Manifestazione a Campobasso con il SOA e il PMLI, assieme al Coordinamento delle sinistre di opposizione, in piazza al loro fianco
Diritti negati a Lupara: niente scuolabus per gli scolari
I genitori di una ventina di bambini costretti a portare i figli alla scuola dell’obbligo

 
Dal corrispondente dell'Organizzazione di Campobasso del PMLI
 
Aree interne abbandonate a se stesse e diritti negati! A Lupara, piccolo comune in provincia di Campobasso, va in scena l’ennesimo torto compiuto dalla malapolitica capitalista ai danni delle masse popolari; in questo caso, un torto ancora più inaccettabile poiché le vittime sono principalmente giovanissimi delle scuole dell’obbligo.
Già dall’anno scorso il piccolo centro bifernino, che dispone solo di una scuola materna, si era trovato senza scuolabus (causa la cronica mancanza di fondi) per i pochi alunni del posto, costretti a frequentare le scuole dei paesi limitrofi, sostanzialmente presso Casacalenda. La situazione venne momentaneamente tamponata grazie all’assunzione di un accompagnatore. La giunta comunale di Lupara si era però poi presa l’impegno, con tanto di delibera, a trovare una soluzione definitiva per l’anno scolastico 2020/21, impegno disatteso. Per essere più precisi, un pulmino effettivamente c’è ma può coprire solo la tratta col vicino centro di Lucito che però dispone solo di un paio di sezioni multi classe elementari. Casacalenda, che dista circa 17-18 chilometri, è quindi scelta obbligata!
Obbligatorio anche il mezzo: trasporto pubblico misto, con pendolari e lavoratori. Ma è una scelta conciliabile con i bisogni e le esigenze di bambini di 6-7 anni? E con le fermate e gli orari non coincidenti con quelli scolastici, come la mettiamo? Lasciamo dei bambini al freddo, con l’approssimarsi dell’inverno, in attesa del bus?
I genitori, esasperati, si sono rivolti a tutte le autorità fin da agosto senza ottenere nulla! Gli unici disposti ad aiutarli, i dirigenti del Sindacato Operai Autorganizzati che hanno preso a cuore la questione indicendo un sit-in di protesta sotto il consiglio regionale del Molise il 14 ottobre, manifestazione cui ha immediatamente aderito anche il PMLI assieme ai compagni del Coordinamento delle sinistre di opposizione.
Sotto pressione, il governatore del Molise (Forza Italia) Donato Toma e il suo fido assessore ai trasporti Pallante, hanno dovuto fare capolino dal loro palazzo e confrontarsi. Tragicomica l’uscita dell’assessore di FdI che prima ha esordito: “questi sono compiti comunali, più che chiamare il sindaco che posso fare?”. Poi ha aggiustato il tiro vista l’incredulità e la rabbia dei presenti: “vedrò di fare un tavolo tecnico quanto prima”.
Anche il “nostro” presidente, come detto, non si è tirato in dietro vista la necessità di distogliere l’attenzione pubblica dai disastri sanitari in corso. Avrà furbamente pensato: “non sarà difficile trovare un pulmino, poi farò bella figura davanti alle tv”. Ma ha toppato alla grande: “vi convocherò per il 19 o il 20 ottobre al massimo” la sua promessa, ovviamente disattesa: al 18 sera nessuna comunicazione è giunta a genitori e attivisti del SOA!
Insomma, nulla di nuovo sotto il cielo molisano. Le istituzioni si scaricano le responsabilità, i fondi non si trovano, si fanno promesse per “trovare soluzioni rapide e condivise” (premiata ditta Toma&Pallante docet) e intanto i genitori sono costretti a ingegnarsi: a turno, alcuni di loro si sacrificano sul lavoro per accompagnare i bimbi alla scuola dell’obbligo!
Ci auguriamo che nell’interesse dei giovanissimi scolari e dei loro genitori la cricca regionale di “centro-destra” riesca a trovare una soluzione. Reperire uno scuolabus in pieno 2020 (mentre sono migliaia i bus turistici fermi), non dovrebbe essere un’impresa! Ad ogni modo, coi compagni del SOA e del Coordinamento continueremo a tenere alta l’attenzione su questa scabrosa vicenda che vede i residenti delle aree interne sempre più bistrattati da politicanti borghesi incapaci di prendersi cura persino dei diritti dei più piccoli.
 

21 ottobre 2020