Documento elettorale astensionista del PMLI.Toscana
Perché la Toscana sia governata dal popolo e al servizio del popolo ci vuole il socialismo. Astieniti
Non votare i partiti borghesi al servizio del capitalismo. Delegittimiamo le istituzioni rappresentative borghesi. Creiamo le istituzioni rappresentative delle masse fautrici del socialismo

 
Il 20 e 21 settembre si vota in Toscana per il rinnovo del Consiglio regionale e del governatore. Si voterà anche in questa occasione con il sistema “Toscanellum”, introdotto nel 2014 con un accordo tra PD e Forza Italia, che rafforza i 2 partiti di maggioranza relativa e affossa la democrazia e l'elettoralismo borghesi.
La Toscana è sempre stata amministrata dal “centro-sinistra” e negli ultimi 10 anni il suo governatore è stato Enrico Rossi che dal PD è passato ad Articolo 1-MDP per poi ritornare all'ovile del PD.
In questi 10 anni la sua politica infarcita di buonismo e demagogia in realtà è stata incentrata sulla privatizzazione dei servizi, dei trasporti (per il quale è stato recentemente indagato per turbativa d'asta), della sanità. In quest'ultimo caso eclatante la mala gestione dell'emergenza Covid-19 che ha prodotto numerosi morti nelle residenze private accreditate dalla regione e non possiamo non citare il “buco” Asl di Massa con un crac di 240 milioni di euro.
Anche in Toscana la crisi del capitalismo e lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e delle risorse hanno prodotto un aumento esponenziale di poveri. Le tante vertenze di fabbriche in crisi non sono state risolte.
Ben 8 sono i candidati a governatore:
Eugenio Giani Partito democratico, Italia Viva con +Europa, Orgoglio Toscana per Giani Presidente, Verdi, Sinistra Civica Ecologista, Lista Svolta!;
Susanna Ceccardi Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Toscana Civica;
Irene Galletti M5S;
Roberto Salvini Patto per la Toscana - Roberto Salvini presidente (unica lista);
Marco Barzanti PCI (unica lista);
Salvatore Catello PC (unica lista);
Tiziana Vigni Movimento 3v (unica lista);
Tommaso Fattori per “Si-Toscana a Sinistra”, Rifondazione Comunista e Potere al Popolo oltre ad alcune liste locali come Firenze Città Aperta, Una Città in Comune di Pisa e Buongiorno Livorno.
Nessuno di loro vuole realmente soddisfare i bisogni immediati e a lungo termine del proletariato e delle masse popolari, anche chi professa il contrario o comunque rilancia la lotta per certi diritti sociali e sindacali.
I programmi elettorali di Giani (“centro-sinistra”) dal titolo “Toscana più forte e unita” e della Ceccardi (“centro-destra”) dal titolo “Toscana ci siamo” nella sostanza degli obiettivi e nella forma sono praticamente uguali. Chi invece parla di “governo d’emergenza delle masse popolari” come il PCI o, come Fattori, di “un governo alternativo per una svolta ecologica e di giustizia sociale”, finisce coll'impantanarsi nell'elettoralismo e nel partecipazionismo borghesi.
I fatti dimostrano che nel capitalismo è impossibile che i governi comunali, regionali e centrali siano in mano al popolo e al suo servizio e che il benessere del proletariato e delle masse popolari sia la guida delle regole e delle leggi promosse. Ne è dimostrazione l'emergenza Covid-19 gestita a suon di decreti dal dittatore antivirus Conte. Solo nel socialismo il potere può essere in mano al proletariato e il popolo può decidere del suo futuro e destino.
Il socialismo non è dietro l’angolo, ma possiamo gradualmente avvicinarci ad esso se le avanguardie del proletariato, delle masse lavoratrici, pensionate, disoccupate, popolari, femminili e giovanili e le elettrici e gli elettori coscienti faranno propria questa proposta strategica e si uniranno al PMLI. Anche sul piano elettorale, astenendosi (disertando le urne, annullando la scheda o lasciandola in bianco) e creando in tutte le regioni così come nelle città e quartieri le istituzioni rappresentative delle masse fautrici del socialismo, ossia le Assemblee popolari e i Comitati popolari basati sulla democrazia diretta.
Le Assemblee popolari devono essere costituite in ogni quartiere da tutti gli abitanti ivi residenti - compresi le ragazze e i ragazzi di 14 anni - che si dichiarano anticapitalisti, antifascisti, antirazzisti e fautori del socialismo e disposti a combattere politicamente ed elettoralmente le istituzioni borghesi, i governi centrale e locali borghesi e il sistema capitalista e il suo regime.
Ogni Assemblea popolare di quartiere elegge il suo Comitato popolare e l’Assemblea dei Comitati elegge, sempre attraverso la democrazia diretta, il Comitato popolare cittadino. E così via fino all’elezione dei Comitati popolari provinciali, regionali e del Comitato popolare nazionale.
I Comitati popolari devono essere composti dagli elementi più combattivi, coraggiosi e preparati delle masse anticapitaliste, antifasciste, fautrici del socialismo eletti con voto palese su mandato revocabile in qualsiasi momento dalle Assemblee popolari territoriali. Le donne e gli uomini - eleggibili fin dall’età di 16 anni - devono essere rappresentati in maniera paritaria.
I Comitati popolari di quartiere, cittadino, provinciale e regionale e il Comitato popolare nazionale devono rappresentare il contraltare, la centrale alternativa e antagonista rispettivamente delle amministrazioni ufficiali locali e dei governi regionali e centrale.
Vi proponiamo una sintetica piattaforma, un programma di lotta attorno al quale creare fronti uniti e movimenti rivendicativi.
 
