134° Anniversario della scomparsa del grande Maestro del proletariato internazionale e cofondatore del socialismo scientifico
Marx su Marx
Citazioni tratte dal Carteggio di Marx

Tra parentesi quadre […] compaiono le note dei curatori.
 
1844
Le sarei molto obbligato, se al massimo entro martedì volesse informarsi se Frank vuole assumersi la pubblicazione dell'opuscolo contro Bauer [“La sacra famiglia”] oppure no.
Mi è completamente indifferente, in che modo vorrà decidersi.
Io sono in grado di avere in ogni momento un editore straniero. Solo, proprio questo opuscolo, per il quale anche la singola parola è importante, mi piacerebbe vederlo stampare sotto i miei occhi e poterlo correggere io stesso.
(Marx, Lettera a Heinrich Börnstein, autunno 1844, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 430)
 
1845
Ho appreso da fonti sicure che alla Prefettura di polizia esistono ordinanze contro di Lei, me e alcuni altri, secondo le quali dobbiamo lasciare Parigi e la Francia tra ventiquattro ore, entro il lasso di tempo più breve possibile.
(Marx, Lettera a Arnold Ruge, gennaio 1845, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 433)
 
L'editore Leske è stato da me poco fa. Egli pubblica a Darmstadt una rivista trimestrale esente da censura. Io, Engels, Hess, Herwegh, Jung, ecc. collaboreremo. Mi ha pregato di chiederLe la Sua collaborazione, in poesia o in prosa. Ella certamente non rifiuterà, giacché bisogna che sfruttiamo ogni occasione di arrivare anche in Germania.
Tra tutte le persone che io lascio qui, lasciare Heine è la cosa che più mi dispiace. Se potessi La impacchetterei, per portarLa via con me.
(Marx, Lettera a Heinrich Heine, 12 gennaio 1845, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 434)
 
Mia moglie manda a Lei e alla Sua consorte molti saluti. Ieri l'altro sono stato all'Administration de la sûreté publique [pubblica sicurezza (polizia)] di qui, e ho dovuto dichiarare per iscritto di non pubblicare nulla su questioni di politica attuale nel Belgio.
(Marx, Lettera a Heinrich Heine, 24 marzo 1845, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 435)
 
La prego di inviare – sul mio conto, Lei potrà spiccare una tratta su di me comprendente anche l'importo di questa lettera, - tre esemplari della “Sacra Famiglia” a mio nome immediatamente a Parigi al Signor Herwegh, rue Barbet-Jouy, Faub. St. Germain, al Signor Heine rue du Faub. Poissonnière Nr. 46, e al Signor Bernays, 12, rue de Navarin. Da molte parti mi sono giunte lamentele per lettera sul fatto che a Parigi non si trovino esemplari.
(Marx, Lettera a Löwenthal, 9 maggio 1845, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 436)
 
1846
Da quando ho lasciato Parigi, mi sono proposto più volte di scriverLe; circostanze indipendenti dalla mia volontà me lo hanno tuttavia impedito fino ad ora; La prego di credere che gli unici motivi del mio silenzio sono il troppo daffare, fastidi collegati a un cambiamento di domicilio ecc.
E ora entriamo subito in medias res [in argomento]. Insieme ai miei due amci, Friedrich Engels e Philippe Gigot (ambedue a Bruxelles), ho organizzato una corrispondenza regolare con i comunisti e socialisti tedeschi, la quale si occuperà sia della discussione di questioni scientifiche, sia di fornire un panorama critico degli scritti popolari, sia – infine – della propaganda socialista che è possibile svolgere in Germania con questo mezzo. Lo scopo principale della nostra corrispondenza sarà, tuttavia, quello di stabilire il collegamento dei socialisti tedeschi con i socialisti francesi e inglesi, di tenere al corrente gli stranieri sui movimenti socialisti che si svilupperanno in Germania e informare i tedeschi in Germania sul progresso del socialismo in Francia e in Inghilterra. In questo modo potranno venire alla luce le divergenze di opinioni, e si giungerà ad uno scambio di idee e ad una critica imparziale. Questo è il passo che il movimento sociale deve fare nella sua forma di espressione letteraria onde liberarsi della limitatezza nazionale . E nel momento dell'azione è sicuramente di grande utilità per tutti l'essere informati sullo stato delle cose all'estero con la stessa esattezza che su quello nel proprio paese.
La nostra corrispondenza abbraccerà, oltre i comunisti in Germania, anche i socialisti tedeschi a Parigi e a Londra. I nostri collegamenti con l'Inghilterra sono già stabiliti; per quanto riguarda la Francia, noi crediamo tutti che non potremmo avere costà un corrispondente migliore di Lei: Lei sa che gli inglesi e i tedeschi hanno saputo finora apprezzarLa meglio dei Suoi concittadini.
Lei vede dunque che si tratta solo di stabilire una corrispondenza regolare e di garantirle i mezzi per seguire il movimento sociale nei vari paesi, onde giungere a risultati ricchi e molteplici, quali il lavoro di un singolo individuo mai sarebbe in grado di ottenere.
Nel caso che Ella voglia accettare la nostra proposta, le spese postali delle lettere che Lei riceverà, come pure di quelle che Lei ci invierà, saranno sostenute da noi, poiché le collette organizzate in Germania sono destinate a coprire le spese di corrispondenza.
L'indirizzo di qui a cui dovrebbe scrivere è: Signor Philippe Gigot, 8, rue Bodenbroek. Questi firmerà anche le lettere da Bruxelles.
Non ho bisogno di aggiungere che tutta quanta la corrispondenza richiede il massimo segreto da parte Sua, giacché i nostri amici in Germania debbono agire con la massima circospezione per non compromettersi.
Ci risponda presto e creda alla sincera amicizia del Suo devotissimo Karl Marx.
(Marx, Lettera a Pierre-Joseph Proudhon, 5 maggio 1846, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 444-445)
 
