Estratti della domanda di ammissione della studentessa Margherita della Valdisieve (Firenze)
“Nel PMLI ho trovato unità interna, forza rivoluzionaria, unione con le masse e una solida base marxista-leninista”
“Voglio cambiare me stessa per cambiare il mondo, e cambiando la concezione del mondo cambiare me stessa”
 
In Valdisieve è apparsa una Stella Rossa

In Valdisieve è apparsa una Stella Rossa. È rappresentata dalla compagna Margherita, una studentessa diciassettenne che è entrata in questi giorni nel PMLI. Meglio di così per il PMLI non poteva chiudersi il 2020. Un evento che rafforza l'intero Partito, non solo la sua componente femminile. Perché le compagne, come dimostra ampiamente la storia di oltre mezzo secolo del Partito, considerando i primi passi dei suoi primi pionieri, svolgono un ruolo fondamentale nella costruzione del PMLI e nei suoi sforzi per legarsi alle masse.
Sul n. 1/2018 de “Il Bolscevico” il Segretario generale del Partito, compagno Giovanni Scuderi, nell'articolo non firmato dal titolo “Viva le compagne” non a caso ha sottolineato: “Senza le compagne il PMLI sarebbe monco, privo della sensibilità, dell'intelligenza, delle capacità, dell'esperienza, della tenacia femminili, non in grado di assolvere tutti i suoi compiti rivoluzionari, assolutamente incomprensibile alle masse femminili. Non c'è compito, ruolo, incarico, missione che non possono assolvere le compagne (…). Le compagne però hanno un compito in più, specifico se non esclusivo, quello di conquistare le masse femminili alla causa del socialismo, del proletariato e del Partito. Un compito non facile perché si tratta di sottrarre le masse femminili alla doppia influenza borghese, quella dominante che le vuole relegate in casa dedite alla famiglia e subordinate al marito, e quella femminista che le spinge alla lotta primaria contro l'oppressione dell'uomo e al separatismo di sesso. Entrambe queste influenze borghesi e antifemminili non mettono al centro la contraddizione fondamentale tra il capitale e il lavoro e la contraddizione principale tra il proletariato e la borghesia. Minando così la lotta di classe per l'emancipazione delle donne”.
La compagna Margherita ha già sorprendentemente maturato la questione dell'emancipazione femminile coinvolgendo acutamente anche le “persone che si identificano nel genere femminile”. Per darle la possibilità di approfondire sul piano marxista-leninista e secondo la linea del PMLI questa fondamentale questione, sulle successive pagine di questo “Bolscevico” ripubblichiamo l'importante articolo della compagna Monica Martenghi, Responsabile della Commissione donne del CC del PMLI, dal titolo “Bisogna studiare la concezione marxista dell'emancipazione della donna”, pubblicato senza firma sul n. 14 del 1985 de “Il Bolscevico” nonché i titoli delle opere dei grandi Maestri del proletariato internazionale sul tema, anch'essi pubblicati su quel numero. La compagna che li ha ridigitati ha commentato così: “saranno molto utili anche per noi militanti anziane”. Dovrebbero rileggerle anche i compagni perché è un problema che riguarda tutto il Partito.
In soli due mesi, da quando ha preso contatto col PMLI per avere un confronto sui temi che le interessavano, precisando che “non cerco verità assolute ma punti di vista”, la compagna ha compiuto un salto di qualità ideologico e politico, grazie all'aiuto del compagno Enrico Chiavacci, Responsabile dell'Organizzazione di Rufina.
Dalla domanda di ammissione al PMLI, di cui pubblichiamo qui di seguito degli estratti, oltre che dai suoi commenti a documenti del Partito, rileviamo quanto sono grandi nella compagna Margherita la vivacità intellettuale, la voglia di sapere, la capacità di apprendere, il senso critico e autocritico, la sincerità e la lealtà, la modestia, la disponibilità a fare il gioco di squadra nel rispetto del centralismo democratico, la voglia di cambiare se stessa e il mondo. Una vera forza rivoluzionaria e marxista-leninista che diventerà travolgente se, come lei stessa dice, “perseguirà teoria e pratica originariamente comuniste e rivoluzionarie”. Negli ultimi quattro interventi del compagno Scuderi troverà tutte le indicazioni utili per operare in tal senso e per concorrere a dare al PMLI un corpo da Gigante Rosso. Sempreché, naturalmente, riuscirà a resistere alle dure prove e ai sacrifici della lotta di classe e al canto delle sirene borghesi e riformiste che cercheranno di staccarla dal PMLI e dalla lotta rivoluzionaria contro il capitalismo e per il socialismo.