Lavoro: il lavoro deve essere stabile, a salario intero, a tempo pieno e sindacalmente tutelato. Chiediamo che siano risolte, facendo pressione sul governo centrale, tutte le crisi aziendali in corso che stanno mettendo in ginocchio centinaia di lavoratrici e lavoratori. In questa risoluzione vanno coinvolti nelle decisioni i lavoratori che devono avere l'ultima parola.
 
Sanità: la sanità deve essere un diritto gratuito e universale per tutti. Chiediamo che tutte le strutture private accreditate siano rese pubbliche, accessibili a tutti e gratuite, garantendo così i diritti degli utenti e dei lavoratori del settore.
 
Trasporti: i trasporti devono essere pubblici urbani ed extraurbani su gomma e su rotaie gratuiti per i disabili, pensionati poveri, disoccupati e per gli spostamenti di lavoro e studio. Vanno sciolte tutte le aziende partecipate per renderle pubbliche con il controllo popolare. Inoltre ribadiamo la totale contrarietà alla TAV e chiediamo per le linee già esistenti e il relativo materiale rotabile già acquisito un utilizzo come linee o treni normali sia nazionali che regionali.
 
Antifascismo e diritti democratici: occorre tenere alta la bandiera dell'antifascismo organizzando le iniziative che non facciano perdere la memoria storica di cosa è stato il fascismo. Non concedere spazi pubblici per iniziative di apologia del nazismo, fascismo, razzismo e antisemitismo. Chiudere tutte le sedi di gruppi dichiaratamente fascisti e nazisti.
 
Donne: favorire la piena uguaglianza economica, giuridica e di fatto tra uomo e donna nel lavoro, nella società e nella famiglia, potenziando i servizi pubblici gratuiti e per l'infanzia. In Toscana il 30% delle occupate svolge un lavoro part-time e il 19% vi è costretta, ossia preferirebbe lavorare a tempo pieno (dati Irpet 2019)
 
Giovani: No agli sgomberi degli spazi sociali autogestiti e occupati. Destinare parte degli immobili esistenti o costruirne di nuovi per la realizzazione e il finanziamento di Centri giovanili autogestiti, di strutture sociali, ricreative, culturali e sportive pubbliche.
Ristrutturazione e messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici pubblici.

2 settembre 2020