Il sindaco PD Frassineti avalla l'infame apologia del fascismo
La Rai dà ampio spazio al raduno dei fascisti a Predappio
Il Comitato di redazione del TGR Emilia-Romagna stigmatizza il servizio

Dal nostro corrispondente dell'Emilia-Romagna
 
Domenica 28 aprile, centinaia di fascisti sono tornati a percorrere le strade di Predappio in occasione della 74° anniversario della morte di Mussolini, giustiziato dai gloriosi partigiani che hanno liberato l'Italia dal mostro nazi-fascista.
Una vergogna che si ripete impunemente anche in occasione dell'anniversario della nascita di Mussolini e in quello della marcia su Roma, con tanto di inni al duce, saluti romani e camicie nere. Anzi lo fanno con il beneplacito delle “forze dell'ordine” e delle istituzioni, a partire dalla giunta comunale guidata dal Pd Giorgio Frassineti che non solo non fa nulla per impedire tali manifestazioni ma anzi di fatto le incentiva allestendo mostre (acritiche) sul fascismo nella casa natale di Mussolini, non chiudendo i 3 negozi di souvenir fascisti presenti in paese, ed ora spingendo per allestire un museo sul fascismo nella ex casa del fascio per il quale sono già stati raccolti 3 milioni di Euro (!), un progetto contro il quale si è espressa anche l'Anpi nonostante l'iniziale (e incomprensibile) appoggio. Frassineti in questo modo dice di voler “uscire” dallo stereotipo di “Predappio città del duce”, “parlando di storia, facendo i conti col passato...”, in realtà vuole attirare l'attenzione su di sé sfruttando il fatto che Mussolini a Predappio ci è nato e vi è stato sepolto, ma finendo così per fare da sponda (involontaria o volontaria?) al dilagare del razzismo e dei fascisti.
In questa occasione poi ci si è messo anche il Tg regionale dell'Emilia-Romagna che ha “pubblicizzato” la suddetta manifestazione fascista mandando in onda un servizio di 2 minuti firmato dal giornalista Paolo Pini nel quale senza nessuna nota critica o alcun tipo di contraddittorio ha mostrato le immagini di saluti romani, cori, interviste ai fascisti presenti, un servizio degno dei cinegiornali dell'Istituto luce in epoca fascista. Una vera e proprio apologia del fascismo.
Tale servizio, sia per il suo carattere, che per la vicinanza alle Celebrazioni del 25 Aprile, e anche per il contesto nazionale in cui ricade, quando cioè al governo ci sono i fascisti del XXI° secolo, non poteva che scatenare giustamente molte polemiche.
A protestare innanzitutto il Comitato di Redazione del Tgr che si “dissocia dai contenuti dai servizi sulle celebrazioni di Predappio. La Rai Servizio Pubblico trova il suo fondamento nel Contratto di servizio, che è strettamente ancorato alla Costituzione italiana, antifascista e antirazzista. Pertanto non è ammissibile qualunque servizio che esca da questa cornice o – peggio - una assurda presunta par condicio tra neofascismo e antifascismo", specificando che "la messa in onda dei servizi è stata decisa dal caporedattore"
Alessandro Casarin, direttore della Testata Giornalistica Regionale, che produce e manda in onda i vari Tg regionali, ha dichiarato "La direzione della Tgr si dissocia dal servizio relativo alla commemorazione di Benito Mussolini a Predappio e ne prende le distanze", "I suoi contenuti non corrispondono alla linea editoriale che, come ho illustrato alle 24 redazioni della Tgr, si basa sul principio di una informazione equilibrata, a garanzia di un contraddittorio in tutti i servizi, dalla politica alla cronaca. Equilibrio che deve rispettare la storia della democrazia italiana. D'intesa con l'azienda saranno effettuate le valutazioni del caso".
Anche l'Anpi e Cgil, Cisl e Uil hano protestato e criticato il servizio così come molti movimenti e collettivi antifascisti.
Il senatore di Forza Italia Alberto Barachini, Presidente della commissione di Vigilanza Rai, ha dichiarato: “Diritto di cronaca, pluralismo e libertà che devono caratterizzare il servizio pubblico non si possono tradurre in maldestri tentativi di diffondere un racconto nostalgico del periodo fascista”; mentre il deputato del Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai, ha parlato di “apologia del fascismo”.
Per Enrico Mentana, direttore del Tg La7, invece ha difeso “l'imparzialità” del servizio, e soprattutto per il sindaco di Predappio Frassineti “il servizio ha fatto vedere quello che accade a Predappio tutti gli anni”, e sulle critiche giunte anche dall'interno del Pd ha detto che “piuttosto che prendersela con il giornalista Paolo Pini se la prendano con loro stessi. Questo è giornalismo”. Alludendo al fatto di non aver ricevuto abbastanza sostegno dal suo Partito nella sua opera di fascistizzare Predappio! Infatti ha lamentato: “Predappio non va lasciata sola, serve una mano per fare il Centro studi sul fascismo". E così aprire ancor di più le porte ai fascisti!
Sta di fatto che, nonostante le tante polemiche, questo servizio è andato in onda quindi ha avuto il via libera della Rai e finisce per rappresentarne il “nuovo” corso col governo nero fascista e razzista Salvini-Di Maio, e piuttosto che “scandalizzarsi” per il servizio andato in onda, comunque da condannare completamente, i deputati Pd tra i quali il forlivese Marco di Maio, il segretario dell'Emilia-Romagna del Pd Palo Calvano e anche il Presidente dell'Emilia-Romagna Bonaccini dovrebbero scandalizzarsi per quello che succede in una città amministrata dal loro Partito, dove puntualmente la Costituzione antifascista del '48 viene violata con una sfacciata e provocatoria apologia di fascismo che si esprime in tante forme, ogni giorno, e non solo quando viene mandato in onda un servizio come quello in questione.
Alla fine il caporedattore Antonio Farné è stato costretto a dimettersi.
 
 
 
 

8 maggio 2019