25 Aprile a Roma
La comunità ebraica diserta il corteo ANPI perché sono presenti i palestinesi
Anche il PD non parteciperà al corteo d'accordo con la Comunità ebraica. E vota con i fascisti di Fratelli d'Italia una mozione per conferire la medaglia d'oro alla “Brigata ebraica”.
Per la libertà del popolo palestinese, contro l'oppressione nazista-sionista di Israele

Il PD ha trovato un nuovo pretesto per attaccare l’ANPI, e lo fa proprio sul 25 Aprile, fulcro della memoria italiana dell’antifascismo. Un tentativo preciso di erodere il consenso all’ANPI, a partire dalla sua colonna portante qual è la Festa di Liberazione dal nazi-fascismo, che la lega a generazioni di antifascisti pronte a riconoscerle nei fatti il suo ruolo centrale e di coordinamento. Il PD, e prima PCI, PDS e DS, hanno sempre considerato l’ANPI una loro appendice, ma quando ne ha perso l'egemonia non perde l'occasione per attaccarla. I primi grossi segni di intolleranza si sono visti durante la campagna referendaria di novembre, quanto l’attivismo convinto dell’ANPI per il NO al referendum costituzionale di Renzi, fu attaccato a più riprese attraverso banchini e comizi negati alle Feste dell’Unità o nelle Case del Popolo, con provocatorie polemiche sulla concessione o meno delle tessere, attraverso chiare provocazioni di piazza nella gran parte dei comuni nei quali l’Associazione ha fatto propaganda, fino agli insulti sui media della ministra Elena Boschi.

La manifestazione di Roma
Stavolta l'attacco riguarda le celebrazioni del 25 Aprile a Roma che ANPI e Comunità Ebraica assieme al PD celebreranno con iniziative separate. Al tradizionale corteo che giunge in Porta San Paolo, luogo simbolo della battaglia contro l’occupazione nazifascista della capitale, partecipano da tempo alcuni movimenti solidali col popolo palestinese che si riconoscono nei valori di libertà, fratellanza e solidarietà coi popoli oppressi espressi dal 25 Aprile; una presenza che trova la ferma contrarietà della comunità ebraica romana intenta a celebrare la “Brigata ebraica”, una formazione che si creò in quelli che saranno divenuti poi i territori occupati da Israele, inquadrata nell’esercito britannico e composta da miliziani ebrei di varie nazionalità, i cui soldati contribuirono allo sbarco di Anzio e alla liberazione di Roma. L’ANPI, nell’organizzare il corteo, li ha invitati come sempre a partecipare, ma anche quest’anno, così come accade dal 2015 in poi, il diniego è stato totale poiché, secondo loro, l’ANPI avrebbe dovuto impedire la partecipazione degli amici e sostenitori del popolo palestinese.

Il rifiuto della comunità ebraica alla partecipazione
Ruth Dureghello, la presidente della comunità ebraica romana, ha pesantemente criticato l’ANPI. "Come italiana e come romana non mi sento più rappresentata dall'Anpi che nega l'importanza del contributo degli ebrei romani e della Brigata ebraica alla Lotta di liberazione dal nazifascismo". E per dirla con le parole della ministrta Boschi, dichiara che “l’ANPI non rappresenta più i veri partigiani”. Ma, nonostante il tentativi di “copertura” alla motivazione principale, emerge chiaramente la natura sionista della questione quando, in una intervista rilasciata a Repubblica, la stessa Dureghello sottolinea che “chi ha combattuto per liberare Roma e l'Italia dal nazifascismo non sfila accanto a chi rivendica cause diverse. Ebrei romani e Brigata c'erano, come gli eserciti di altri Paesi che fecero scelte di campo e valori. Non posso dire altrettanto di quelle associazioni. Cosa c'entrano le associazioni filo palestinesi col 25 aprile?”. In pratica chiede all’ANPI di impedire il diritto costituzionale di manifestare alle associazioni non gradite, come condizione essenziale per la partecipazione al corteo unitario. Un diktat provocatorio, oltre che una vera e propria vergogna, soprattutto se consideriamo le attuali vicende mediorientali e le condizioni di schiavitù del popolo palestinese stesso soggiogato dalla mano nera e sionista israeliana.