Il secondo volume [dell'“Ideologia tedesca”] è quasi finito. Sarebbe estremamente opportuno che la stampa cominciasse, non appena arrivano i manoscritti del primo volume (la cosa migliore è spedirli in due mandate). (…)
Per quanto riguarda la parte in comune, Engels – qui vicino a me – sta rispondendoti. Ti confesso francamente che le notizie che mi dai mi hanno colpito assai sgradevolmente.
Tu sai che io mi trovo in gravi difficoltà finanziarie. Per tirare avanti qui negli ultimi tempi, ho venduto le ultime cose d'oro e d'argento e una gran parte della biancheria di lino. Per risparmiare ho rinunciato, per il momento, anche ad avere casa per conto mio e mi sono trasferito qui nel Bois Sauvage. Altrimenti avrei dovuto trovare una nuova domestica, perché l'ultima bambina viene ora svezzata.
Inutilmente ho cercato a Treviri (presso mia madre) e a Colonia da uno dei suoi amici in commercio di ottenere 1.500 franchi, che mi sono necessari per rimettermi a posto. Le notizie editoriali sono per me tanto più sgradevoli, in quanto speravo di ottenere questa somma come anticipo sull'Economia.
Certo, a Colonia esistono altri borghesi, che forse mi anticiperebbero il denaro a una certa scadenza. Solo che questa gente, da un bel pezzo, ha preso un indirizzo che è esattamente opposto ai miei princípi, e io non vorrei esser loro obbligato in alcun modo.
Quanto all'onorario di questa pubblicazione, come sai, a me spetta solo la metà per il primo volume.
Come se non bastassero i miei fastidi personali, sono bombardato, nella mia veste di curatore della pubblicazione, di lettere di sollecito da tutte le parti ecc. (…)
Come vedi, da tutte le parti miseria! In questo momento non so che fare.
Un'altra volta ti scriverò una lettera di risposta. Scusami per il mio silenzio, considerando che alla massa di lavoro, ai doveri familiari ecc. si è aggiunta anche tutta questa pressione finanziaria.
(Marx, Lettera a Joseph Weydemeyer, 14 maggio 1846, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 447-448- 449-450)
 
