Grillo incontra l’ultradestro e razzista Farage
“Fascino e ammirazione reciproca”

 
“Con gli xenofobi e i movimenti di estrema destra nessuna alleanza, non abbiamo nulla a che vedere”. Così ha tuonato le neoparlamentare del Movimento 5 Stelle, Daniela Aiuto, all’indomani dell’incontro voluto e perseguito subito da Beppe Grillo, a pochi giorni dalla conclusione della campagna elettorale, con il razzista e ultradestro Nigel Farage, leader dell’UKIP, ossia il “Partito Indipendente della Gran Bretagna” (vedi scheda).
La trovata di Grillo, appoggiata dal suo compare Casaleggio, si basava su creare una fronda nel parlamento europeo relativamente alla posizione “euroscettica” sia dell’UKIP che del M5S, che nelle relative campagne elettorali in Gran Bretagna e Italia avevano chiesto di uscire dall’euro, ma non dall’Unione Europea. Motivazioni che, tra l’altro come noto, avevano accomunato nazisti e fascisti, nonché la Lega separatista, fascista e razzista, tra cui il nazista Le Pen e teppaglia varia eletta nel parlamento nero europeo. Di qui un comunicato accompagnato dai volti sorridenti di Farage e Grillo, che così commentava: “siamo ribelli con una causa e combatteremo con il sorriso: i leader hanno negli ultimi mesi espresso pubblicamente fascino e ammirazione reciproca per il lavoro e lo stile delle campagne elettorali”. Nella giornata che anticipava l’incontro tra M5S e UKIP, c'è stato anche l’incontro (fortuito o voluto?) tra il segretario della Lega Nord Salvini e Grillo avvenuto in aereo. Un incontro su cui il Movimento 5 Stelle non rilasciava alcuna dichiarazione; ci pensava con un tweet Salvini: “Volo a Bruxelles, pranzo con Marine Le Pen. A Malpensa ho incontrato Grillo. È sul mio aereo, lunga e interessante chiacchierata”.
Dopo questa apertura di Grillo e Casaleggio alla destra europea, sul blog del padre-padrone si scatenava il finimondo con critiche serrate nei suoi confronti fino alla richiesta di sue immediate dimissioni. Sul banco degli imputati saliva, in particolare, il capo della comunicazione della Camera Nicola Biondo, regista della trattativa M5S-UKIP, nonché il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, indicato come tra gli ortodossi pentastellati. Tra le accuse più gravi vi è quella che Grillo avrebbe incarnato per gli italiani l’uomo forte “fattore che ciclicamente torna nella storia, da Mussolini a Berlusconi”; netta la bocciatura dell’intesa con Farage perché, secondo i pentastellati, tra i due partiti vi sarebbero posizioni distanti anni luce sulla politica dell’ambiente e dell’integrazione dei migranti.
Sta di fatto che l’operazione di Grillo di cercare nella fogna dell’ultradestra non rappresenta cosa nuova, visto che era già accaduta con la sua proposta di dialogo con il gruppo nazifascista di Casapound, in un ormai famoso quanto triste video che gira su youtube. Strane dunque le parole di sbigottimento dell’ex repubblichino Dario Fo, del magistrato in pensione Imposimato e del cantante ex-PCI Gino Paoli su queste “strane alleanze”: il Movimento 5 Stelle è soltanto un puntello del capitalismo, una trappola parlamentare borghese che questa volta è stata sonoramente bocciata dagli elettori e le elettrici, soprattutto anticapitaliste e antifasciste, che non hanno rinnovato la fiducia espressa in precedenza con il voto, ricacciando indietro il mostriciattolo creato da Grillo e Casaleggio.

4 giugno 2014