Di Maio: Sequestriamo la nave
SALVINI BLOCCA LA SEA WATCH AL LARGO DEL PORTO DI SIRACUSA
Il pm: "Fate sbarcare i minori soli"
MANIFESTAZIONI E INIZIATIVE PER FAR SCENDERE I 47 MIGRANTI DALLA NAVE

L'odissea dei 47 migranti, fra cui diversi minorenni, bloccati dal 25 gennaio a bordo della nave della Ong tedesca Sea Watch-3, battente bandiera olandese, a circa un miglio dalla costa di Siracusa, rischia di trasformarsi in nuova tragedia del mare.
A impedire l'attracco è ancora una volta il fascistissimo ministro degli Interni Matteo Salvini, già indagato e rinviato a giudizio dal tribunale dei ministri di Catania per sequestro di persona aggravato e abuso di potere per il sequestro del pattugliatore “Diciotti”, il quale però questa volta ha agito con il pieno, palese e gravissimo appoggio di tutto il governo a cominciare dal presidente del Consiglio Conte, dal ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli e dall'altro ducetto a Cinquestelle Di Maio.
Quest'ultimo addirittura è arrivato a invocare il sequestro della nave pur di impedire lo sbarco dei migranti naufragati il 19 gennaio e bloccati ormai da nove giorni in rada davanti al porto di Siracusa. Fregandosene sia delle manifestazioni pro accoglienza organizzate dalla popolazione che a gran voce chiede invece di farli scendere a terra e di prestare loro aiuto e soccorso, sia della richiesta avanzata della procuratrice per i minorenni Caterina Ajello che ha chiesto al governo e alle autorità competenti di “far sbarcare almeno i minori extracomunitari non accompagnati” permettendogli di essere “collocati nelle apposite strutture”.
Intervenendo a “Non è L’arena”, su La7, il ducetto a Cinquestelle senza nemmeno un pizzico di vergogna ha tuonato: “Il governo italiano è impegnato in queste ore a produrre con le autorità tutte le informazioni con la magistratura affinché si possa sequestrare l’imbarcazione”. Non solo. Di Maio ha anche rivendicato il sequestro del pattugliatore della Guardia Costiera “Diciotti” avvenuto ad agosto scorso e si è detto anche “Pronto a testimoniare e dimostrare che fu una decisione di tutto il governo” e non una iniziativa personale del ministro Salvini.
Di Maio, Salvini e tutto il governo nero fascista e razzista non si sono inteneriti nemmeno di fronte alle parole di Papa Francesco che da Panama ha definito i migranti “i Cristi di oggi”, e al possibile intervento dalla Conferenza episcopale italiana pronta ad accogliere gli extracomunitari della Sea Watch il caporione fascio-leghista ha sprezzantemente replicato: “Ma quali bambini, hanno 17 anni, vadano in Olanda... Ne abbiamo visti tanti di immigrati accolti dalla chiesa e poi scomparsi in giro per l’Italia, ospitati quindi a spese degli italiani”. Anzi, ha aggiunto ancora Salvini: "Abbiamo elementi concreti per affermare che, mettendo a rischio la vita delle persone a bordo, il comandante e l'equipaggio della ONG Sea Watch 3 abbiano disubbidito a precise indicazioni che giorni fa li invitavano a sbarcare nel porto più vicino (non in Italia!), prove che verranno messe a disposizione dell'autorità giudiziaria".
A reggergli il sacco è sceso in campo anche il ministro Toninelli, dal quale dipendono le Capitanerie di porto, che su Facebook ha ribadito: “la Seawatch ha deciso di sfidare il mare, puntando verso le coste siciliane che si trovano ad oltre 100 miglia da Lampedusa mettendo irresponsabilmente a repentaglio la salute e la vita dei naufraghi".
Tesi immediatamente smentita dal procuratore di Siracusa, Fabio Scavone, che ha aperto un fascicolo d’indagine al momento senza reati né indagati, il quale dopo aver acquisito le informative della Capitaneria di porto e le relazioni giunte dalla Sea Watch, ha affermato che: "Il comandante non ha commesso alcun reato, ha salvato i migranti e ha scelto quella che appariva la rotta più sicura in quel momento” perciò “non è stata neppure presa in considerazione al momento l’ipotesi di un eventuale sequestro della nave".
Contro Salvini si è schierato perfino il presidente dell'Ars e commissario di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, che ha dichiarato: “A questo signore hanno detto di far scendere i bambini dalla nave Sea Watch e ha risposto di no. Salvini è peggio di Hitler. Quando dice 'prima gli italiani' mi fa impazzire perché Hitler diceva prima gli ariani, uguale".