Alla lettera, nella quale Ella mi spiegava le Sue riserve a proposito della pubblicazione [“Critica della politica e dell'economia politica”], Lei ha ricevuto risposta a giro di posta. Per quanto riguarda la Sua domanda a proposito della “scientificità”, io Le rispondevo: il libro è scientifico, ma non scientifico nel senso del governo prussiano ecc. Se ha la bontà di ricordarsi della Sua prima lettera, ricorderà anche di avere scritto molto impaurito a causa della diffida prussiana e della perquisizione poliziesca che da poco era avvenuta a casa Sua. Al tempo stesso io Le scrissi che mi sarei occupato di trovare un altro editore.
Io ho ricevuto da Lei una seconda lettera, nella quale Ella da un lato annullava il contratto editoriale, dall'altro era d'accordo che l'anticipo fosse rimborsato sotto la forma di un pagamento all'eventuale nuovo editore.
A questa lettera Ella non ha ricevuto una ulteriore risposta, perché credevo di poterLe dare in breve tempo una risposta positiva, cioè l'annuncio che si era trovato un altro editore. Come tutto ciò sia andato per le lunghe, verrà a saperlo subito. Che io abbia accettato la Sua proposta riguardante il rimborso dell'anticipo come cosa del tutto naturale , lo può desumere dalla circostanza che, nell'unica sede dove ho fatto dei passi per la pubblicazione, ho fatto dichiarare al tempo stesso che, alla consegna del manoscritto, a Lei avrebbero dovuto essere rimborsati 1.500 franchi. La prova di tutto ciò può essere fornita in ogni momento . Del resto ne sono testimoni anche Engels e Hess.
D'altro lato, Ella ricorderà che, vuoi a Parigi vuoi nel contratto scritto, nulla era stato stabilito sulla forma più o meno rivoluzionaria del mio scritto. Che al contrario allora io ritenevo di dover pubblicare contemporaneamente i due volumi, perché la pubblicazione del primo volume avrebbe comportato il divieto o la confisca del secondo. Heinrich Bürgers di Colonia era presente e può testimoniarlo. Parlando giuridicamente , dunque, Lei non aveva il diritto di porre nuove condizioni o di rifiutare l'edizione, allo stesso modo che io, dal punto di vista giuridico, non sono obbligato né a rimborsare l'anticipo, né ad accettare le Sue nuove proposte, né a modificare il mio lavoro. Ma sul fatto che io non potrei pensare neppure per un momento di comportarmi con Lei secondo il punto di vista giuridico , in particolare perché Ella non era affatto obbligata contrattualmente a pagarmi un anticipo che io piuttosto dovevo considerare ed ho considerato come un atto di pura amicizia: su questo fatto mi pare non sia necessario intrattenersi. Come finora io ho liberato degli editori (per esempio Wigand e Fröbel, quando si stampavano i “Deutsch-Französische Jahrbücher”, ed altri editori come presto Le dirò) dagli obblighi assunti contrattualmente e giuridicamente esigibili senza fare storie e nonostante gravi perdite pecunarie, così non mi è mai passato per la testa di togliere un centesimo a un editore qualsiasi, anche quando lo potevo fare dal punto di vista giuridico. Non si vede assolutamente per qual ragione avrei dovuto fare un'eccezione con Lei, che mi ha reso un favore particolare.
Per quanto riguarda il ritardo della risposta, ho da dirLe quanto segue:
Alcuni capitalisti in Germania avevano accettato di pubblicare vari scritti miei, di Engels e di Hess. Vi era perfino la prospettiva di un vasto accordo formale editoriale, che doveva essere esente da ogni riguardo verso la polizia. Attraverso un amico di quei signori, mi era inoltre stata praticamente assicurata la pubblicazione della mia “Critica dell'economia” ecc. Lo stesso amico si è trattenuto a Bruxelles fino a maggio per portare al sicuro oltre confine il manoscritto del primo volume della pubblicazione [“L'ideologia tedesca”] curata sotto la mia redazione e con la collaborazione di Engels ecc.. Una volta in Germania, egli avrebbe dovuto inoltre scrivere definitivamente se l'“Economia politica” fosse stata accettata oppure no. Giunsero invece notizie indefinite o nessuna notizia e, dopo che la maggior parte del manoscritto del secondo volume di quella pubblicazione era già stato inviato in Germania, quei signori hanno scritto finalmente, da pochissimo tempo, che tutta la faccenda è finita nel nulla , poiché essi hanno impegnato altrove il loro capitale. Da ciò la risposta definitiva a Lei è stata ritardata. Una volta che tutto era stato deciso, mi misi d'accordo con il signor Pirscher di Darmstadt, che si trovava qui, per fargli trasmettere una mia lettera per Lei.
A causa di quella pubblicazione combinata con i capitalisti tedeschi io avevo rimandato l'elaborazione della “economia”. Mi sembrava infatti molto importante far precedere alla mia argomentazione positiva uno scritto polemico contro la filosofia tedesca e contro il socialismo tedesco fino ad oggi. Questo è necessario per preparare il pubblico al punto di vista della mia economia, la quale si contrappone risolutamente a tutta quanta la scienza tedesca fino ad oggi. Si tratta del resto dello stesso scritto polemico di cui Le avevo scritto, in una delle mie lettere, che avrebbe dovuto essere terminato prima di pubblicare l'“economia”.
Tanto di tutto ciò.
Alla Sua lettera di questi giorni rispondo come segue:
I. Nel caso che Ella non pubblichi l'opera, dichiaro che Ella riceverà senza discussioni l'anticipo nel modo che vorrà indicare.
Altrettanto indiscutibile è però che, nel caso io ricevessi da un altro editore una somma inferiore all'onorario stipulato con Lei, Ella dovrebbe partecipare alla perdita nella stessa misura di me, poiché il ricorso ad un altro editore è stato provocato da Lei, non da me.
II. Vi sono prospettive per la pubblicazione del mio libro. Ieri l'altro ho ricevuto una lettera dalla Germania, nella quale mi si annuncia che si vuole fondare una casa editrice per azioni destinata alla pubblicazione di opere comuniste, la quale volentieri aprirebbe le pubblicazioni con la mia opera. Tuttavia io considero la faccenda ancora così indeterminata che, in caso di necessità, mi rivolgerò anche ad altri editori.
III. Poiché il manoscritto quasi concluso del primo volume della mia opera è rimasto qui da tanto tempo, non lo farò stampare senza sottoporlo ancora una volta ad una revisione di contenuto e di stile. Si capisce che un autore, il quale continua a lavorare, non può più lasciare stampare letteralmente dopo sei mesi ciò che ha scritto sei mesi prima.
A ciò si aggiunga che i “Fisiocrati”, due volumi in folio, sono apparsi solo alla fine di luglio e arriveranno qui solo tra alcuni giorni, sebbene la pubblicazione ne fosse stata annunciata già durante il mio soggiorno a Parigi. A questo punto è necessario tenerne assolutamente conto.
Il libro ora verrà rielaborato in modo tale, da potere essere pubblicato anche nella Sua casa editrice. Del resto, presa visione del manoscritto, Lei è libero di farlo pubblicare sotto il nome di un'altra casa.
IV. Per quanto riguarda il tempo, ho da dire quanto segue: a causa della mia salute assai malandata, sono costretto a prendere dei bagni di mare a Ostenda durante il mese di agosto e inoltre sono occupato dalla preparazione dei due volumi della pubblicazione suddetta. Nel mese di agosto dunque non potrà accadere gran che.
La revisione del primo volume sarà pronta per la stampa alla fine di novembre . Il secondo volume, che ha un carattere più storico, potrà seguire immediatamente.
V. In una delle mie lettere passate Le ho già scritto che il manoscritto aumenterà di 20 sedicesimi rispetto a quelli stabiliti, sia a causa del materiale aggiunto in Inghilterra, sia per le esigenze derivate dalla rielaborazione.
Poiché tuttavia il contratto era concluso, ero deciso, come Lei si ricorderà da una delle mie lettere passate, a contentarmi dell'onorario già stabilito, nonostante che il numero dei sedicesimi fosse aumentato di circa un terzo. Avrebbe nociuto al libro, se io avessi pubblicato a parte il materiale nuovo. Neppure avrei esitato a sopportare lo svantaggio commerciale nell'interesse dell'opera. Io non volevo né rompere il contratto né nuocere al successo del libro.
Poiché invece, secondo la Sua scorsa lettera, sono io a dover decidere di riprendere il contratto, dovrei aggiungere come nuova condizione che i sedicesimi in più di quelli stabiliti mi vengano compensati in proporzione. Io credo che questa richiesta sia tanto più equa, in quanto il mio guadagno sarà già di per sé assai scarso, sia a causa del viaggio e del soggiorno in Inghilterra richiesti dalla mia opera, sia perché ho dovuto procurami un gran numero di pubblicazioni molto care.
Per concludere: io desidero che la mia opera appaia presso di Lei, purché ciò avvenga a condizioni in qualche modo ragionevoli e perché Ella ha sempre dimostrato liberalità e amicizia nei miei riguardi.
Se ce ne fosse bisogno, potrei dimostrarLe, in base a numerose lettere giuntemi dalla Germania e dalla Francia, che questa opera è attesa con grande curiosità dal pubblico.
(Marx, Lettera a Carl Wilhelm Leske, 1° agosto 1846, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 453-454-455-456-457)
 
