama, riarma il paese e apre una strada che potrebbe portare alla piena ricostituzione di un esercito e forze armate regolari, che già esistono, per poter assolvere al compito di diventare intanto un freno alle ambizioni di Pechino.

15 gennaio 2014