L'editoriale del 1° Maggio rilancia con forza la proposta strategica del PMLI di costruire dal basso un grande sindacato fondato sulla democrazia diretta

di Andrea Bartoli, operaio del Mugello (Firenze)
Con l'Editoriale "Acquisire la cultura storica del 1° Maggio" il compagno Andrea Cammilli, Responsabile della Commissione per il lavoro di massa del CC del PMLI, traccia mirabilmente origini e storia della Giornata internazionale dei lavoratori, attualizzando poi quanto enunciato in modo chiaro e calandolo a perfezione sulla realtà esistente.
È un Editoriale forte e potente che rompe lo schema imposto dall'informazione di regime: in questi giorni dove gran parte delle lavoratrici e dei lavoratori della classe operaia (e più in generale il proletariato) sono costretti a vivere il maggior tempo in casa, uno dei pericoli più subdoli è rappresentato, appunto, dall'ascolto e dalla visione di programmi radiofonici, televisivi e telematici che parlano, seppur con parole diverse, con una unica voce.
Esempio lampante sono alcuni passaggi del "discorso alla nazione" del premier liberale e capitalista Giuseppe Conte di domenica 26 aprile in occasione dell'illustrazione della cosiddetta "Fase 2". Per brevità mi soffermo solamente sul sinistro messaggio che egli vuol far passare: "Le strade sono due: o ci attardiamo a cercare i colpevoli di questa situazione e a criticare quello che si è o non si è fatto, oppure tutti uniti (!) ci adoperiamo per far ripartire l'Italia". Parole gravissime che tralasciano e cercano miseramente di nascondere le responsabilità e le colpe di chi non è intervenuto tempestivamente per arginare la pandemia, che era stata annunciata dalle autorità sanitarie fin dal 5 gennaio 2020. Tutto ciò in nome di una fantomatica "unità nazionale" che dovrebbe vedere uniti e coesi sfruttatori e sfruttati per far ripartire il Paese.
È quindi necessario essere pienamente coscienti, come classe operaia e proletariato, che l'emergenza coronavirus (della quale giustamente non si può sottovalutare la pericolosità) ha portato con sé l'imposizione (per decreti legge di questo governo) di una serie di misure restrittive, anche necessarie, ma che sono pure portatrici di mancanza di spazi di democrazia e di partecipazione.
Dentro questa situazione, come giustamente scrive Cammilli, è emersa con forza l'inadeguatezza dei sindacati confederali che, oltre a non prevedere ad oggi iniziative per celebrare il 1° Maggio anche in forma ridotta, hanno scaricato il peso dell'emergenza sulle spalle dei delegati RSU e RLS e dei lavoratori in generale. Così sono emerse chiaramente tutte le criticità del mondo sindacale che, sopite fino ad oggi, sono esplose in modo esponenziale. Il tentativo di nascondere queste criticità in nome di "un livello di unità e concordia generale" non può e non deve essere tollerato dalla classe operaia anzi, va respinto con forza. Non ci può essere condivisione tra chi persegue obbiettivi diversi. Questo sempre, oggi all'interno della "Fase 2".
E allora la proposta strategica del PMLI di costruzione dal basso di un grande sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati, fondato sulla democrazia diretta riveste oggi ancora più importanza, vista ormai la deriva intrapresa dai sindacati confederali che, approfittando dell'emergenza, hanno fatto passi in avanti verso una vera e propria istituzionalizzazione per diventare infine sindacato di governo e di regime. Davvero non siamo tutti sulla stessa barca nonostante gli slogan demagogici che vorrebbero supportare la fantomatica "unità nazionale".
In questo contesto storico è nostro dovere di marxisti-leninisti far emergere tutte le contraddizioni esistenti all'interno del sistema capitalista, le responsabilità e le colpe dei governi che hanno guidato l'Italia fino ad oggi. Governi che hanno svenduto al capitale una parte considerevole e importante del sistema sanitario, trasformandolo in sistema sanitario privato. Quel privato che, ormai è evidente e non si può continuare a nasconderlo, niente ha fatto nell'emergenza coronavirus (capitolo a parte meriterebbe quanto accaduto nelle case di cura e di riposo) se non forse mettersi a disposizione di chi, quel tipo costoso di sanità se lo può permettere perché ricco e benestante o, cosa ancor più grave, perché con l'acqua alla gola.
Armiamoci allora delle parole del dal Segretario generale del nostro Partito, compagno Giovanni Scuderi, nell'Editoriale sul 43° Anniversario del PMLI, delle parole pronunciate dal compagno Andrea Cammilli nell'Editoriale sul 1° Maggio 2020 e uniamoci per combattere e abbattere il governo Conte.
Perché mai bisogna mettere da parte la lotta di classe e perché si deve acquisire la cultura storica del 1° Maggio.
Viva il 1° Maggio! Uniti in cordata, per la classe operaia e il proletariato! W Lenin! Coi Maestri e il PMLI vinceremo!

 

Andrea Bartoli, operaio del Mugello (Firenze)

6 maggio 2020