Avrei risposto già da molto tempo alla Sua lettera del 1° novembre, se il mio libraio non mi avesse inviato il libro di Proudhon “Philosophie de la misère” solo la settimana scorsa. L'ho scorso in due giorni, onde poterLe comunicare immediatamente la mia opinione. Siccome ho letto il libro molto in fretta, non sono in grado di scendere in particolari e non posso che comunicarLe l'impressione generale che mi ha fatto. Se Lei lo desidera, potrei addentrarmi in particolari in una seconda lettera.
Le confesserò apertamente che, in generale, trovo questo libro cattivo, anzi pessimo. (…)
L'unico punto nel quale io mi trovo completamente d'accordo con Proudhon, è il suo disgusto per il sentimentalismo socialista. Già prima di lui, io mi sono attirato molte inimicizie per aver preso in giro il socialismo imbecille, sentimentale, utopistico. Ma Proudhon, a sua volta, non è preda di illusioni singolari, quando contrappone il suo sentimentalismo di piccolo borghese, intendo dire le sue smancerie sulla vita familiare, l'amore coniugale e tutte queste banalità al sentimentalismo socialista, che, per esempio in Fourier, ha molta più profondità delle banalità presuntuose del nostro buon Proudhon? (…)
Proudhon è dalla testa ai piedi filosofo, economista della piccola borghesia. (…)
Avrei voluto poterLe mandare, insieme a questa lettera, il mio libro sull'economia politica [“Critica della politica e dell'economia politica”], ma finora non mi è stato possibile fare stampare questa opera né le critiche ai filosofi e ai socialisti tedeschi, di cui Le avevo parlato a Bruxelles. Ella non può immaginarsi quali difficoltà incontri in Germania una pubblicazione simile, da parte della polizia da un lato, dall'altro da parte degli editori, i quali sono poi i rappresentanti interessati di tutte le correnti che io combatto. E per quanto riguarda il nostro partito, non solo esso è povero, ma un gruppo assai forte all'interno del partito comunista tedesco me ne vuole, perché io mi oppongo alle sue utopie e declamazioni.
(Marx, Lettera a Pavel Vasilevič Annenkov, 28 dicembre 1846, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 458-468-469-470)
 

