A Taranto non è stato fatto nulla per tutelare gli studenti dal Covid
 
A Taranto molte scuole sono state aperte il 28 settembre, come la mia, e altre il 30.
Dalla fine di aprile fino a oggi, il premier Giuseppe Conte ha instaurato una vera e propria dittatura sanitaria mentre il ministro dell'istruzione Lucia Azzolina durante tutta l'estate parlava di un rientro magnifico, con attrezzatura nuova di zecca, banchi e sedie ''2.0'' e una condizione igienica perfetta. Tutto ciò finanziato con i soldi del MES, ulteriore debito nazionale che pagheremo tutti noi giovani.
Appena tornati a scuola, nelle scuole di Taranto, ma anche nelle altre città e regioni, abbiamo trovato una situazione peggiore di prima! L'unica cosa che è cambiata da quando abbiamo lasciato la scuola per la didattica a distanza, è stato il metro che separa un alunno dall'altro. Per il resto assolutamente niente!
I banchi sporchi come prima, le sedie rotte come prima, mancanza d'igiene come prima! Ci hanno detto pure che dobbiamo portare noi le salviettine da casa per pulire i banchi dato che il personale scolastico non lo fa.
L'altra cosa che è cambiata è che almeno una volta alla settimana verranno alcuni rappresentanti della protezione civile a controllare se, fuori dalla scuola, stiamo lontani l'un dall'altro, e se dentro, rispettiamo la distanza di sicurezza. Ma controlleranno anche se ci togliamo un momento la mascherina per respirare, dato che questa non ci fa respirare bene, e questo ci potrà costare una nota disciplinare, fatale soprattutto per chi sta al quarto o al quinto anno del percorso scolastico, visto che le note disciplinari ci diminuiscono i crediti necessari per il sistema meritocratico-borghese degli esami di Stato (se non abbiamo abbastanza crediti, non possiamo nemmeno esservi ammessi).
Inoltre, sempre più ragazzi si stanno ammalando: 23 nell'istituto Maria Pia, 1 presunto nel Pacinotti, e continuano ad aumentare, rivelando quindi la politica di Conte e Azzolina un totale fallimento.
Simone, 17enne di Taranto

14 ottobre 2020