Secondo la Dda sarebbero i “garanti istituzionali degli interessi” della 'ndrangheta nella zona
Arrestati per mafia il sindaco (PD), il suo vice e un consigliere M5S di San Ferdinando, nella Piana di Gioia Tauro

 
Terremoto giudiziario per San Ferdinando (Reggio Calabria) e per l'intera piana di Gioia Tauro: arrestati il sindaco Domenico Madafferi, PD, il vicesindaco Santo Cieli, lista civica e il consigliere d'opposizione Giovanni Pantano della lista civica “Futuro migliore”, attivista e tra i fondatori del “meet up” del Movimento 5 Stelle di San Ferdinando.
L'indagine denominata “Eclissi” portata avanti dal sostituto procuratore Giulia Pantano, dal procuratore Federico Cafiero de Raho in collaborazione con la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio, ha portato finora a 26 fra arresti e fermi indiziari fra politici, imprenditori e mafiosi appartenenti alla famigerata cosca dei Bellocco di Rosarno (Reggio Calabria), 'ndrina calabrese tra le più potenti e ramificate a livello nazionale e internazionale.
Fu Giuseppe Regoli, “santista” della 'ndrina Bellocco, su ordine del capobastone Umberto Bellocco e di Carmine Alvaro a fondare la Sacra Corona Unita pugliese nel 1983.
Domenico Madafferi è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per avere rilasciato false attestazioni anagrafiche al fine di favorire la cosca nel rilascio di licenze e autorizzazioni per l’apertura di esercizi commerciali avviati con denaro riciclato e frutto di attività criminali. Inoltre il sindaco del PD, secondo i magistrati antimafia, è responsabile di avere passato importanti informazioni di carattere amministrativo al clan Bellocco in modo da favorirlo nell’aggiudicazione di appalti pubblici relativi alla gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani.
La stessa accusa di concorso esterno in associazione mafiosa colpisce anche il vice sindaco Cielo e il consigliere del M5S Pantano: quest’ultimo in particolare, secondo i magistrati, era già da tempo stato avvicinato dall’organizzazione criminale e figurava nel suo libro paga per svolgere un’opposizione fittizia che non disturbasse minimamente il clan Bellocco, il quale era praticamente, sempre secondo i magistrati, padrone assoluto e incontrastato del Comune di San Ferdinando.
Gli uomini della cosca sono accusati di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni, danneggiamenti, intimidazioni e altro.
Se la collisione di esponenti del PD con la 'ndrangheta quasi non fa più notizia enorme è invece l'imbarazzo fra gli esponenti del Movimento 5 stelle, i quali, nella migliore tradizione dei partiti borghesi “sgamati con il sorcio in bocca” cercano di scaricare in tutti i modi Giovanni Pantano anche con risibili argomentazioni circa la sua “non certificazione sul blog di Grillo”.
Sulla vicenda scrive lo stesso Beppe Grillo sul suo blog: “Il M5S non ha alcun consigliere eletto a San Ferdinando, come già altre volte ribadito a mezzo stampa, quindi la notizia secondo cui è stato arrestato un consigliere del M5S a San Ferdinando è falsa”.
I parlamentari Dalila Nesci, Nicola Morra, Paolo Parentela e Federica Dieni affermano in una nota: “I media che hanno collegato il consigliere comunale di San Ferdinando al Movimento Cinque Stelle hanno preso dunque un abbaglio, dando un’informazione sbagliata proprio a ridosso delle elezioni regionali”.
Dichiarazioni che non possono cancellare la pubblica, certificata, palese e inequivocabile vicinanza politica del Pantano ai 5 stelle di San Ferdinando, basti ricordare per esempio il suo proporsi all’attenzione pubblica come esponente del Movimento in occasione delle proteste per il trasbordo di armi siriane nel porto di Gioia Tauro.
Queste affermazioni piccate degli esponenti M5S contro la stampa (e implicitamente contro la magistratura), che invece sta dando giustamente enorme risalto alla vicenda, ricordano quelle dei Craxi, Mastella o Berlusconi dei tempi peggiori.
Questa ennesima triste vicenda dimostra per l'ennesima volta l'enorme potere della 'ndrangheta, la sua ramificazione nelle istituzioni e la sua trasversalità rispetto a tutte le forze politiche del regime neofascista, Movimento 5 stelle compreso.
Giordano – provincia di Cosenza

29 ottobre 2014