Sentenza definitiva per l'ex governatore della regione ed ex sindaco di Reggio Calabria
4 anni e 7 mesi di carcere a Scopelliti, alleato di Salvini
Ha falsificato i bilanci del Comune

Giuseppe Scopelliti, il fascista mal-ripulito ex sindaco di Reggio Calabria ed ex presidente della Regione Calabria, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 4 anni e 7 mesi di carcere per falso in atto pubblico per le vicende riguardanti la gestione contabile del comune di Reggio ai tempi in cui era sindaco, dal 2002 al 2010.
I giudici della Cassazione, pur riducendo di alcuni mesi la pena da scontare prevista dalla condanna di primo grado, per effetto della prescrizione del reato di abuso d'ufficio, lo ritengono responsabile dello sfascio contabile e dei debiti del comune contratti in quegli anni (circa 200 milioni di euro) che dovranno essere ripagati con un infame e antipopolare piano di rientro tutto lacrime e sangue (che fra l'altro impedisce qualsiasi tipo di investimento pubblico) dalle masse popolari reggine in non meno di un trentennio.
La Cassazione riconosce quindi non solo la fallimentare gestione economica che ha portato ad "uno stato di sostanziale decozione delle casse comunali” come disse la Corte dei Conti, ma confermano che i debiti venivano fatti da Scopelliti, certificati dai suoi revisori dei conti (anche loro condannati) e dalla dirigente del comune Orsola Fallara, morta misteriosamente "suicida”, truccando il bilancio con una serie infinita di falsi, omissioni e abusi.
Scopelliti, da indagato, ha cercato poi di scaricare le colpe dei debiti unicamente sulla Fallara, la quale si è "suicidata” ingerendo acido muriatico, pratica tipica di alcuni delitti della temibile mafia calabrese, in particolare riservata alle donne, poiché ha anche una sua valenza simbolica, dovuta al fatto che l'acido brucia le corde vocali e funge quindi da particolare ammonimento e punizione per chi rivela (o vorrebbe farlo) segreti a nemici e inquirenti.
Nelle motivazioni della sentenza si legge "non è credibile che il sindaco di un comune di circa 200.000 abitanti abbia lasciato il bilancio, ovverosia lo strumento principale per attuare le scelte politiche e per andare incontro alle esigenze degli elettori, nelle mani della dirigente del settore, sia perché vi è in atti la prova del contrario, ovverosia che è stato proprio per garantire le finalità dell'uomo politico che la Fallara ha alterato i dati di bilancio fornendo una rappresentazione diversa da quella effettiva".
Il tutto non solo per servire al meglio la borghesia reggina e la 'ndrangheta, ma anche per finanziare coi soldi pubblici, magnificando il sedicente "modello Reggio”, tutta una serie di iniziative e di incarichi professionali volti a costruire consenso intorno all'allora sindaco in funzione della scalata, poi in effetti avvenuta nel 2010, di Scopelliti alla presidenza della giunta regionale.
Cresciuto a pane e MSI, poi in AN quindi PDL, Ncd, Azione Nazionale, Scopelliti è oggi uno dei leader dei "sovranisti" dell'MNS di Alemanno e Storace, è stato alle ultime politiche del 4 marzo il regista dell'elezione di Salvini a senatore e di Furgiuele a deputato in Calabria, per effetto dell'accordo fra i "sovranisti" e la Lega, imponendo la candidatura del suo "alter ego" femminile, Clotilde Minasi (trombata) che fu assessore comunale con lui al comune di Reggio, diventando così l'anello di collegamento fra la Lega, la 'ndrangheta del reggino e l'ultradestra fascista, sperando in un possibile ritorno in campo nonostante la condanna pendente.
Persino dal carcere di Arghillà, dove è finalmente recluso, non si dà per vinto e continua a tessere la sua nera tela per il "ritorno in campo”, sfruttando magari i cavilli giuridici delle norme borghesi, che potrebbero consentirgli di scontare solo un anno di carcere e quindi candidarsi già fra 12 mesi, anche da condannato, non essendo stato interdetto dai pubblici uffici.
La qual cosa conferma che il fascismo vecchio e nuovo, così come le mafie, possono essere definitivamente sconfitte e spazzate via dal nostro martoriato Paese solo col socialismo e la conquista del potere politico da parte del proletariato.
Il caso vuole poi che proprio nei giorni del pronunciamento della Cassazione riguardante questo topo di fogna fascista e mafioso e dei suoi sodali, si siano chiuse le indagini, che porteranno alla richiesta di rinvio a giudizio, per l'attuale sindaco PD di Reggio, Giuseppe Falcomatà (ex renziano caduto in disgrazia) e membri della sua giunta, per le vicende che riguardano l'assegnazione irregolare dell'Hotel Miramare all'associazione onlus "Il sottoscala" di Paolo Zagarella.
A dimostrazione del fatto che i governi locali, provinciali e quello regionale in Calabria (basti solo pensare che il successore di Scopelliti alla regione è il filomafioso Mario Oliverio del PD), espressione dei partiti borghesi di destra e di "sinistra”, con e senza le stelle, sono solo facce diverse della stessa medaglia borghese, neofascista e filomafiosa.
 

18 aprile 2018