Calabria
Processo ai big PD Oliverio e Adamo per corruzione
Assieme a loro altri 13 imputati, tra cui Luca Morrone (Fdi)

Dal corrispondente della Calabria
Si è conclusa l’udienza preliminare del processo “Passepartout”, nato da un'inchiesta della Procura di Catanzaro che ha coinvolto diversi politici, imprenditori e funzionari della Regione Calabria accusati di turbata libertà degli incanti, traffico di influenze illecite, abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture e corruzione propria aggravata.
Con la sola eccezione del sindaco di Cosenza di FI, il bancarottiere, bugiardo e plurinquisito Mario Occhiuto (che insieme all'attuale governatrice della Regione, Jole Santelli di FI, suo vicesindaco fino al dicembre scorso, ha distrutto Cosenza dal punto di vista contabile, urbanistico e amministrativo), prosciolto dal gup Alfredo Ferraro per quanto riguarda le accuse riguardanti l'indagine, tutti gli altri 15 imputati sono stati rinviati a giudizio su richiesta del Procuratore Nicola Gratteri e del pm Vito Valerio.
Fra questi l'ex governatore del PD Mario ''palla-palla'' Oliverio, l’ex deputato PD Nicola Adamo (marito della deputata PD Enza Bruno Bossio), l’ex commissario di Sorical (la società che gestisce le risorse idriche calabresi) e segretario regionale del PSI, Luigi ''gigino'' Incarnato, l’attuale dirigente della Protezione civile Fortunato Varone, l’ex dirigente del settore Lavori Pubblici della Regione Luigi Zinno, l’ex direttore generale delle Ferrovie della Calabria Giuseppe Lo Feudo, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Luca Morrone, gli imprenditori Pietro Ventura, Rocco Borgia, Giulio Marchi, Armando Latini e Giovanni Forciniti, i tecnici della regione Antonio Capistro, Giuseppe Trifirò e Santo Marazzita, direttore dell’esercizio ferroviario di Ferrovie della Calabria. Il processo inizierà il prossimo 27 aprile.
L'’indagine ruota intorno ai bandi di gara per la costruzione del nuovo ospedale di Cosenza, della metropolitana di superfice del capoluogo bruzio (definita dal movimento NoMetro ''l'opera inutile più costosa del Meridione'') del Museo di Alarico, sempre a Cosenza, oltre che il ripristino della tratta ferroviaria turistica della Sila.
Secondo gli inquirenti Oliverio, Adamo e Incarnato, con la complicità di imprenditori e tecnici vari, sono stati i veri manovratori della sfiducia al sindaco Occhiuto nel 2016, durante il suo primo mandato, coinvolgendo l'allora presidente del consiglio comunale Luca Morrone (figlio di Ennio Morrone, ex deputato Udeur e boss delle cliniche private) con la promessa, in caso di vittoria del ''centro-sinistra'' alle comunali 2016 (che poi non è avvenuta, tant'è che Morrone è rimasto a destra per questo motivo, oggi è con i fascisti della Meloni, chiamati in Calabria ''Fratelli di 'ndrangheta'' per le varie inchieste che li vedono coinvolti) di ben pagati incarichi alla regione o al comune.
I manovratori Oliverio e Adamo, tramite Incarnato (premiato poi con la presidenza di Sorical per la sfiducia ad Occhiuto) riuscirono a far cadere il sindaco (allora contrario alla Metro) e la sua giunta per avere la possibilità di mettere le mani sui vari appalti attraverso il controllo della macchina comunale.
In particolare per la costruzione del nuovo ospedale, Oliverio e Adamo avrebbero agito “orientando raggruppamenti di imprese interessate in modo da pre-individuare la ‘cordata’ vincitrice’”, aggiudicando poi lo studio di fattibilità dell'ospedale alla società Steam srl.
Non si contano le indagini nelle quali sono coinvolti Oliverio, Adamo e lo stesso Incarnato, la più importante, che coinvolge anche l'ex senatore Pittelli di FdI è quella legata al maxi-blitz ''Rinascita-Scott'' del dicembre scorso, mentre Oliverio è sotto accusa anche per aver favorito, tramite il faccendiere Ottavio Barbieri, la temibile 'ndrina Muto di Cetraro (la stessa alla quale è legato il sindaco di Diamante e senatore ex PD oggi Iv ''don'' Ernesto Magorno) per la gestione dell'aviosuperficie di Scalea e dell'ovovia di Lorica, nell'ambito delle indagini che puntano a fare luce anche sulla gestione di Barbieri del rifacimento (sbagliato e pericoloso) di Piazza Fera-Bilotti a Cosenza, oggi sotto sequestro per mafia e pericolosità strutturale, che vedono indagati sia Occhiuto che lo stesso Barbieri da parte della DDA di Catanzaro (si vedano i relativi articoli apparsi su ''Il Bolscevico'').
Ennesimo spaccato del marciume delle forze politiche borghesi di destra e di ''sinistra'' nella martoriata regione più povera d'Italia, di fronte a tutto questo la governatrice Santelli, i fascisti di FdI che governano la regione insieme ai loro compari mafiosi di Lega, FI e UdC, ma anche i consiglieri regionali del PD con la loro falsa ''opposizione'', non possono certo fare finta di niente e farebbero bene a rassegnare le dimissioni e andarsene a casa.

2 settembre 2020