Gli attacchi del PD all’ANPI
La gravità nelle vicende di quest’anno, sta principalmente nel fatto che il PD, come già accennato, non ha esitato a rincarare la dose attaccando l’ANPI per voce del suo reggente romano il presidente del Partito Matteo Orfini che dichiara: “il 25 aprile dell’associazione partigiani è diventato un elemento di divisione e non più di unione della città. Non ci saremo.”. Emanuele Fiano, deputato PD milanese di origini ebraiche, parla di “ferita profonda” da sanare tenendo fuori i filo-palestinesi. Oltre a tutto ciò, la commissione Difesa della Camera ha votato una mozione proposta dalle stesso Fiano e sostenuta dal PD assieme ai fascisti di Fratelli d'Italia, per conferire la medaglia d’oro al valor militare alla Brigata Ebraica, praticamente in tempo zero. In sostanza, a fianco dei palestinesi no, ma insieme ai fascisti sì. Va da sé che in questo contesto gli attacchi del PD che celebreranno all’Oratorio di Castro nel rione Monti, dove sorge la seconda Sinagoga di Roma con al suo interno una lapide commemorativa della Brigata, sono tutti strumentali ad attaccare l’ANPI nel tentativo di revocarle nell’opinione pubblica la “patente della memoria”, che la vede in posizione centrale e solida dal 1945 in poi. Sullo sfondo di questo attacco vile e concentrico, la lettera che trentadue senatori del PD hanno scritto ai presidenti dell'Anpi Carlo Smuraglia, dell'Anpi di Roma Fabrizio De Sanctis e del Pd Matteo Orfini, per ricomporre un'unità corale nelle celebrazioni del 25 Aprile: "Ci auguriamo di poter ricomporre a Roma una unità vera e solidale di tutte le forze e associazioni di sinistra e antifasciste. Lo dobbiamo al popolo romano in un momento così difficile per la vita democratica in Europa e nel mondo". Un appello prontamente rilanciato dai media, senza però una parola nel merito della questione.

La risposta dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Alle polemiche e anche alla lettera di richiamo all’unità dei senatori PD, generica quanto strumentale a nascondere il ruolo frazionista del PD romano, Carlo Smuraglia, il presidente dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, risponde per le rime, semplificando i giri di parole utilizzati dalla comunità ebraica e dallo stesso PD: “Abbiamo fatto ogni sforzo per trovare una soluzione ma la condizione era che non ci fossero i filo-palestinesi". Smuraglia stesso già lo scorso giugno aveva scritto una lettera alla Comunità ebraica e all'Aned, l'associazione degli ex deportati, proponendo un incontro per sanare le incomprensioni che già l'anno scorso li avevano portati a non partecipare al corteo. “L'Aned ci ha risposto, la Comunità no; ma se io voglio che il 25 Aprile sia la Festa della Repubblica e della Costituzione, devo contribuire, non arrivare alla vigilia per creare l'incidente. Il problema è che qui ci sono incrostazioni e diffidenze tra chi vuole esserci per rivendicare la sua presenza e altri che vorrebbero escludere. La comunità ebraica solleva una diatriba che rovina l’immagine del 25 aprile, non può lamentarsi se vengono anche rappresentanti dei palestinesi". Ed ancora: “Noi possiamo dare solo l'indicazione di non portare bandiere che non siano quelle della Resistenza. Riteniamo di aver fatto tutto il possibile. E’ divisivo chi sceglie di non partecipare, come il PD, non chi invita a farlo".

La nostra solidarietà all’ANPI
Noi esprimiamo tutta la nostra solidarietà all’ANPI poiché si trova al centro di un vero e proprio attacco da destra sia da parte dei filo sionisti che non hanno mai digerito negli anni le sacrosante contestazioni di piazza della politica nazista antipalestinese di Israele, sia da parte del PD che non perde occasione per attaccare l’Associazione dopo la posizione sul NO allo scorso referendum costituzionale del 4 dicembre. Un fatto grave ed intollerabile che fa capire fino a che punto si è spinta l’arroganza del “partito della nazione” di Renzi; sproniamo l’ANPI a resistere poiché siamo certi che questo incalzante esplodere di contraddizioni, farà una ANPI più indipendente, che potrà svolgere il suo ruolo di difesa dell’unità antifascista ancora meglio di quanto essa l’abbia fatto alcune volte in passato, in particolare su questioni di attualità legate alla memoria storica antifascista del nostro popolo italiano. Questa vicenda, ad esempio, segna un passo in avanti rispetto alle critiche mosse all’Associazione anche da parte di tante associazioni filo-palestinesi che hanno pesantemente criticato (a nostro avviso a ragione) la mancanza di una posizione chiara, netta e determinata contro il sionismo e in appoggio alle rivendicazioni di indipendenza e di libertà della comunità palestinese, durante i lavori dell’ultimo congresso nazionale. Adesso i due fronti, che hanno in comune la Resistenza all'oppressione dei popoli soggiogati, saranno ancor più vicini di quanto dimostrino già le decine di iniziative che le sezioni locali dell'ANPI dedicano in tutta Italia alla Resistenza palestinese contro l'oppressione imperialista, nazista e sionista israeliana.
 
 

26 aprile 2017