Contributi
Le cinque opere fondamentali dei Maestri mi hanno illuminato il sentiero per realizzare la società dell'emancipazione umana

di Lorenzo, 18 anni - provincia di Napoli
Le opere dei Maestri sono state, per me, la conferma di ciò che pensavo: ovvero che la vera libertà la si può raggiungere soltanto quando non ci saranno più classi sociali e, di conseguenza, anche conflitti tra di esse. Mi hanno indicato la direzione da percorrere, illuminandomi il sentiero per realizzare la società per l'intera emancipazione umana.
L'importantissimo "Manifesto del Partito Comunista" viene arricchito da "Stato e Rivoluzione" di Lenin che, oltre ad adattare il marxismo al tempo dell'imperialismo, lo difende anche smascherando la natura controrivoluzionaria dei socialdemocratici, proprio come fecero all'epoca Marx ed Engels con gli anarchici, elaborando la giusta strategia rivoluzionaria per raggiungere il socialismo.
A proposito dell'imperialismo, l'opera "L'imperialismo fase suprema del capitalismo" è stata indispensabile per comprendere le contraddizioni del capitalismo e la sua irriformabilità. Se Lenin difese il marxismo dai socialdemocratici, non si può di certo ignorare "Trotzkismo o leninismo" di Stalin, che salvaguardò la rivoluzione socialista facendola rimanere sulla giusta linea criticando l'elemento idealista e piccolo-borghese infiltratosi nel Partito che, invece, per via del suo opportunismo, voleva sfruttare la morte di Lenin per mettere sotto la sua linea anti-bolscevica il Partito. Inutile dire che costui subì un'umiliazione non indifferente. Umiliazione che subì anche Zinoviev che travisò completamente il leninismo. Gli scritti "Principi del Leninismo" e "Questioni del Leninismo", oltre a descrivere la strategia per l'edificazione del socialismo in Urss, servirono anche per smascherare queste distorsioni.
"Sulla giusta soluzione delle contraddizioni in seno al popolo" dimostra come i servi della borghesia diffondano falsità sui paesi socialisti quando li definiscono "totalitari". Infatti Mao ci insegna che gli unici a subire la "dittatura" sono gli elementi terroristici e controrivoluzionari nemici del popolo. Mentre nei paesi capitalisti sono i proletari a essere egemonizzati dalla borghesia. D'altro canto, il popolo dei paesi socialisti, che ha diritto completamente alla libertà di parola, è rappresentato anche da coloro che criticano, ammesso che non sfocino in atti di violenza, il marxismo. Con essi, infatti, bisogna utilizzare la dialettica perché ogni dibattito vinto ha lo stesso scopo di un "vaccino" (bellissima metafora). Questa è la dimostrazione che la dittatura del proletariato è molto più democratica di quella borghese.
Ho seguito il vostro consiglio di ampliare le mie conoscenze sul materialismo dialettico e storico: infatti proprio oggi ho letto "Materialismo Dialettico e Materialismo Storico" di Stalin che è sicuramente un'introduzione esaustiva che fa comprendere il marxismo a chi, come me, non ha ancora molta esperienza per quanto riguarda la filosofia.

29 aprile 2020