Chiaramente la compagna Margherita ha trovato il suo Partito, di cui ha compreso e condivide ideologia, natura, carattere, obiettivi, strategia, tattiche, Statuto, Programma, stile di lavoro e spirito, così come il PMLI e la Valdisieve hanno trovato la loro Stella Rossa. Nel giudizio dell'Organizzazione di Rufina, redatto dal compagno Chiavacci, con il quale Margherita viene ammessa al PMLI, giustamente si afferma che “la compagna rappresenta il perfetto esempio di una studentessa intelligente, cosciente e sensibile che ha speso già tanto tempo nei suoi relativamente pochi anni di vita, nella ricerca di una filosofia, di un pensiero, di un modo pratico e, più in generale, di un movimento o partito per opporsi alle ingiustizie di questo sistema capitalistico, marcio fino al midollo”.
Festa grande in tutto il Partito e ne “Il Bolscevico”. Benvenuta tra di noi compagna Margherita. Che tu sia un esempio di marxista-leninista a prova di bomba come lo sono stati Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao e lo sono le compagne e i compagni fondatori del PMLI ancora fedeli alla causa del socialismo. Si stappino idealmente le bottiglie di spumante!

 

Sono una studentessa di 17 anni. Non ho avuto, per adesso, una vita politicamente attiva in organizzazioni o istituzioni. Però posso scrivere il percorso del mio pensiero filosofico relativo all'ambito richiesto. Il mio interessamento politico si manifesta circa cinque anni fa, ma inizialmente non si consolida come pensiero sostenuto da azioni concrete o risvolti pratici. Esso appariva come astrazione e in quanto tale poteva essere lasciata in disparte per lunghi periodi, e così successe. Non c'è stato un evento saliente o scatenante, è stato più un processo graduale e intervallato attraverso il quale ho iniziato ad approcciarmi a diversi pensieri politici, molto differenti e che tra loro non creano apparentemente nessuna continuità se non la mia assidua ricerca di risposte. Adesso non condivido, chiaramente, queste ideologie passate, ma non nego di averle appoggiate, sennò non sarei sincera. Queste linee, escludendo quella attuale, si possono suddividere o raggruppare in tre grandi categorie: la sinistra riformista o centro sinistra, l'anarchismo “verde” e “rosso”, e infine, anche se molto breve come periodo, il revisionismo dei partiti “comunisti”.
Iniziai ad avvicinarmi alla sinistra riformista, principalmente al PD, che delle volte era più a destra che a sinistra. Ad ogni modo, questo mio primo approccio si rivelò ben presto per quel che era, cioè fallimentare. Il mio pensiero non corrispondeva, e non corrisponde, alla linea sostenuta. Inoltre, i partiti erano sia frazionati all'interno, sia “doppie facce” nei rapporti all'esterno. La successiva linea di pensiero deriva dalla frequentazione di una persona che si rivelò, a mia insaputa, dalla indole anarchica e fortemente anticlericale, la quale riuscì a instaurare in me un notevole interesse. Questa fase si prolungò per alcuni anni, le motivazioni erano numerose, tra cui l'ampiezza dell'argomento e il suo conseguente studio tramite manuali e opere che già possedevo.
Pensando erroneamente di aver chiaro il tema generale di questo pensiero, cercai inutilmente di schierarmi a favore degli ideali che, per quel periodo, potevano essere in linea di massima coerenti ai miei. Così presi parte alle correnti “verde” e “rossa”. Specifico una cosa, non mi sono mai comportata in maniera individualista né settaria, prendevo volentieri iniziative con chi come me aveva lo stesso obbiettivo. Purtroppo, o per “fortuna” affermerei adesso, analizzando le attività che svolgevo constatai che erano disorganizzate, discontinue e “controrivoluzionarie”. Da ciò ne consegue un distacco totale dall'attività concreta e pratica per rifugiarmi nella filosofia e nella lettura di opere di vario genere.
Riesco a interessarmi a Marx tramite “Il compendio del capitale” di Cafiero e la corrispondenza epistolare riportata in fondo al volume tra l'autore e e la risposta di Marx stesso. Nonostante ciò, continuo con il mio utopismo contenente tante, forse troppe, ideologie (matriarcale, filo-socialista, anarchica, antispecista, antimilitarista...).
