In linea con la dittatura antivirus di Conte
Repressione invece di presidi sanitari, la ricetta delle amministrazioni comunali mugellane contro il coronavirus

Dal corrispondente dell'Organizzazione di Vicchio del Mugello del PMLI
Il contagio del coronavirus ha colpito il Mugello (Firenze), già vittima in dicembre del terremoto. Si contano ufficialmente, al 9 maggio, 166 persone positive al virus, con 11 decessi (quest'ultimo dato non considera i morti delle RSA). Ma, come emerge sempre più a livello nazionale, il numero reale dei contagiati sarebbe molto maggiore per i cosiddetti asintomatici non individuati data la scarsezza di tamponi ed esami sierologici effettuati. Addirittura in Mugello ci sono persone che sono state in famiglia con infettati messe coercitivamente in quarantena ma non “tamponate” e altri in attesa dell'esame ma in isolamento per lunghi periodi. Gli stessi esami sierologici, annunciati in pompa magna varie volte da un mese a questa parte dal governatore della Toscana Rossi stanno iniziando solo in questi giorni.
I dispositivi di protezione individuale come le mascherine per un lungo periodo di tempo sono state introvabili, e anche ora non abbondano certamente, mentre quelle gratuite fornite dalla Regione arrivano a “singhiozzo”, introvabili quelle calmierate a 50 centesimi più iva. Eppure governo e Regione, che erano avvisati della pandemia dal 5 gennaio da una nota dell'apposito ufficio 5 del ministero della Salute, hanno perso tempo prezioso per approvvigionarsi di strumenti di protezione e prepararsi a dovere.
Tra i deceduti un medico di base che operava nel comune di Scarperia e San Piero, Giandomenico Iannucci. Emblematica la testimonianza della vedova, Lucia Barbieri: “È stato mandato allo sbaraglio senza i presidi di protezione necessari... i medici andavano subito dotati di presidi protettivi, mascherine, camici, occhiali, ma questi sono arrivati molto dopo. All'inizio di marzo l'ufficio d'igiene ha ritenuto che se non era stato in contatto con 'positivi' era superfluo il tampone”. Siamo d'accordo con la richiesta di Lucia che questa morte, come d'altronde le altre di medici e personale sanitario, siano riconosciute come infortuni sul lavoro.
 
Le drammatiche situazioni delle RSA del Mugello
Anche la nostra zona non è sfuggita dalle criticità dei ricoveri per anziani trasformati in lazzaretti, come il resto della Toscana e dell'Italia.
Due casi su tutti, la RSA San Biagio di Dicomano e Villa Rio di San Godenzo dove vi sono stati decine e decine di infettati dal virus, con gli esami diagnostici fatti quando ormai “i buoi erano già scappati”, con morti tra i degenti e tra il personale sanitario, con una ventina di casi positivi, messi poi in quarantena (a Villa Rio metà dei 22 tamponi ai lavoratori sono risultati positivi). Alla San Biagio, che è stata la prima in Toscana a fine marzo a finire nell'occhio del ciclone, sono in quarantena gli operatori in attesa del tampone e, una parte di questi ritenuti indispensabili, svolgerà la quarantena tra casa e lavoro tanto per completare l'opera di contagio. Qui alla fine risulteranno nove i positivi tra il personale e tra i degenti; si sono avuti sedici morti, in parte accertati per Covid e i restanti sospetti, e ben 53 infettati su 55.
La procura di Firenze, dopo l'esposto presentato dall'ASL Toscana centro, ha aperto un'inchiesta. ASL che a inizio aprile ha preso in gestione diretta la struttura perché, come ammesso, alcune funzioni erano fuori controllo, ha fornito mascherine e altri strumenti di protezione segno evidente che erano mancati contrariamente a quanto dichiarato in precedenza dalla proprietà. La RSA San Biagio fa parte della “Sereni Orizzonti”, holding spa con 80 strutture in Italia, Spagna e Germania, con 5.300 “ospiti” e quasi 300 dipendenti, il cui proprietario, Massimo Blasoni, ha sulle spalle un arresto di 4 mesi per truffa aggravata al SSN delle RSA della “Sereni Orizzonti”, per aver percepito oltre 10 milioni di euro di contributi pubblici per prestazioni mai effettuate grazie a rendicontazioni non veritiere: “comprimevano al massimo il costo del personale” anche a rischio di pregiudicare “benessere e salute” dei degenti, accusava lo scorso ottobre il gip di Udine Mariarosa Persico. Ex consigliere regionale del PDL, Blasoni ha un curriculum ricco di condanne, poi patteggiate; nel '96 per esercizio abusivo della professione, nel '99 per bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, evasione fiscale, appropriazione indebita, corruzione aggravata. Nel 2004 per delitto colposo di danno e violazione delle regole relative agli infortuni sul lavoro.
I nostri anziani non possono essere una merce da cui ricavare soldi, inermi vittime della voracità predatoria delle multinazionali della “salute” e fonte di arricchimento dei vari capitalisti di turno; qui ci sono responsabilità politiche che coinvolgono e comuni del Mugello, regione Toscana e governo. Ribadiamo la rivendicazione dell'abolizione immediata della gestione privata delle RSA.
Nelle restanti RSA del Mugello sono risultati tutti negativi al Covid-19 dopo i test sierologici e i tamponi effettuati a tutti gli oltre mille tra degenti e operatori, segno evidente che se viene operato con criterio vengono ampiamente limitati i danni da Coronavirus.
 
