In contemporanea con altre 57 piazze d'Italia, sichiede di approvare subito la legge Zan
Centinaia in piazza contro l'omotransfobia a Catania
Presente il PMLI che interviene, con Schembri, all'assemblea di piazza

Dal corrispondente della Cellula “Stalin” della provincia di Catania
Sabato 17 ottobre, in piazza Stesicoro, l'Arcigay Catania e All Out hanno dato vita a un combattivo e partecipato presidio unitario e a un flash mob, contro l'omotransfobia.
“La città di Catania sta riscoprendo pian piano la presenza di un comitato che lotta per i diritti umani e con coraggio e determinazione tende a informare” ha detto Vera Navarria, vicepresidente di Arcigay Catania, che ha aggiunto tra l'altro: “la legge Zan non può essere una panacea per tutti i mali, ma può essere il miglior punto d'inizio... Due cose nella legge sono fondamentali: l'istituzione di una strategia nazionale per il contrasto alle discriminazioni, che agisce evidentemente sulla cultura del paese e lo stanziamento di fondi per la costruzione di una serie di centri antidiscriminazione a tutela delle vittime".
Diverse centinaia i partecipanti con tanti giovani e meno giovani. Molte le adesioni di associazioni e partiti che hanno condiviso la lotta all'omotransfobia. In contemporanea con altri 57 piazze d'Italia che hanno condiviso l'iniziativa con la parola d'ordine “Dalla parte dei diritti: fermiamo l'omotransfobia e la misoginia” la mobilitazione nasce a sostegno della legge Zan che rimane ancora in attesa. Solo l'ultimo dei tanti ostacoli della cultura borghese reazionaria e patriarcale e anche di una chiesa miope che si oppongono a questa legge.
Nell'assemblea di piazza tanti gli interventi a favore della legge Zan con un'approvazione senza modifiche da parte dei giovani dell'Arcigay e delle associazioni femministe contro la violenza sulle donne e di genere. È intervenuta anche una religiosa a favore delle unioni e delle famiglie di fatto. Sono poi seguiti gli interventi di Giovanni Calogero dell'Arcigay nazionale, di Giacomo Rota della CGIL Catania, di Domenico Cosentino del PRC. Il PD ha dato l'adesione al presidio condividendo la proposta di legge Zan. Tanti gli interventi per una legge contro le violenze e per i diritti degli LGBT. All Out ha lanciato una petizione-appello: “Fermiamo l'omotransfobia e la misoginia in Italia. Donne e persone LGBTl+ devono essere protette da discriminazione e violenze. Non si può più rinviare, serve una legge efficace ora! Violenze e discriminazione verso le persone LGBTI+ e le donne sono una realtà nel nostro Paese... Dopo tanti fallimenti nell'approvare leggi su questi temi è ora che l'Italia faccia la sua parte nel contrasto a discriminazioni e violenze fondate sul sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere. Non si può più aspettare”.
Questa campagna è stata promossa da Agedo, Ali d'aquila-persone cristiane LGBT, All Out, Arcigay, Arci, Associazione culturale marxista, Cammini di Speranza, associazione nazionale persone LGBT+ cristiane, Differenza Lesbica Roma, Diversity, EDGE-Excellence and Diversity by GLBT Executives, Gay Center, Giosef Italy, I sentinelli di Milano, neg.zone, Noi Siamo Chiesa, Polis Aperta, Progetto Giovani Cristiani LGBT, Ra.Ne, Rete Genitori Rainbow, Rete Studenti Medi, Salento Pride, 6000 Sardine, UAAR-Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti e UDU-Unione degli Universitari e ha già raccolto oltre 70 mila firme.
Il PMLI ha aderito al presidio tramite la Cellula “Stalin” della provincia di Catania, con spirito unitario e di lotta. Il Partito fa sue le battaglie del movimento LGBTI+. I compagni portavano la gloriosa bandiera del PMLI, dell'uguaglianza, del socialismo, e i manifesti con la parola d'ordine “Contro la violenza sulle donne e di genere, sulle soggettività Lgbtqia+, sui corpi, i territori e gli animali. Per aborto libero, sicuro e gratuito, contro il capitalismo che genera il maschilismo, la famiglia borghese e patriarcale, il femminicidio, gli stupri... Estendere i diritti del matrimonio alle unioni civili e alle famiglie di fatto, diritto di matrimonio per le coppie LGBTI+ contro il governo trasformista liberale Conte al servizio del regime capitalista neofascista per conquistare il socialismo e il potere politico”.
Il compagno Sesto Schembri, a nome della Cellula “Stalin”, ha espresso la solidarietà del PMLI al movimento LGBT+, sostenendo le lotte per l'approvazione delle leggi per diritti e uguaglianze, contro violenze e discriminazioni. Che ben vengano le leggi contro le violenze, ha detto, ma non è con una legge che ci libera della paura di amare liberamente ma bisogna cambiare e lottare contro un sistema economico e politico fondato sul profitto e lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo che ha bisogno di una sovrastruttura patriarcale e culturale al suo servizio, con tutte le conseguenze che viviamo in una società divisa in classi. L'alternativa sta nel socialismo.

28 ottobre 2020