1847

Tu sai che Vogler dal principio di maggio è in prigione ad Aquisgrana. Ciò ha reso per ora impossibile la stampa dell'opuscolo [“Lo status quo in Germania”] che tu ci hai spedito. Il primo terzo di esso mi è piaciuto molto. Agli altri due bisogna in ogni caso apportare mutamenti. Su questo punto sarò più dettagliato la prossima volta. (…)
Per il momento sono in tali strettezze finanziarie che devo ricorrere a spiccar cambiali. (…)
Circa dodici giorni fa Breyer mi fece un salasso, ma al braccio destro invece che al sinistro . Siccome ho seguitato a lavorare come se nulla fosse, la ferita, invece di cicatrizzarsi, è andata in suppurazione. La cosa avrebbe potuto divenir pericolosa e costarmi il braccio. Adesso è quasi guarita. Ma il braccio è ancora debole. Non devo affaticarlo.
(Marx, Lettera a Engels, 15 maggio 1847, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 91-92)
 
Mi affretto a confermarti l'arrivo della tua lettera. Da essa non ricevo altro che la conferma di ciò che sapevo già in anticipo, che cioè tutta la faccenda è un pettegolezzo miserabile. Volevo solo un paio di righe da parte tua, onde poter far vedere a Engels nero su bianco di qual natura sono le chiacchiere tedesche piccolo-borghesi a Parigi. Ti assicuro che da quando ho lasciato Parigi, nonostante tutte le mie precauzioni per rendermi introvabile e inaccessibile, queste vecchie comari mi hanno continuamente perseguitato con insulsaggini del genere. Solo con la massima sgarbatezza è possibile tenere a distanza questi imbecilli.
Mi dispiace solo di averti importunato nel tuo ritiro con questa roba. (…)
Ai miei manoscritti succede pressappoco ciò che capita alla “Brϋsseler-Zeitung”, e questi asini hanno anche il coraggio di scrivermi tutti i giorni, chiedendomi come mai non stampo nulla e addirittura rimproverandomi di aver preferito scrivere in francese piuttosto che non scrivere nulla. Dovremo ancora per lungo tempo espiare la colpa di essere nati teutoni.
Addio. Saluta tua moglie e te stesso cordialmente da parte di mia moglie e mia.
A Parigi troverai ancora un elenco degli errori di stampa nella mia roba francese [“Miseria della filosofia”]. Certi passi sono incomprensibili senza questo elenco.
Appena hai un'ora libera e niente di meglio da fare scrivi al tuo Marx.
(Marx, Lettera a Georg Herwegh, 8 agosto 1847, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 473-474-475)
 
