Il ministro dell'Interno alla Festa di Fratelli d'Italia
Minniti, il nuovo Scelba, applaudito dai fascisti
“Il manifesto” trotzkista copre servilmente la vergognosa vicenda

Dopo la raffica di provvedimenti contro i migranti in Italia e dopo aver fatto calare il flusso di profughi nel Mediterraneo pagando i loro carcerieri schiavisti affinché li tengano bloccati negli infernali lager sulle coste libiche, il ministro dell'Interno Minniti è diventato l'idolo dei fascisti e dei razzisti per meriti sul campo. La prova lampante ne è l'accoglienza a dir poco calorosa che ha ricevuto alla festa dei fascisti di Fratelli d'Italia, Atreju.
Già il fatto che abbia accettato di andarci la dice lunga sul personaggio, ma come se non bastasse il nuovo Scelba non solo è stato accolto molto cordialmente, anzi molto “cameratescamente” dalla Meloni e da La Russa, che evidentemente lo considerano ormai dei loro, ma si è sentito subito a suo agio tra il pubblico e sul palco, e a parte qualche fischio scontato si è guadagnato invece molti applausi. Soprattutto quando ha rivendicato in pratica di aver preso concretamente quei provvedimenti antidemocratici e razzisti contro i migranti e contro le comunità musulmane che i suoi predecessori, anche di governi di “centro-destra”, avevano evocato a parole senza mai decidersi a realizzarli: “Io invece l'ho fatto. Punto!”, si è vantato il nuovo Scelba, e giù applausi.
“Non applauditemi troppo – si è subito affrettato a raccomandare lui – altrimenti date ragione a quelli che mi accusano di essere di destra”. Una battuta che voleva essere scherzosa, ma che in realtà cercava solo di mascherare la sua coscienza sporca. Infatti ha cercato di riequilibrare raccontando che alla domanda se in un governo di destra lo avrebbe accettato come suo ministro dell'Interno la Meloni aveva risposto di no: “Dentro di me ho detto 'menomale'. Noi dobbiamo sapere quello anche siamo: noi siamo avversari politici, che non vuol dire nemici. Io ho vissuto una fase della vita (quando si diceva “comunista”, ndr) in cui gli avversari erano nemici, non torniamo più a quella storia”. E per ribadire il concetto, che per lui fascismo e antifascismo sono ormai categorie superate dalla storia, ha ricordato che quando morì Berlinguer, Almirante si presentò da solo a rendere omaggio alla sua salma: altri applausi.
Alla fine, per conquistare definitivamente la platea, si è fatto ancora più audace facendo un'esaltazione neanche tanto mascherata del duce, giocando su una battuta sul cranio pelato in comune, e raccontando che “a Palazzo Chigi, da sottosegretario alla presidenza, mi trovai a occupare per caso la scrivania che fu di Benito Mussolini. Venne a trovarmi Giuliano Ferrara, che poi scrisse: quella scrivania è in buone mani”: applausi a scena aperta.
E per buon peso ci ha messo pure un'esaltazione dello squadrista, aviatore e ministro dell'aeronautica fascista Italo Balbo, a cui la sala di Atreju era intitolata, raccontando che da sottosegretario gli era capitato anche di occupare quella che fu la sua stanza, in cui campeggiava questo motto: “Chi vola vale, chi vale vola, chi non vola e non vale è un vile”. Motto della più bieca e guerresca propaganda fascista, ma che il nuovo Scelba ha avuto la faccia tosta di difendere e legittimare, sostenendo che: “questa non è cultura della destra, a me pare cultura positiva della vita che uno debba assecondare la propria passione": ovazione.
Raccontano le cronache che alla fine un vecchio camerata in sala abbia detto: “Avercene a destra di gente così”! Non si stenta certo a crederlo, visto l'impegno che il rinnegato Minniti ci sta mettendo per somigliare al suo duce: e non parliamo della pelata, ma dell'arroganza e della mentalità fasciste con cui gestisce l'”ordine pubblico”. E delle ambizioni che nutre nel sempre più affollato campo degli aspiranti premier del regime neofascista. Sennonché “il manifesto” trotzkista, che dopo aver rinnegato il suo passato “comunista” ora liquida anche l'antifascismo, ha coperto il nuovo Scelba ignorando il vergognoso evento.
 
 

4 ottobre 2017