Mentre il premier Conte ancora non si è nemmeno degnato di rispondere alla lettera inviatagli dalle oltre 50 organizzazioni che compongono il Tavolo Nazionale Asilo (TNA) in cui chiedono al governo di “intervenire immediatamente” per far sbarcare con “urgenza” le 47 persone a bordo della Sea Watch.
“È ormai di urgenza improrogabile – si legge nella nota diffusa dal TNA il 28 gennaio – che i minori e tutte le persone presenti a bordo possano toccare terra nel più vicino porto sicuro e non restare ostaggio di dispute politiche alle quali, siamo certi converrà, il rispetto degli esseri umani e dei loro basilari diritti va sempre anteposto”.
In particolare il TNA chiede a Conte che si dia almeno seguito alla richiesta della Procura presso il Tribunale per i minorenni di Catania di far sbarcare i minori, sottolineando che “le disposizioni della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, del diritto internazionale del mare, della Convenzione Europea sui diritti umani, della nostra Costituzione e delle leggi interne di tutela dei minori di 18 anni rendono lo sbarco un atto dovuto, sinora ritardato senza comprensibili motivi... Si tratta di persone che hanno già subito violenze e privazioni durante il viaggio, la loro sofferenza si è prolungata sin troppo ed è responsabilità delle Istituzioni italiane porvi fine“.
Le Cgil di Catania e Siracusa direttamente interessate alla vicenda sottolineano che quanto sta avvenendo: “È il segno evidente e concreto che ci troviamo di fronte alla banalità della ferocia xenofoba e razzista nella quale stiamo velocemente precipitando... È una vergogna politica e umana... Siano fatti sbarcare in rispetto delle norme internazionali.”
Il governo e le autorità competenti hanno perfino cercato di vietare a una delegazione composta da tre parlamentari ( NicolaFratoianni (SI), Riccardo Magi (+Europa) e Stefania Prestigiacomo (FI) di salire a bordo della Sea-Watch-3 e di svolgere quell’attività ispettiva che è loro prerogativa costituzionale.
Intanto l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), l’Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l’UNICEF continuano ad esprimere “grave preoccupazione per la situazione dei 47 migranti e rifugiati soccorsi lo scorso sabato dalla Sea Watch, ai quali non è stato ancora garantito un porto di approdo sicuro. La nave – spiegano in una nota – si trova adesso in acque italiane, di fronte alla costa orientale della Sicilia, dove ha potuto cercare riparo dalle difficili condizioni meteorologiche che stanno interessando il Mediterraneo in questi giorni. La situazione a bordo è critica in quanto, non essendoci abbastanza posto all’interno dell’imbarcazione, alcune delle persone sono obbligate a restare all’esterno, sul ponte. Questa situazione non può essere protratta a lungo, soprattutto in un periodo difficile come quello invernale, con basse temperature e mare mosso. Preoccupa in particolare la situazione dei minori non accompagnati, in tutto 13, che si trovano sulla nave e per i quali è d’obbligo attivare quanto prima misure di protezione e tutela adeguate, in linea con le convenzioni internazionali”.
“Dall’inizio dell’anno sono morte quasi 200 persone nel Mediterraneo, di cui almeno 130 nelle acque che separano la Libia dall’Europa, e la priorità assoluta resta quella di salvare vite umane e garantire un porto di sbarco sicuro e un’assistenza adeguata a persone che hanno già rischiato la vita a bordo di imbarcazioni fatiscenti. È quindi urgente che ai migranti e rifugiati sulla ‘SeaWatch3’ sia garantito immediatamente lo sbarco nel porto più vicino”.
Sulla nave, alcuni migranti hanno mostrato segni di abusi e torture subite in Libia. "La loro situazione è penosa - ha detto lo psichiatra Gaetano Sgarlata -. Ho avuto colloqui con 10 persone, tra cui tre minori. C'è una persona che ha perso un occhio, gente con tagli e dita delle mani deformate per i colpi ricevuti".
Intanto a Siracusa centinaia di manifestanti si sono riuniti per un presidio permanente al grido di "Facciamoli scendere” (diventato anche un hashtag sui social). Partecipano oltre 20 associazioni ma soprattutto lavoratori, famiglie e studenti. Altre manifestazioni si sono svolte a Genova e a Roma (“Non siamo pesci”).

30 gennaio 2019