Avrei dovuto dare a Engels una lettera per te, ma prima della tua partenza ci sono state tante di quelle cose da sbrigare, che questa fu trascurata e dimenticata.
La contessa Hatzfeldt mi aveva inoltre pregato di scriverti alcune righe di raccomandazione per lei. Credo che nel frattempo ne avrai già fatto la conoscenza. Per essere una tedesca, questa donna ha dimostrato molta energia nel duello con suo marito.
Qui a Bruxelles abbiamo fondato due associazioni democratiche pubbliche.
1. Una Associazione operaia tedesca che conta già circa 100 iscritti. Le discussioni sono in questa associazione del tutto parlamentari e ci si dedica anche a trattenimenti in società come canto, declamazione, teatro e altre cose del genere.
2. Una associazione più piccola di carattere cosmopolitico-democratico, di cui fanno parte belgi, francesi, polacchi, svizzeri e tedeschi. Se verrai qua, vedrai che nel piccolo Belgio si può fare di più per la propaganda immediata che nella grande Francia. Inoltre credo che, per quanto piccola, l'attività abbia su tutti un effetto assai vivificante.
3. È possibile che ci attendano vessazioni poliziesche, dato che ora il governo liberale è al timone dello Stato e i liberali sono sempre gli stessi.
Ma verremo a capo anche di loro. Qui non è come a Parigi dove gli stranieri si trovano isolati davanti al governo.
Data l'impossibilità di utilizzare in un modo qualsiasi il commercio librario in Germania nelle condizioni attuali, ho fatto i primi passi, d'accordo con alcuni tedeschi di Germania, onde fondare una rivista mensile sostenuta mediante contributi azionari. Nella provincia renana e nel Baden si è già messo insieme un certo numero di azioni. Cominceremmo immediatamente, appena raccolto il denaro necessario per tre mesi.
Se i contributi lo permettessero in qualche modo, si stabilirebbe qui una tipografia in proprio da utilizzare anche per la stampa di opere separate.
Da te vorrei sapere:
1. Se anche tu hai intenzione di raccogliere qualche azione per conto tuo (ogni azione è di 25 talleri).
2. Se vuoi collaborare e figurare come collaboratore sulla testata.
Ma ti scongiuro, dato che già mi sei debitore di una lettera da un bel pezzo, di superare questa volta la tua ripugnanza verso lo scrivere e di rispondere presto. Vorrei inoltre pregarti di chiedere a Bakunin per quale via, sotto quale indirizzo e in che modo, io possa far giungere una lettera a Tolstoi.
(Marx, Lettera a Georg Herwegh, 26 ottobre 1847, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 478-479)
 
Ragioni di partito, che qui non posso spiegare, mi hanno indotto a partire per Londra. Ho utilizzato questo viaggio anche per stabilire contatti tra l'Associazione democratica di Bruxelles e i cartisti inglesi, e arringare questi ultimi in un comizio pubblico. Forse ne ha letto qualche notizia nei giornali inglesi e francesi.
Ma quando partii, - e io sono costretto a rimanere ancora alcuni giorni qui, - la mia famiglia si trovava nella situazione più difficile e disperata. Non solo, mia moglie e i bambini sono malati. La mia situazione economica in questo momento è talmente critica, che mia moglie viene sottoposta dai creditori a una vera e propria persecuzione e si trova in miserevoli ristrettezze finanziarie.
La spiegazione di questa crisi è semplice. I manoscritti tedeschi [“L'ideologia tedesca”] non vengono stampati per intero. Ciò che se ne stampa, io lo cedo gratis solo per renderlo noto. Il mio opuscolo contro Proudhon [“Miseria della filosofia”] si è venduto assai bene. Ma riceverò una parte delle entrate solo a Pasqua.
Le entrate di mia moglie non bastano da sole, e da un certo tempo io sono in trattative con mia madre per ottenere almeno una parte del mio patrimonio. Sembra che ciò possa avvenire tra poco. Ma tutte queste cose sul momento non servono a nulla.
In questa situazione, che non mi vergogno di svelarLe apertamente, Lei mi salverebbe davvero dal peggio, se potesse fare avere a mia moglie una somma tra i 100 e 200 franchi. Naturalmente potrò restituirla, non appena le questioni finanziarie con la mia famiglia saranno regolate.
(Marx, Lettera a Pavel Vasilevič Annenkov, 9 dicembre 1847, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 480)
 
1848
 
Qui si è costituito un Comitato centrale, [della Lega dei comunisti a Parigi] dato che Jones, Harney, Schapper, Bauer, Moll si trovano qui. Io sono stato nominato presidente, e Schapper segretario. Sono membri Wallau, Lupus, Moll, Bauer ed Engels.
(Marx, Lettera a Engels, circa 12 marzo 1848, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 126)
 
In questi giorni non ho un momento di tempo per scrivere più dettagliatamente. Mi limito al necessario.
Flocon è molto ben disposto verso di te.
I “vagabondi” di qui ti dedicano tutti più o meno le loro ire. (Rissa con Scherzer ecc.)
Per quanto riguarda le mie cose, prendile con te fino a Valenciennes e là falle sigillare. Riceverò tutto franco di porto. Per quanto riguarda l'argento, ha già avuto il bollo qui a Parigi. Ma tu devi ad ogni modo andare a Valenciennes dalla persona che abita all'indirizzo che ti accludo. Per consiglio di Vogler mia moglie le ha mandato le chiavi dei bauli (che sono a Bruxelles), ma senza bollettino di spedizione. Queste chiavi devi andarle a prendere da lui, perché se no alla dogana di qui ci forzano tutte le serrature.
Per quanto riguarda i denari, spiega a Cassel che ti deve restituire la cambiale se non la vuole pagare. Poi forse Baillut la pagherà.
Fa fare i conti a Gigot e fagli pagare almeno il resto.
Per quanto riguarda Breyer, devi andare ancora una volta da lui e mostrargli che volgarità sia sfruttare la mia iattura per non pagarmi. Almeno una parte te la deve procurare. La rivoluzione non gli è costata un soldo.
Qui la borghesia torna ad essere terribilmente sfacciata e reazionaria, mais elle verra [ma ne vedrà delle belle].
Bornstedt e Herwegh si comportano da mascalzoni. Hanno fondato qui un'associazione nero-rosso-oro contre nous [contro di noi]. Il primo sarà cacciato oggi dalla Lega.
(Marx, Lettera a Engels, 16 marzo 1848, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 127-128)
 