La mia ricerca di giustizia e di risposte si stava trasformando progressivamente in un tormento interiore, pieno di contraddizioni e di una linea disorganizzata e discontinua, specchio delle attività. Tutto questo continuò fino a quando riuscii a risalire e a comprendere quello che forse, e che adesso ripropongo in maniera certa, avrei voluto come cambiamento nel mondo circostante. Una giustizia in primo luogo applicata in ambito sociale, per l'emancipazione di tutte le masse oppresse.
Realmente e solo parzialmente, questa tipologia di giustizia traspariva nei vari pensieri, ma in maniera consapevole compresi che tra questi in molti casi non vi era continuità sul piano né pratico né logico e spesso neanche tra gli stessi ideali. Finalmente mi accostai al comunismo scientifico, mediante la lettura di Marx ed Engles, solo successivamente mi incuriosì Lenin. Gli altri due grandi maestri è grazie al Partito che li ho conosciuti nella loro grandezza e come contribuenti fondamentali per la teoria e pratica comunista.
Al revisionismo e ai partiti portavoce di tali teorie non ho dato molto “filo da torcere”, questo perché già mi ero iniziata a informare sul PMLI e sui suoi documenti. Data la quantità non indifferente di risposte alle mie domande attraverso la lettura, decisi di contattare, tramite l'invio di un'email, l'Organizzazione di Rufina, richiedendo un confronto possibilmente diretto. Con mia sorpresa, il Responsabile si rese disponibilissimo e attraverso i vari incontri e la sua grande pazienza, mi insegnò le basi e mi guidò in questa, per me nuova, concezione proletaria del mondo e linea teoria-pratica del marxismo-leninismo-pensiero di Mao. Ad oggi, sono sicura di volermi formare in questa direzione, dando anche se piccolo il mio contributo a una teoria-pratica precisa, organizzata, preparata, che ritengo autenticamente la via rivoluzionaria per il socialismo,e successivamente per il comunismo.
Provo una forte stima nei confronti del Partito, dei membri costituenti (effettivi e candidati), dei simpatizzanti, degli amici e delle amiche. Nel Partito ho trovato unità interna, forza rivoluzionaria, unione con le masse e una solida base Marxista-Leninista in continuità con gli altri maestri da cui deriva, che difende e che diffonde. Tramite il mio, per ora breve, percorso col PMLI ho avuto la possibilità di mettere in discussione i miei precedenti ideali, trovando sempre delle risposte alle domande e ai dubbi. Non semplicemente risposte dogmatiche, controproducenti, pluraliste o in contrapposizione tra loro, ma ragionate, con riferimenti storici e non solo filosofici, precise, organizzate, preparate ed esaurienti, che ti lasciano comunque la voglia di  voler approfondire per una conoscenza sempre maggiore. Sono soddisfatta di questo mio primo approccio e del rapporto instauratosi. Per adesso, mi sono sempre trovata concorde con i documenti del Partito e con il centralismo democratico che in particolar modo garantisce l'unità interna del Partito con l'azione comune seguita da tutti i membri, quando sono presenti maggioranza e minoranza, per evitarne il frazionamento, poiché il Partito è “un corpo unico e solidale”. Inoltre sostengo che il PMLI sia molto trasparente all'esterno proprio come lo è all'interno tra i suoi membri e questa è un delle sue tante grandi qualità. Queste ultime sono numerose, appartenenti sia ai singoli militanti, membri e quadri ad ogni livello del Partito, sia manifeste nella sua volontà unica, che viene ripetutamente messa a dura prova da questa società attuale, ma che nonostante ciò rimane solida e vigorosa per la sua base, e continua a lottare contro tutte le ingiustizie, anche quelle che nel tempo non sono cambiate. Forse per l'ignoranza che è nemica dell'uomo, ma soprattutto per l'accentramento del potere nelle mani della borghesia. Bisogna evitare la burocratizzazione dell'istituzione che come insegnato dalla storia non porta in alcun modo a dei risultati ottimizzati. Così nello stesso modo, bisogna evitare anche qualsiasi forma di revisionismo, dogmatismo, metafisica, devianza, l'avventura e i rischi che essa comporta. Sono sicura che il Partito per volontà e competenza, riesca ad allontanarsi e a rimanere distaccato radicalmente e totalmente da ciò. Ripongo molta fiducia nel PMLI e nei suoi membri, come ho fatto fino ad oggi e come continuerò a fare. Cambiando me stessa per cambiare il mondo, e cambiando la concezione del mondo per cambiare me stessa.
