Inchiesta sulla sanità lombarda
Formigoni sarà processato per corruzione e associazione a delinquere
Secondo i magistrati avrebbe ricevuto 8 milioni dalla clinica Maugeri

Dal nostro corrispondente della Lombardia
L’ex governatore ciellino della Lombardia Roberto Formigoni, (ora senatore del NCD) con le accuse di associazione per delinquere e corruzione è stato mandato a processo per il caso Maugeri assieme all'ex assessore regionale Antonio Simone, al faccendiere Pierangelo Daccò e ad altri sette indagati. Accuse che l’ex dittatore regionale ha sempre respinto; lo ha deciso il gup (giudice per le indagini preliminari) Paolo Guidi dopo circa cinque ore di camera di consiglio, il giudice, che ha in sostanza accolto la richiesta dei pm Laura Pedio, Antonio Pastore e Gaetano Ruta, ha solamente prosciolto Mario Cannata, avvocato ed ex consulente della Fondazione, e ha dichiarato il non luogo a procedere per alcuni fatti legati alle false fatturazioni avvenuti prima del luglio 2013. Il prossimo 6 maggio, davanti ai giudici della decima sezione penale del tribunale, si aprirà un dibattimento che si annuncia lungo e delicato.
Alla sbarra, oltre a Formigoni - che è indagato anche per la vicenda Guarischi l’ex consigliere regionale finito in carcere lo scorso marzo perché ritenuto il collettore di un giro di presunte tangenti versate da alcuni imprenditori nel settore sanitario e per quella con al centro la discarica di cappella Cantone per aver approvato a più riprese tramite la sua Giunta delibere tendenti a rendere possibile la realizzazione della discarica, rimuovendo alcuni ostacoli legali, come quello che prevedeva una distanza minima di 5 km tra una discarica e l’altra o i vincoli del piano cave -, Daccò e Simone, ci saranno anche Costantino Passerino, ex direttore amministrativo della struttura di riabilitazione di Pavia, Carlo Lucchina, ex direttore generale dell'assessorato alla sanità, Nicola Maria Sanese, ex segretario generale del Pirellone, Alberto Perego, amico storico del boss di CL nonchè suo convivente con altri 'Memores Domini' (appartenenti all’associazione laicale che riunisce aderenti di Comunione e Liberazione) nella casa in via Villani di proprietà di Salvatore Ligresti, Alessandra Massei, ex dirigente regionale, Carla Vites , moglie di Simone (solo per riciclaggio), e Carlo Farina, il legale rappresentante di una società che, secondo le indagini, si sarebbe prestato per sottoscrivere contratti di consulenza fittizi con la Maugeri per giustificare il presunto dirottamento di fondi dalle sue casse verso conti esteri. Dirottamento che, come hanno ricostruito le indagini, si sarebbe aggirato attorno ai 61 milioni di euro in una decina di anni, cifra che avrebbe costituito la cosiddetta 'provvista' per pagare, tramite Daccò e Simone e sotto forma di benefit di lusso e utilità per circa 8 milioni, anche l'allora dittatore neofascista lombardo i suoi amici e familiari.
Viaggi aerei, vacanze ai Caraibi o a bordo di maxi-yacht, fino a un maxi sconto per l'acquisto di una villa in Sardegna e, tra l'altro, finanziamenti elettorali, in cambio di delibere di giunta ad hoc che assicurassero alla Fondazione rimborsi 'indebiti' per le funzioni non tariffabili (quindi extra Drg) e che, in base agli accertamenti, sono arrivati a sfiorare i 200 milioni di euro. Un meccanismo questo che per l'accusa ha riguardato anche il San Raffaele, sebbene i fondi sottratti ammonterebbero a una cifra inferiore (per il crac dell'ospedale Daccò, in carcere dal novembre 2011 è già stato condannato a 9 anni in appello), e che ha portato i tre pm a ritenere che Formigoni sarebbe stato tra i promotori di un'associazione per delinquere che avrebbe operato all'ombra del Pirellone per 14 anni, tra il 1997 e il 2011.
La Fondazione Maugeri imputata in qualità di persona giuridica, nei mesi scorsi ha patteggiato, con il versamento di un milione di euro a titolo di sanzione pecuniaria e la confisca di immobili per un valore di 16 milioni di euro mentre altre sei persone hanno chiesto di patteggiare pene che vanno da un anno e 10 mesi a 3 anni e 4 mesi. La richiesta di due di loro sarà valutata dal gup il prossimo 16 aprile. Per spazzare via questo marcio sistema di clientele, corruttele e malaffare è necessario abbattere il capitalismo, perché i fatti e la storia hanno dimostrato che solo il socialismo potrà cambiare veramente l’Italia ed instaurare la dittatura del proletariato.
 

19 marzo 2014