Alla nota presentata dai signori Bornstedt ecc. stamattina, serva di risposta quanto segue:
1. A Marx non passa neppure per la testa di rispondere a chicchessia per un qualsiasi articolo di giornale tedesco.
2. A Marx non passa neppure per la testa di rispondere per un comitato o una deputazione dell'Associazione democratica tedesca, con cui egli non ha nulla a che fare.
3. Se i signori Bornstedt e Herwegh pretendono dichiarazioni, a titolo personale e non come membri di un comitato o di una associazione quale che sia, allora bisogna dire che già una volta in via privata e un'altra pubblicamente è stato detto al signor Bornstedt a chi deve rivolgersi.
(Marx e Engels, Lettera a Adalbert von Bornstedt e altri (copia scritta da Engels), 1º aprile 1848, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 487)
 
Qui abbiamo già sottoscritto parecchio [Si riferisce alle azioni della “Neue Rheinische Zeitung”] , e quindi potremo cominciare presto. Ma ora è necessario che tu avanzi delle richieste al tuo vecchio e che in generale tu spieghi definitivamente quel che c'è da fare a Barmen e a Elberfeld. (…)
Quasi quasi verrei costà, se da voi non ci fosse tutta questa paura.
(Marx, Lettera a Engels, prima del 25 aprile 1848, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 132)
 
Siccome la tua lettera arriva solo ora ch'è sera, non c'è più tempo di mettersi in giro per delle cambiali. Non c'è neanche più tempo di andare a casa mia. Ti mando quanto accludo, che è per l'appunto quello di cui dispongo, e inoltre un assegno di 50 talleri di Schulz a nome di un cittadino di Ginevra, dove tu puoi anche trovare altri aiuti.
Già da lungo tempo ho mandato a te e a Dronke a Parigi 50 talleri, e contemporaneamente il tuo passaporto a Gigot a Bruxelles.
Il giornale torna ad uscire, tale quale, dall'11 ottobre. Non è ora il momento di scriverti più in particolare, perché è necessario affrettarsi. Appena in qualche modo potrai, scrivi corrispondenze e articoli di una certa lunghezza. Ora, siccome sono tutti via eccetto Weerth, e Freiligrath è entrato solo da qualche giorno, io sono immerso nel lavoro fin sopra gli occhi, non arrivo a fare lavori più dettagliati, e oltre a ciò il tribunale fa di tutto per rubarmi il mio tempo.
Del resto il tuo vecchio ha scritto a Gigot chiedendo dove sei. A quel che dice ti vuole spedire del denaro. Io gli ho mandato il tuo indirizzo.
(Marx, Lettera a Engels, circa il 26 ottobre 1848, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 137)
 
Sono veramente sorpreso che tu non abbia ancora ricevuto denaro da me. Ti ho spedito io (non l'amministrazione) 61 talleri da tempo incalcolabile, 11 in moneta, 50 in cambiali a Ginevra, in busta all'indirizzo dato. Informati dunque e scrivi subito. Ho la ricevuta della posta e posso reclamare per riavere il denaro.
Inoltre avevo spedito 20 talleri a Gigot e più tardi 50 a Dronke per voi, sempre dalla mia cassa. Totale : 130 talleri circa.
Domani ti spedirò di nuovo qualcosa. Ma informati del denaro. Nella cambiale c'era insieme una raccomandazione per te ad un ricco filisteo di Losanna.
Io sono a corto di denaro. 1.850 talleri li avevo portati con me dal mio viaggio; 1.950 li ho ricevuti dai polacchi. 100 li ho consumati nel viaggio stesso. 1.000 talleri li ho anticipati al giornale (con quelli a te e agli altri profughi). 500 da pagare ancora per la macchina entro questa settimana. Restano 350. E inoltre non ho ancora ricevuto neppure un centesimo dal giornale.
Per quanto riguarda voi come redattori, io 1) ho comunicato subito fin dal primo numero che il comitato rimane lo stesso, 2) ho dichiarato a quegli scemi degli azionisti reazionari che restavano liberi di non considerarvi più come appartenenti al personale di redazione, ma che io restavo libero di pagare onorari tanto alti quanto io volessi, e che perciò loro dal punto di vista finanziario non avrebbero guadagnato nulla.
Sarebbe stato più ragionevole che io non avessi anticipato la grossa somma per il giornale, perché posso avere sulle spalle da tre a quattro processi per violazione della legge sulla stampa, posso essere imprigionato da un giorno all'altro e poi posso strillare per aver denaro come il cervo per aver l'acqua fresca. Ma si trattava di mantenere a tutti i costi questa fortezza e di non mollare la nostra posizione politica.
La cosa migliore – dopo che avrai sistemato a Losanna i tuoi affari pecuniari – è di andare a Berna e di eseguire il piano prestabilito. Inoltre puoi scrivere per tutto ciò che vuoi. Le tue lettere arrivano sempre abbastanza presto.
Che io abbia potuto piantarti in asso sia pure per un momento, è pura fantasia. Resti sempre il mio intimo, come spero di restare io per te.
Il tuo vecchio è un porco, a cui scriveremo una letteraccia degna di lui. K. Marx
(Marx, Lettera a Engels, metà novembre 1848, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 138-139)
 
