Bagheria
Indagato il sindaco M5S per appalti sui rifiuti e altri illeciti contro la pubblica amministrazione
Patrizio Cinque è accusato di rivelazione di segreto d'ufficio e turbativa d'asta
Deve dimettersi

Lo scorso 20 settembre è stato notificato al sindaco del Movimento 5 Stelle di Bagheria, Patrizio Cinque, un provvedimento di obbligo di firma nell’ambito di un procedimento penale a suo carico, che coinvolge anche l’assessore all’ambiente Fabio Attanasio (M5S) oltre ad altre 21 persone tra imprenditori e funzionari pubblici, nel quale la procura della Repubblica di Termini Imerese gli contesta i reati di abuso d’ufficio, omissione di atti d’ufficio, turbativa d’asta e rivelazione di atti d’ufficio.
Nell’ambito dell’inchiesta la magistratura ha complessivamente disposto l’obbligo di firma per altri 16 indagati e il divieto di dimora per altri due.
I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Termini Imerese su richiesta della procura presso lo stesso Tribunale, la quale aveva richiesto nei confronti del sindaco gli arresti domiciliari e in subordine, il divieto di dimora.
La procura aveva aperto un fascicolo nel febbraio 2016 per abuso d’ufficio, a seguito dell’esposto della dirigente Laura Picciurro che, tra l’altro, aveva notato gravissime irregolarità in un affidamento, del valore di tre milioni di euro nel settore dello smaltimento dei rifiuti, disposto dal Comune a favore della ditta Tech. Dopo avere denunciato le irregolarità alla magistratura, la dirigente si è anche rivolta alla Commissione parlamentare antimafia e all’Assemblea regionale siciliana, chiedendo di essere ascoltata.
Dalla denuncia della Picciurro si è sviluppata una complessa indagine che si è subito articolata in più ambiti.
Una prima parte, infatti, si riferisce alla gestione degli appalti nel settore dei rifiuti, in particolare alla gara per il noleggio degli automezzi vinta dalla ditta Tech che ha guadagnato 3 milioni di euro in sei mesi a spese del Comune, la cui procedura è stata contraddistinta da “anomalie, irregolarità, illegittimità procedurali ”, come si legge nell’ordinanza che ha disposto le misure cautelari.
Una seconda parte dell’indagine è relativa all'affidamento della gestione del palazzetto dello sport: specificamente, a Cinque la procura di Termini Imerese contesta di avere fatto pressioni sull'ex commissario della città metropolitana, Manlio Munafò, anche lui indagato, affinché il palazzetto sportivo di Bagheria fosse affidato in gestione congiunta al comune e all'associazione Nuova Aquila Palermo, il cui presidente Salvatore Rappa (anche egli indagato) si incontrò più volte con il sindaco di Bagheria per stipulare una convenzione che Cinque definisce in una intercettazione ambientale “fatta su misura per noi ”, con buona pace dell’interesse pubblico che il sindaco grillino avrebbe dovuto tutelare.
Il terzo filone dell’inchiesta è infine relativo a una serie di abusi edilizi, riguardanti Domenico Buttitta, marito della sorella di Patrizio Cinque, nei guai per abusivismo edilizio. Dalle intercettazioni risulta che Cinque, avendo avuto notizia dell'esistenza di una denuncia penale avente ad oggetto alcuni immobili abusivi di proprietà del cognato, ha rivelato la notizia sia a quest’ultimo sia a sua sorella al fine di prepararli ai controlli della polizia municipale sulla regolarità dell'immobile, e garantendo loro che si sarebbe messo a disposizione al fine di indurre i vigili ad alterare i relativi verbali.
Cinque, eletto sindaco di Bagheria nel 2014, è uno dei nove sindaci siciliani del Movimento 5 Stelle, già collaboratore del gruppo parlamentare dei grillini all'Assemblea regionale siciliana ed è molto vicino al candidato dello stesso movimento alla presidenza della Regione Sicilia, Giancarlo Cancelleri, il quale ha ripetutamente indicato Cinque come modello da imitare nella lotta contro l’abusivismo edilizio.
È necessario trarre le dovute conclusioni politiche da quanto scrive il GIP nella sua ordinanza nella quale dispone l’obbligo di firma: secondo il magistrato, infatti, Cinque ha tenuto condotte che "dimostrano la tendenza alla commissione di comportamenti comunque irregolari, se non addirittura illegittimi ".
È irrilevante quindi il fatto che nel frattempo la misura dell’obbligo di firma sia stata revocata e che il sindaco si sia autosospeso dal suo movimento politico: infatti i sospetti sulla sua gestione illegale della cosa pubblica sono ormai talmente solidi che è necessario che egli rassegni immediatamente le sue dimissioni dalla carica di sindaco nell’interesse di tutti i cittadini di Bagheria.
Il Movimento 5 Stelle anche questa volta non si è smentito nel predicare bene ma, contemporaneamente, nel razzolare male.
 
 

18 ottobre 2017