Roma
Una donna trascinata in commissariato per aver fischiato Salvini

 
Lo scorso 12 novembre Eleonora, una donna di 59 anni residente nel quartiere romano di Borgo Pio, ha contestato con un rumoroso fischio il ministro dell'Interno Salvini che stava per entrare nella sala congressi dell'università Lumsa di Roma per partecipare a un convegno, e per questo motivo è stata subito bloccata da quattro uomini appartenenti alla polizia di Stato, che erano in borghese mischiati in mezzo alla folla.
Uno di loro, dopo averle detto ”Lei non può fischiare ”, ha afferrato le braccia della donna per impedirle di portare le dita alla bocca e di fischiare ancora, come si vede chiaramente dal filmato diffuso in internet e come ha raccontato Eleonora in varie interviste rilasciate a giornali e a programmi televisivi, ed Elonora, cercando di divincolarsi, è persino caduta in terra.
Nonostante le proteste di persone che si trovavano a passare, i quattro uomini della polizia di Stato hanno poi trascinato la donna al commissariato Borgo per identificarla, e la donna ha pienamente collaborato fornendo le sue generalità, anche se non ha immediatamente esibito la sua carta di identità, che in un primo momento non ricordava di avere con sé.
Trattenuta un'ora e mezza al commissariato, alla fine è uscita con una denuncia penale in quanto, a dire dei solerti poliziotti, la donna non avrebbe loro fornito le sue generalità: il reato contestato è la contravvenzione prevista dall'articolo 651 del codice penale, che punisce il rifiuto “di dare indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato, o su altre qualità personali" , fatto che è categoricamente escluso dalla circostanza che la donna ha immediatamente fornito ai poliziotti nome, cognome, data di nascita e residenza (altrimenti come avrebbero potuto denunciarla i solerti poliziotti?).
Di nessun rilievo d'altra parte è il fatto che non ha esibito immediatamente la carta d'identità, perché in base alla legge italiana non esiste nessun obbligo per i cittadini di portare con sé i documenti di identità.
È chiaro quindi che la denuncia penale così ben orchestrata dai quattro si fonda su presupposti totalmente fasulli e nasconde invece la volontà del ducetto Salvini di intimidire preventivamente chiunque in futuro abbia intenzione di contestare pubblicamente un ministro, un po' come facevano gli appartenenti al corpo degli agenti di pubblica sicurezza con Mussolini.
Sul fatto il PD ha presentato un'interrogazione parlamentare, perché a rischio sono il diritto di libertà di riunione dei cittadini all'aperto e la libera manifestazione del pensiero, sanciti rispettivamente dagli articoli 17 e 21 della Costituzione. Il Partito marxista-leninista italiano insieme al suo organo di stampa Il Bolscevico esprimono alla signora Eleonora piena solidarietà per quanto accaduto mentre ribadiscono la necessità sempre più urgente di buttare giù il governo nero fascista e razzista Salvini-Di Maio.
 
 
 

21 novembre 2018