Non si intravede nulla di buono per le masse lavoratrici e i pensionati
Landini e compari esultano per essere stati convocati da Di Maio
Nemmeno una parola contro la politica economica e sociale del governo

"Era da prima di Monti che non si sentivano toni di apertura così importanti". È stata questa la frase rilasciata da Landini alla testata on-line HuffPost Italia. Lo ha fatto all'uscita dal Ministero del Lavoro, dove si era appena concluso l'incontro tra Di Maio e Cgil, Cisl e Uil, invitate dal vice-premier in quota 5 Stelle. All'incontro del 13 marzo erano presenti anche il sindacato di destra UGL e, per la prima volta assieme ai confederali, l'USB.
Dopo che sul Decreto “dignità”, Quota 100 e Reddito di Cittadinanza il governo non aveva chiesto loro nemmeno un misero parere, per Landini, la Furlan e Barbagallo essere stati convocati da Di Maio li ha fatti esultare come avessero ottenuto chissà che cosa, tanto da far dichiarare a Landini: “Siamo di fronte ad una novità: l’apertura di un confronto sulle nostre proposte” anche se ha dovuto poi aggiungere, bontà sua, “non c’è alcuna certezza sui risultati”.
“D'ora in poi costruiremo i provvedimenti insieme”, avrebbe detto Di Maio ai suoi interlocutori per suggellare la svolta che per ora rimane solo nel tono e delle intenzioni. Ma tanto è bastato per riecheggiare la concertazione, che non viene mai nominata ma che rimane la stella polare di Cgil, Cisl e Uil. Innanzitutto c'è l'impegno del governo a coinvolgere le sigle sindacali in provvedimenti importanti nell'agenda dei prossimi giorni, a iniziare dallo sblocca-cantieri.
Un tema su cui i sindacati confederali puntano molto tanto che, due giorni dopo l'incontro al Ministero dello sviluppo economico, sono scesi in piazza i lavoratori edili. Ma dobbiamo chiarire cosa intendiamo per sblocca cantieri. Certamente non è auspicabile che si prosegua con la Tav, il Tap, il Terzo Valico e le grandi opere che interessano i grandi costruttori e il capitale finanziario. Il lavoro nell'edilizia si deve rilanciare con la messa in sicurezza delle case, delle scuole, degli edifici, del territorio e lo sviluppo delle infrastrutture come il Trasporto pubblico locale (tap) che serve ai bisogni della popolazione.
Sono in programma anche altri incontri su previdenza, politiche attive, salario minimo e rappresentanza, uno scenario che non promette niente di buono. Questo perché Landini e gli altri segretari confederali non hanno detto nemmeno una parola contro la politica economica e sociale del governo, il che fa temere una nuova stagione di accordi in favore delle aziende e di sacrifici per i lavoratori e i pensionati. Inoltre le trattative sulla rappresentanza sindacale e sul salario minimo possono portare al peggioramento delle condizioni dei lavoratori all'interno delle aziende.
Sulla rappresentanza dentro le aziende Cgil, Cisl e Uil puntano tutto sul Testo Unico (Tur) che restringe le agibilità sindacali a chi non firma gli accordi e ne limita perfino il diritto di sciopero. Un modello di relazioni che prevede un sindacato istituzionale che guarda a un inesistente “interesse generale”, a cui sono subordinati i reali interessi dei lavoratori.
Sul salario minimo Di Maio cerca di tirare dalla sua parte i sindacati, magari appoggiando la proposta dei 5 Stelle presentata in parlamento, al tempo stesso anticipando e stoppando quella analoga del PD. Cgil, Cisl e Uil sono tendenzialmente contrari perché vorrebbero una estensione dei contratti con validità “erga omnes” per tutte le imprese e i lavoratori, conferendo valore legale ai livelli di retribuzione di natura contrattuale.
Il salario minimo, che ci vede contrari, presenta molte insidie. Non riconosce il salario complessivo previsto dal contratto nazionale e dove questi prevedono paghe orarie più alte di quella minima (9 euro lordi) le imprese sarebbero incentivate a uscirne e a pagare i propri dipendenti con il salario minimo più favorevole economicamente rispetto al salario totale che viene normato negli accordi.
Pierpaolo Leonardi invece, segretario generale dell'USB si è dichiarato “favorevole in linea generale all’introduzione del salario minimo, ma non attraverso il riconoscimento erga omnes dei contratti firmati solo da Cgil Cisl e Uil”.
 
 

17 aprile 2019