Catania
Presidio regionale di studenti e lavoratori in sciopero contro il ministro dell'Istruzione e il governo Conte
La solidarietà del PMLI nell'intervento del compagno Sesto Schembri

Dal corrispondente della Cellula “Stalin” della provincia di Catania
A Catania venerdì 25 settembre nella centrale piazza Università si è svolto un presidio regionale di studentesse, studenti, lavoratrici, lavoratori in sciopero contro il ministro dell'Istruzione e contro il governo Conte con lo slogan "Curiamo la scuola" per il lavoro e contro il precariato.
Lo sciopero è stato indetto dai sindacati Usb, Cub, Unicobas, Cobas scuola Sardegna in rottura con Cobas nazionale (che non ha aderito alle due giornate di sciopero). Hanno preso parte al presidio Usb scuola, Cub scuola, Lps-liberi pensieri studenteschi, Cas coordinamento autonomo studentesco, PCI, PMLI, studenti della FGC fronte gioventù comunista, i lavoratori dei trasporti del Cub scuola, università e ricerca. Indetto da Cub Sicilia, un presidio assieme alle lavoratrici e i lavoratori della Cub trasporti/aeroporto con la loro vertenza e Cub scuola che hanno manifestato le loro rivendicazione davanti alla prefettura di Catania
Dopo il presidio le due manifestazioni si sono unite in piazza Università in un clima di lotta unitaria.
Sullo striscione degli studenti spiccava la scritta "Classi pollaio pochi docenti conquistiamo il rientro in sicurezza". Presa di mira la ministra Azzolina bocciata per il fallimento del rientro a scuola. Chiesto che le risorse "Recovery fund” siano per le scuole pubbliche. Accuse alla ministra sono venute dai sindacati Usb per alcuni interventi strutturali all'interno degli edifici scolastici non eseguiti durante il lockdown e anche nei mesi di chiusura estiva come la messa in sicurezza, come non aver predisposto l'ingresso nell'organico scolastico di docenti e personale ATA che attendono la stabilizzazione da tempo.
Critiche dagli studenti e dal personale didattico sulla “DAD” e i suoi limiti che non ha fatto bene alla scuola, come le decina di cattedre vuote, il personale per la sanificazione che manca, i mezzi di trasporto per studenti pendolari inadeguati per le misure anticovid, proteste anche contro la tassa di 200 euro per studenti universitari irregolari fuoricorso con versamento via web entro ottobre, con anticipo rispetto alla scadenza di febbraio; infine rivendicato il diritto allo studio per tutti. Una studentessa NoTAV legge sul tablet un documento di lotta contro le opere di regime come la TAV non utile al popolo e all'ambiente, con critiche al sistema capitalista e imperialista. Tanti problemi mentre per il governo Conte tutto va bene.
Questi i temi parziali degli interventi durante l'assemblea.
Il PMLI ha partecipato con la Cellula “Stalin” della provincia di Catania, i compagni portavano gloriosamente la bandiera del Partito e indossavano il “corpetto” rosso. Nel suo intervento il compagno Sesto Schembri ha portato la solidarietà del PMLI agli studenti e ai lavoratori della scuola invitandoli a lottare uniti contro il governo Conte 2 al servizio del capitalismo, toccando i temi dell'emergenza coronavirus e le tragiche conseguenze dello smantellamento del servizio sanitario nazionale, la crisi del capitalismo pagata dalle masse popolari con privatizzazioni, tagli alla sanità e alla scuola pubblica, mentre si trovano i soldi per i privati e per gli aerei da guerra F35. Egli ha terminato con un appello a lottare per il socialismo e per una scuola governata dagli studenti e al servizio del popolo.

30 settembre 2020