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Appoggiamo i 6 punti e la richiesta dello sciopero generale delle Fiom Già a conclusione del 23° Congresso nazionale la Fiom aveva chiesto che si tenesse, subito dopo le elezioni europee e amministrative, uno sciopero generale di tutte le categorie contro la politica economica e sociale del governo Berlusconi. Ora, in un documento del 6 luglio, la Segreteria nazionale del sindacato dei metalmeccanici della Cgil torna a rilanciare la stessa richiesta contro la stangata fiscale di 7,5 miliardi di euro del neoduce. La Fiom mette in evidenza che l'attuale crisi politica è il riflesso del fallimento delle politiche economiche liberiste messe in atto dal governo. Con l'aggravamento della crisi industriale e finanziaria. "Per questo - si legge - è necessaria una svolta profonda negli indirizzi, nelle procedure, nei riferimenti sociali e negli obiettivi della politica economica. Il movimento sindacale - prosegue - può e deve rivendicare tale svolta con una vasta mobilitazione sulla propria piattaforma compreso lo sciopero generale". Nel documento la piattaforma è indicata in sei punti, che in sintesi rivendicano: 1) Una politica fiscale che riduca le tasse ai ceti meno abbienti, rispristini la restituzione del fiscal-drag e persegua l'elusione e l'evasione fiscali. 2) Una politica industriale ed economica fondata sul ritorno in campo di un forte intervento pubblico, anche per mantenere o riportare nella proprietà pubblica le grandi reti di distribuzione della comunicazione e dei servizi e i grandi gruppi industriali in crisi. 3) Un programma straordinario per finanziare la formazione dei lavoratori per attuare piani strategici nel campo dell'energia, dell'ecologia e dell'assetto del territorio. 4) Fermare la precarizzazione del lavoro a partire dalla legge 30 che va abrogata. 5) La redistribuzione del reddito a favore del mondo del lavoro e dei pensionati attraverso l'aumento dei salari reali e una politica fiscale e tariffaria "socialmente equa". 6) Interrompere il processo di frantumazione sociale e politica del paese, che sotto il nome di federalismo sta in realtà aumentando ingiustizie e diseguaglianze. La Fiom mette in guardia sulla possibilità che la crisi di governo si "risolva" con nuovi attacchi ai diritti dei lavoratori e dei pensionati e perciò mette in evidenza la necessità della "mobilitazione dei metalmeccanici e di tutto il movimento sindacale". 14 marzo 2004 |