Le responsabilità politiche
Il filo comune per tutte queste situazioni è lo sfascio della sanità pubblica operata in questi anni, dai governi sia di “centro-destra” che di “centro-sinistra” all'attuale governo Conte ora trasformato in una dittatura antivirus, e dalla giunta regionale di Rossi che nell'emergenza, in definitiva, non è andato al di là delle parole e delle promesse. Ma anche i sindaci mugellani non si sono smarcati da questa situazione finendo coll'essere corresponsabili; non dimentichiamoci che il sindaco di Vicchio Filippo Carlà Campa è anche presidente della Società della salute Mugello, appare doppiamente colposo il suo silenzio sul caso dell'RSA San Biagio.
Non siamo d'accordo con l'approccio dal solo punto di vista di “ordine pubblico”, repressivo e ipocrita assunto dai sindaci, in simbiosi col governo centrale, nei confronti della pandemia, cioè che li vede impegnati a redarguire la popolazione con stomachevoli prediche, addossandole la responsabilità dell'acutizzarsi della pandemia. Vergognosa la multa di 280 euro, un terzo della sua misera pensione, comminata a un'anziana uscita per la spesa e che, per accorciare la strada, ha attraversato a piedi una stradina del parco della Misericordia a Borgo San Lorenzo: inseguita e bloccata dalla polizia municipale che in auto è andata a riprenderla una volta uscita dal parco. Ecco come è stato inteso il “rispetto delle regole” dal sindaco (PD) Paolo Omoboni!
Un altro caso emblematico è stato quello del lavoratore in cassa integrazione multato con la stessa cifra a Vaglia dai carabinieri (in coppia senza mascherina in auto), perché faceva jogging a duecento metri da casa. A Vicchio è stato avvistato anche un drone destinato a controllare il paese. Una vergogna! Controllo repressivo invece di presidi sanitari del territorio e dispositivi sanitari a sufficienza!
A Vicchio l'amministrazione comunale ha fatto partire il progetto “stodistante”. Nella centrale piazza Giotto ha fatto verniciare una specie di scacchiera sul pavimento per distanziare le persone, tipo pedine nel gioco a scacchi, per favorire il distanziamento fisico e per svolgere eventuali iniziative, che a detta dello stesso sindaco Carlà potrebbero consistere in “diverse attività, dall'incontro di gioco alle lezioni di ginnastica, a mini sessioni musicali”. Intervistato da Radio Sieve, invece si è riferito solo al festival musicale Etnica, nel caso fosse possibile tenerlo, e alla necessità di ritornare a celebrare le messe in chiesa. Tante iniziative aleatorie e fumose, che sono state elencate solo per sponsorizzare quella che gli preme veramente, lo svolgimento delle messe. Persino la “scacchiera” arriva esattamente al loggiato della chiesa. Alla faccia del tanto strombazzato distanziamento tra le persone la chiesa cattolica viene trattata coi guanti bianchi: dal prossimo 18 maggio saranno permessi assembramenti di fedeli al chiuso nelle chiese mentre alla popolazione è stato persino vietato di passeggiare e correre nel verde e all'aperto per alleggerire in qualche modo gli effetti devastanti della lunga reclusione domiciliare.
Altro capitolo importante durante la pandemia è rappresentato dai trasporti pubblici, sarebbe necessario da parte delle amministrazioni mugellane un forte impegno perché Trenitalia metta in sicurezza sanitaria i treni sulle due linee ferroviarie e i bus che servono la zona incrementandone la frequenza in modo che i numerosi pendolari mugellani possano ricominciare a utilizzarli in sicurezza.
Insomma una situazione non facile anche per la popolazione mugellana, su cui ora si addensa anche lo spettro della devastante crisi abbattutasi sulla fragile economia della zona.
Con le nostre rosse bandiere listate a lutto per le vittime della pandemia che sono a tutti gli effetti vittime del capitalismo, noi marxisti-leninisti mugellani,rinnoviamo il nostro impegno nella lotta per abbattere questa inumana società capitalista e per conquistare il socialismo, come ci insegnano Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao, che è l'unica società in grado di risolvere tutte queste criticità, dalle crisi economiche, alla devastazione dell'ambiente, alle pandemie allo sfascio della sanità pubblica!

13 maggio 2020