Insieme ad altri 5 dirigenti e funzionari
Arrestato a Catania fedelissimo di Crocetta
Corrotto con 200 mila euro

Sono finiti in carcere lo scorso 3 luglio a Catania, su ordine del giudice per le indagini preliminari del tribunale catanese e a seguito di un’inchiesta promossa dalla procura della Repubblica, Adolfo Maria Messina, ex presidente della Pubbliservizi spa nonché fedelissimo del presidente siciliano Crocetta, insieme ad Alfio Massimo Trombetta, consulente della partecipata pubblica, mentre ai domiciliari sono stati posti Raffaello Giovanni Pedi, responsabile della manutenzione edilizia e componente di alcune commissioni di gare d'appalto del Comune di Catania, e gli imprenditori edili Rosario Simone Graziano Reitano, Santo Nicotra e Alfio Giuffrida.
Tra gli indagati risulta anche Salvatore Branchina, Responsabile unico dei procedimenti (Rup) della Pubbliservizi Spa, il quale non è stato raggiunto da nessuna misura cautelare perché ha collaborato alle indagini.
Sono stati sequestrati inoltre al fedelissimo di Crocetta beni per oltre 200.000 euro, equivalenti al profitto corruttivo che egli, secondo la procura della Repubblica, ha conseguito da vari imprenditori.
Le accuse nei confronti degli arrestati sono di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e continuata, e riguardano appalti pilotati gestiti dalla Pubbliservizi di Catania, società creata dal Comune etneo, per fatti accaduti nel 2015 e 2016.
Tra gli indagati risulta anche Salvatore Branchina, Responsabile unico dei procedimenti (Rup) della Pubbliservizi Spa, il quale non è stato raggiunto da nessuna misura cautelare perché ha collaborato con gli inquirenti.
Le indagini, svoltesi tra settembre e dicembre del 2016, hanno messo in luce quello che i magistrati ritengono essere un collaudato sistema corruttivo orchestrato e diretto dall'ex Presidente della Pubbliservizi spa, Messina, il quale si serviva della stretta collaborazione di Trombetta e del contributo determinante di Pedi: essi indirizzavano l'affidamento di lavori e servizi a imprese corrotte traendone svariate utilità, la più importante delle quali è sicuramente il denaro che veniva materialmente ricevuto da Messina, che i magistrati definiscono “corrotto con 200 mila euro ”, il quale poi provvedeva a spartirlo con gli altri membri dell’associazione a delinquere.
A fronte delle elargizioni, gli imprenditori ottenevano lavori nel settore della manutenzione edilizia e degli arredi per oltre 800mila euro e beneficiavano anche di pagamenti più celeri da parte della Pubbliservizi srl, il tutto ovviamente in violazione della normativa imposta dal codice degli appalti.
Oltre al denaro, Messina e i suoi complici ricevevano dagli imprenditori corrotti anche altre utilità, come una BMW X3, il pagamento di pranzi, cene e vestiti firmati, il contributo di oltre 10.000 euro per l'acquisto di un Rolex e il sostenimento dei costi per feste private.
 

6 settembre 2017