 

Lo Statuto e il Programma del PMLI
Lo Statuto del PMLI nella sua totalità si rifà in maniera molto ampia e approfondita alla base pratica, teorica, ideologia, organizzativa e politica del marxismo-leninismo-pensiero di Mao, come scritto esplicitamente all'inizio e ripetuto in maniera più implicita, ma comunque molto evidente, tramite i numerosi principi e riferimenti ripresi fino alla fine. Generalmente, uno statuto determina le linee guida (“linea strategica e tattica”) degli aspetti fondamentali di una determinata organizzazione, della sua struttura e del lavoro praticato quotidianamente dai membri.
Inoltre lo statuto, come in questo caso, è molto specifico, in modo dettagliato infatti, oltre a citare i vari organi, ne descrive accuratamente la loro funzione e il loro lavoro. Tale principio è lo stesso anche per i membri e per i quadri del partito, rispettivamente nel secondo e terzo capitolo. In questi ultimi vengono elencati i requisiti, i doveri da adempiere e i diritti per tutti i militanti e dirigenti ad ogni livello del Partito. La linea pratica e teorica è autenticamente la ripresa di tutti i principi sovra-citati, senza l'influenza del revisionismo moderno e del riformismo, una vera e propria teoria rivoluzionaria e proletaria, una via maestra per l'instaurazione del comunismo attraverso il socialismo e la teoria della continuazione della rivoluzione, sotto la dittatura proletaria (strumento necessario che dobbiamo a Mao). Altre riprese importanti sono il centralismo democratico e l'internazionalismo proletario. Il primo introdotto nel quinto articolo e successivamente approfondito efficacemente nel nono capitolo, sotto il titolo “il principio organizzativo del partito”. Mentre, il secondo è uno dei tantissimi strumenti, introdotti e ricevuti in primis da Marx ed da Engels, attraverso i quali si arriverà a un trionfo mondiale del socialismo sul capitalismo (art. 7).
Procedendo in questa direzione possiamo sostenere che lo Statuto è un' unità dialettica di ideologia operante, dal momento in cui ciò che è scritto ha corrispondenza e continuità con ciò che è svolto dal Partito. Un'ideologia, finché resta scritta o parlata, rimane meramente metafisica, ma quando viene accompagnata dalla concretezza dell'agire sociale e dal materialismo, ecco che diventa operante. Nella trattazione dei vari articoli, nonostante in generale abbia trovato stimolante e esaustivo lo studio dello Statuto, anche grazie ai chiarimenti e alle spiegazioni successive, sono presenti tantissimi altri aspetti che considero altrettanto interessanti e fondamentali. Tra questi, la trasparenza, la piena fiducia, il rispetto reciproco tra compagni, l'onestà e la sincerità qualità che ritengo essenziali per ogni relazione, la modestia, l'umiltà e la collaborazione, imparando gli uni dagli altri. Un altro punto ribadito più volte, è il legarsi strettamente con le masse lavoratrici, oppresse, e sostenere sempre l'unità e non lo scissionismo o un atteggiamento settario.
Per quanto riguarda il Programma, in quest'ultimo viene chiarito in maniera concisa, precisa, e altrettanto esaustiva come si pone il Partito nei confronti della rivoluzione, del socialismo e del comunismo. Non solo ribadendo e approfondendo nozioni che già avevo appreso nello Statuto, ma anche aggiungendo informazioni utili alla guida dei cinque maestri, specificando l'inesattezza storica e controrivoluzionaria della tappa intermedia proposta da Gramsci e Togliatti, combattendo così il revisionismo moderno. Concordando, ho ritenuto interessante un concetto che non avevo ancora preso in considerazione e cioè che nella società comunista, in assenza di classi ovviamente non ci sarà la lotta di classe, ma comunque persisterà, come c'è sempre stata, la lotta tra le due linee, tra ciò nuovo, avanzato e tra ciò che è vecchio, arretrato.
Altrettanto rilevante la spiegazione della linea teorica e pratica, come accennato in precedenza, dei cinque Maestri; Marx ed Engels, inseparabili ormai, ci forniscono i primi strumenti scientifici funzionali all'instaurazione del comunismo, e per combattere il capitalismo. Lenin e Stalin riescono a provare con certe dimostrazioni ed esperienze concrete l'inevitabilità storica della rivoluzione proletaria all'interno dell'imperialismo. Da Mao, il più grande marxista-leninista della nostra epoca, efficientemente esalato all'interno del Partito, possiamo riprendere il pensiero per affrontare le lotte contemporanee in tutti i campi. Ed è sempre Mao ad ampliare e ad approfondire le teorie in conformità ai predecessori.