Nel vostro Club democratico-monarchico [cioè l'Assemblea permanente di Düsseldorf, nella quale si trovavano membri del Club democratico popolare, dell'Associazione per una monarchia democratica e della Guardia civica] prendete queste decisioni:
1) Rifiuto generale di pagare le tasse – da propagandare specialmente nelle campagne;
2) gruppi di volontari a Berlino;
3) invio di denaro al Comitato centrale democratico di Berlino.
A nome del Comitato democratico della provincia di Renania [fondato nel luglio 1848 e presieduto da Marx] K. Marx
(privatamente)
Caro Lassalle,
se puoi mandarmi del denaro, siano i 200 telleri o anche il denaro per i buoni di prestito, te ne sarò molto obbligato. Mandalo a mia moglie, Cecilienstrasse 7. Oggi ho ricevuto un mandato di comparizione, è opinione generale che domani verrò arrestato. [Il 14 novembre 1848 Marx fu interrogato dal giudice istruttore per un articolo comparso nella “Neue Rheinische Zeitung”, ma non fu arrestato].
(Marx, Lettera a Ferdinand Lassalle, 13 novembre 1848, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 493)
 
I giornali ti sono stati spediti. Se non è stato fatto prima, la colpa è tutta di quel somaro di Korff che, essendo io affaccendatissimo, cosa che viene ancora aggravata da continui mandati di comparizioni, non aveva fino ad ora eseguito i miei ordini. Per ora rimani a Berna. Appena puoi venire, te lo scriverò. Sigilla meglio le tue lettere. Una era stata aperta, come ho segnalato nel giornale (naturalmente senza nominarti).
Scrivi in modo esauriente su Proudhon , e dato che sei un buon geografo, sulla merda ungherese (questo sciame di popoli). Nel Proudhon non dimenticarmi, poiché ora i nostri articoli passano in moltissimi giornali francesi.
Scrivi anche contro la repubblica federale, per il che la Svizzera offre l'occasione migliore.
K. Heinzen ha pubblicato la sua vecchia robaccia contro di noi.
Il nostro giornale si muove sempre sul piano della sommossa, ma malgrado tutti i mandati di comparizione evita nella sua rotta il code penal [codice penale]. Ora è molto en vouge [in voga]. Pubblichiamo anche tutti i giorni dei manifesti. La révolution marche [la rivoluzione va avanti]. Scrivi regolarmente.
Ho progettato un piano sicuro per spremere denaro dal tuo vecchio, poiché ora non ne abbiamo affatto. Scrivi una lettera bussando a denari (il più disperatamente possibile, a me), raccontando i casi che ti sono capitati fino ad ora, ma in modo che io la possa comunicare a tua madre. Il vecchio comincia ad aver paura.
Spero di rivederti presto.
(Marx, Lettera a Engels, 29 novembre 1848, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 140-141)
 
Il nostro giornale in questo momento è sans sou [senza un soldo]. Ma gli abbonati. [… parola non decifrata]. Quei somari si accorgono finalmente che le nostre profezie erano sempre giuste; se il governo non ci sopprime, ai primi di gennaio saremo a posto, e allora farò di tutto per ricompensarLa delle Sue collaborazioni. Le Sue corrispondenze sono indiscutibilmente le migliori che riceviamo, esse rispondono in pieno alla nostra tendenza, e poiché dal nostro giornale sono passate in giornali francesi, italiani o inglesi, Ella ha contribuito molto ad illuminare il pubblico europeo.
Non posso neppure descriverLe i sacrifici di denaro e di pazienza che ho dovuto sopportare per tenere in piedi il giornale. I tedeschi sono dei somari scriteriati.
(Marx, Lettera a Eduard Müller-Tellering, 5 dicembre 1848), Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 494)

 


29 marzo 2017