Salute
Roberto Speranza (LeU)

Nato a Potenza nel 1979, il neo ministro della Salute è laureato in scienze politiche alla Luiss, e la sua carriera politica inizia nel 2005 da dalemiano nella Sinistra giovanile dei DS, diventandone presidente nel 2007. Ha fatto il consigliere comunale a Potenza dal 2004 al 2009 e l'assessore all'urbanistica dal 2009 al 2010. Nel 2012 Bersani lo nomina coordinatore della sua campagna per le primarie.
Eletto deputato nel 2013 viene eletto capogruppo del PD, mantenendo questa carica con i governi Letta e Renzi, dimostrandosi in questa veste uno zelante esecutore degli ordini del segretario premier. Almeno fino all'aprile 2015, quando darà le dimissioni in dissenso col voto di fiducia posto da Renzi sulla legge elettorale Italicum.
Nel febbraio 2017 lascia il PD per fondare insieme a Bersani e altri parlamentari Articolo 1-MDP, di cui diventa coordinatore nazionale. Nel 2018 è rieletto deputato con Liberi e Uguali nella circoscrizione Toscana.
Speranza ha avuto il ministero della Salute in riconoscimento dell'appoggio di LeU al governo M5S-PD subentrando alla Cinquestelle Grillo. Una posizione del resto già considerata sacrificabile dal M5S nel precedente governo. Il neo ministro ha così commentato l'accordo col M5S: "Io ci ho creduto dal 2013, quando Bersani da segretario del Pd sfidò i 5 Stelle al governo del cambiamento. Mi sono battuto per far crollare il muro di incomunicabilità tra M5S e centrosinistra e ora, finalmente, si realizza il nostro disegno originario".
È una delle figure più inquietanti del governo Conte uscente e di quello Draghi entrante, dei quali è ministro della Salute.
Intanto perché è fra i massimi responsabili della sciagurata gestione della pandemia, della sua sottovalutazione iniziale e poi della gestione pessima dell'emergenza che tanto dolore ha causato al popolo italiano, come da noi denunciato volta per volta.
Il burattino di D'Alema e Bersani, gestendo lo strategico ministero al centro di interessi economici giganteschi da parte di lobby, gruppi di potere criminale, multinazionali, politicanti borghesi è stato di fatto il principale responsabile della malasanità di questi ultimi due terribili anni, strenuo avversario della sanità pubblica, gratuita, senza ticket, cogestita dai pazienti e dai lavoratori del settore.
Fallimentari le sue nomine dei commissari regionali che, concepite per nascondere lo sfascio prodotto dal federalismo sanitario hanno finito con il renderlo ancora più palese ed evidente.
Raccapricciante la sua nomina del prelato Vincenzo Paglia alla presidenza della "commissione saggi per l'assistenza agli anziani", in barba alla laicità dello stato e in ossequio alla Santa romana chiesa, ai suoi interessi economici e alla sua oscurantista concezione reazionaria del mondo, che evidentemente questo schifoso politicante borghese in odore di clericalismo e di Opus Dei condivide in pieno.
Del resto che sia servo della borghesia e della chiesa e nemico del popolo oltre che finto antifascista lo dimostra il fatto che, uscito da "sinistra" dal Pd renziano al guinzaglio di D'Alema e Bersani per "rifondare la nuova sinistra", ora non ha alcuno scrupolo insieme ai suoi compari, pur di mantenere la strategica poltrona e servire chi di dovere, di governare insieme a tutta la destra, inclusi Berlusconi e Salvini, (a parte la finta e strumentale "opposizione" della fascista Meloni) oltre che allo stesso Renzi.
È un politicante borghese neofascista, trasformista, ambizioso e nelle mani delle lobby del farmaco, della sanità privata e del Vaticano, le cui responsabilità politiche sono ancor più gravi perché cerca mostruosamente di coprire a "sinistra” la fallimentare gestione governativa della pandemia.
 

24 febbraio 2021