Nelle successive parti del Programma vengono chiariti e spiegati alcuni articoli dello Statuto, come ad esempio l'articolo 32 nel quarto punto. Nello stesso modo, vengono ribaditi l'essenzialità dell'Esercito rosso e del Fronte unito. È evidente, forse, che ho trovato lo studio dello Statuto maggiormente complesso rispetto a quello del Programma, probabilmente perché è da tanto che non studiavo l'organizzazione di un'istituzione. Tuttavia è grazie ad entrambi che adesso il mio pensiero è più specifico e chiaro nei temi affrontati.
 

I partiti falsi comunisti
Chiaramente mi sono informata sulle rispettive linee politiche dei sedicenti partiti “comunisti”, in particolare quella del partito dei CARC, dopo aver rifiutato quella del PC e PCI, successivamente distaccandomi anche da quest'ultima. Poiché poi, ho conosciuto molti partiti falsi “comunisti” o revisionisti tramite il PMLI, ciò che non riuscivo a comprendere era per qual motivo avendo a disposizione due Maestri (Mao e Stalin) che hanno apportato il loro fondamentale contributo alla teoria-pratica della rivoluzione, del socialismo e del comunismo, non solo non vengano considerati, ma in molti casi anche rifiutati (destalinizzazione). Preferendo a loro teorie controrivoluzionarie, fallaci e illusorie.
Questa mancata comprensione mi fu presto chiarita dal compagno Enrico che mi spiegò inoltre le motivazioni per le quali il PMLI sostiene la continuità tra i cinque Maestri. Riflettendo su questa domanda, mi è “saltato all'occhio” un particolare, in tutti i partiti sovra-elencati revisionisti nella sigla del nome, riportano la lettera “C” riferendosi all'aggettivo “comunista” autoproclamandosi tali, nonostante sia abbastanza evidente dal punto di vista di linea la falsità riguardante ciò. Mentre per il PMLI è differente, non vi è nella sigla un riferimento diretto al termine “comunista”, perché questo è già evidente nella linea marxista-leninista, che crea obbligatoriamente una continuità con gli altri Maestri, e non ha bisogno di autoproclamarsi tale, poiché è manifesto che sia l'unica via autenticamente comunista.
 

I miei propositi di impegno politico
Con l'ammissione vorrei perseguire, per la prima volta nella mia vita, teorie e pratica originariamente comuniste e rivoluzionarie. E solo nel Partito Marxista-Leninista Italiano ho trovato questa possibilità. Personalmente sostengo che l'accumularsi di sensate esperienze (non casuali) e lo studio mi siano utili ad una crescita non solo a livello individuale, ma al contempo, spero di essere altrettanto utile prestando servizio al Partito, anche a livello collettivo. Così vorrei formarmi, trasformando e ampliando il mio pensiero politico in questa direzione, poiché “È il Partito che forma i marxisti-leninisti, marxisti-leninisti non si nasce ma si diventa militando nel Partito”.
Chiaramente, so che è un passo importante, per questo rispetterò ogni decisione riguardante l'ammissione. Inoltre vorrei poter collaborare con altri/e compagni/e imparando da queste esperienze, che in maniera profonda mi segneranno il percorso e la vita. Ovviamente questo è in aggiunta allo studio dei cinque Maestri, che ritengo fondamentale, coerente, con dimostrazioni scientificamente e storicamente certe, senza fallacie o salti logici ingiustificati (dal piano teorico a quello pratico). Ho fiducia nel Partito e nei cinque Maestri.
L'obiettivo con massima priorità, da cui deve derivare tutto, compreso i propositi più prossimi, per mezzo della continua rivoluzione, tramite l'instaurazione della dittatura del proletariato, è l'affermazione di una società comunista senza più classi, perfetta e completa. Ogni cosa a suo tempo. I propositi politici che possono essere realizzati nell'immediato e anche quelli a lungo termine sono funzionali alla conquista e all'unione con le masse, che senza le quali non è possibile il raggiungimento del fine auspicato. Personalmente, come detto in precedenza, miro a formarmi all'interno del Partito in linea col marxismo-leninismo-pensiero di Mao, portando tale trasformazione sia sul piano teorico che pratico, prendendo parte attivamente alle varie iniziative del PMLI.
