Senza prevenzione
L'Italia sott'acqua
Frane, allagamenti, strade interrotte: molti i borghi isolati, tante famiglie senza luce. Una vittima nel ponentino

 
Un'ondata di maltempo ha portato neve e pioggia intensa tra il 6 e l'8 dicembre e ha messo l'Italia nuovamente sott'acqua. Inadeguata e tardiva l'allerta rossa diramata il 6 dicembre dalla Protezione civile per il maltempo su settori poi colpiti pesantemente del Triveneto e arancione sugli altri come gran parte di Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, la Provincia Autonoma di Trento, in Umbria, Abruzzo, Campania, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia.
L'allerta non può sopperire alle carenze strutturali e organizzative di un piano strategico di prevenzione che, con finanziamenti pubblici, provveda al ripristino del territorio, devastato dall'incuria e dalla cementificazione selvaggia, proprio per evitare esondazioni, frane e smottamenti, forti disagi, disservizi e lutti, sofferti oramai ciclicamente dalla popolazione. Le responsabilità principali ricadono sul regime capitalista che tramite le amministrazioni locali, regionali e centrali borghesi finanzia progetti speculativi e redditizi per i potentati economici e politici ad essa confacenti e non sulla base degli interessi comuni di sicurezza, benessere e rispetto del territorio.
Più di tremila da inizio emergenza in tutta Italia, gli interventi dei vigili del fuoco e della macchina della protezione civile, per prestare soccorso alla popolazione, rimuovere detriti e alberi caduti, cinturare gli smottamenti e fresare la neve, caduta copiosa al Nord.
In Veneto il bellunese è stato il più colpito con pioggia a valle, neve in quota e niente energia elettrica in gran parte della provincia; frane e allagamenti, strade chiuse e paesi isolati. Ad Alpago sono stati evacuati i 76 anziani ospiti della casa di riposo con le caldaie allagate. A Gosaldo è crollato un piccolo ponte su un torrente, facendo precipitare nel greto un mezzo dei vigili del fuoco, i tre vigili sono riusciti appena a mettersi in salvo. Mentre Venezia è stata di nuovo allagata nonostante il dispendioso Mose.
Per motivi di sicurezza legati al maltempo, in Alto Adige , la ferrovia del Brennero è stata bloccata tra Bolzano e il confine di Stato. Interrotto anche il traffico ferroviario verso l'Austria.
In Friuli Venezia Giulia , pioggia e neve sono caduti ininterrottamente per giorni causando forti danni in Carnia e in Friuli. In blackout da oltre 48 ore circa 2 mila utenze elettriche in Carnia. Disagi anche nella Bassa friulana.
In Emilia Romagna sono 364 le persone che hanno dovuto abbandonare le loro case a causa dell'esondazione del fiume Panaro che ha rotto l'argine nelle campagne tra Castelfranco Emilia e la frazione di Gaggio, con una falla di circa 70 metri. Una sessantina gli sfollati in alloggi divisi per situazioni covid (negativi, positivi e in attesa di tampone), mentre gli altri, circa 300, hanno ricevuto ospitalità da parenti. Dopo la paura la rabbia degli alluvionati che denunciano il ritardo dell'allerta: "Alle 7.30 abbiamo ricevuto il messaggio della Protezione civile che ci diceva di salire ai piani superiori ma siamo andati a controllare ed era già tutto allagato. Nel giro di mezz’ora non si vedeva più la strada". “Non abbiamo imparato nulla dalla precedente alluvione del 2014 del Secchia. E ora il tardivo allarme”. Nel Bolognese, in particolare sull’Appennino, tra sabato e domenica, pioggia e vento forti hanno provocato diversi allagamenti e la caduta di alberi anche sulle strade.
Nel Lazio in allerta rossa, ci sono state elevate criticità per i bacini costieri del Sud e il bacino del Liri. A Roma, la pioggia ha provocando disagi alla circolazione, con numerose strade chiuse a causa della caduta di alberi sulla carreggiata. La piena del Tevere ha trascinando nel fiume tutti gli scarti lasciati lungo le sponde: tonnellate di rifiuti, materiale plastico, rifiuti ingombranti, canneti hanno così raggiunto la foce e invaso la spiaggia di Fiumicino. Un disastro ambientale.
In Campania tra le zone maggiormente colpite, anche a causa della fragilità del territorio, quelle del bacino idrografico del Sarno e del salernitano con allagamenti a Castel San Giorgio, San Marzano sul Sarno, Nocera Superiore, Nocera Inferiore e Salerno. A Forino, nella frazione Celzi in particolare, i piani interrati e i locali terranei sono stati invasi dall'acqua e dal fango. Ad Avellino città allagamenti e colate di fango e detriti hanno interessato locali, garage e negozi. A Napoli, flagellata dal temporale che ha allagato bassi e scantinati, il peggio è toccato all'Ospedale del mare dove la pioggia è entrata nel covid center tra i moduli del soffitto bagnando il pavimento dell'area tac e delle degenze. Un problema ben noto perché il personale ha chiesto più volte l'intervento dei vertici dell'ospedale, ma niente è stato fatto.
Nel Potentino prima vittima del maltempo. Un operaio di 51 anni dell'ufficio tecnico comunale è morto nel pomeriggio a Pignola (Potenza) durante il sopralluogo in una zona nei pressi del lago di Pantano: è stato travolto dall'acqua e dal fango ed è finito in uno dei canali di scolo.
In Calabria Temporali e forti raffiche di vento in varie zone: la situazione più critica a Reggio, dove ci sono stati vari allagamenti di strade e scantinati e la caduta di alberi.
Anche in Sicilia Pioggia e forte vento hanno provocato danni e disagi, da est a ovest: due frane si son verificate nel Palermitano, sulle statali Palermo-Sciacca e Termini Imerese-Caccamo. Numerosi gli allagamenti a Palermo e nel messinese, fermi i collegamenti con le Eolie e ridotti quelli nel golfo di Napoli.

16 dicembre 2020