Non ho capacità rilevanti né di spicco, ma quelle che possiedo le metto volentieri al servizio del Partito. Gradualmente i propositi politici da perseguire saranno correlati alle capacità e competenze che svilupperò, così si garantisca la massima utilità all'impegno impiegato nelle varie attività. Sono abbastanza flessibile e mi adeguo velocemente agli incarichi assegnati.
 

Lottare per l'emancipazione delle persone di sesso femminile e di quelle che si identificano con questo sesso
Dato che non solo sono una ragazza, ma ho anche a cuore la condizione femminile, un fronte che potrebbe essere ampliato è il suddetto. In quest'ultimo, non dobbiamo soltanto lottare per l'emancipazione delle persone di sesso femminile, ma anche per tutte quelle persone che si identificano in questo genere, eliminando così i limiti fisici. Le giustizie inflitte sono in ogni campo, dalla negazione dei diritti in ambito economico e giuridico arrivando fino all'oggettificazione della donna stessa o alla sua concezione negativa e di sottomissione, basata su stereotipi, tradizioni e consuetudini di questa società capitalista.
Tutte le donne di ogni età, in maniera ovviamente differente, sono sottoposte a una forte pressione sociale fin dall'infanzia. Ciò può avvenire attraverso il pregiudizio, lo stereotipo, l'etichettamento che a molte non le lascia indifferenti. Anzi al contrario, spesso le porta ad avere disturbi mentali, mediante abusi verbali o violenze fisiche, questo deriva anche della consapevolezza di “non essere abbastanza” e quindi di non essere conformi ai canoni imposti dalla vecchia e nuova borghesia propagati in tutta la società. Essere sensibili su queste tematiche non vuol dire essere fragili o deboli, al contrario, vuol dire rendersi coscienti e coraggiosi nel combattere tutte le tipologie di ingiustizie. Ritengo necessario sostenere, essere solidali e appoggiare le lotte atte a un benessere maggiore per le masse femminili oppresse. La loro totale emancipazione come quella di tutte le masse sfruttate potrà avere luogo solo con l'affermazione del socialismo, che sfocerà nell'instaurazione del comunismo. Nella quale anche la concezione borghese di donna sarà abbattuta, insieme a tutti i diritti negati e ai canoni irreali e inverosimili di “perfezione”.
 

Lottare per far giungere la voce del PMLI alle masse studentesche e giovanili
Altri fronti in cui sono coinvolta per l'età e per gli studi sono quello giovanile e quello studentesco. Premettendo che non sono pratica e la mia conoscenza è abbastanza limitata riguardante i mezzi di comunicazione di massa, ma posso comunque imparare, potrebbero essere efficienti per far conoscere localmente le iniziative proposte dal Partito, tramite anche siti subordinati a quello principale, e la loro regolamentazione e organizzazione seguirebbero il centralismo democratico. Dove non avverranno confronti, ma solo per aggiornare in maniera diretta i/le vari/e amici/che e simpatizzanti. Inoltre i mezzi multimediali hanno un pubblico anagraficamente più giovane (rispetto ad esempio del giornale) che potrebbe appoggiare e essere coinvolto nelle varie attività. In ambito studentesco ritengo sia molto importante il volantinaggio davanti alle scuole. Questo perché, almeno dalle mie esperienze, i/le giovani studenti/esse dalla tempra rivoluzionaria sono numerosi/e, purtroppo però, come successo a me, sono in tanti/e a venire sviati/e dalla via autentica per la rivoluzione. In alcuni casi ciò porta a ricadute pessimistiche, perdendo ogni speranza futura, o totalmente utopiste, lottando per qualcosa di irrealizzabile, tutte e due chiaramente controrivoluzionarie. Quindi potremo provare a coinvolgerli/e facendo conoscere il Partito e i cinque Maestri nelle manifestazioni e nelle iniziative.
Spiego in maniera breve, ma necessaria, il motivo per il quale non ho scritto ancora nessuna critica al sistema scolastico. Sicuramente non è perché manchino le cose da denunciare o da criticare... ma è per il fatto che non vorrei essere troppo soggettiva, mancando di rispetto e sfociando nella maleducazione. Una critica per quanto radicale possa essere, come la disobbedienza di pensiero, deve mantenersi nel rispetto, essere organizzata, preparata e deve fornire delle soluzioni, delle proposte o indicare una via da seguire. Quando sarò preparata e pronta scriverò qualcosa su questo tema.

23 dicembre 2020