In oltre 500 alla manifestazione nazionale a Roma in contemporanea con la fiducia alla Camera
La sinistra di opposizione e di classe unita contro il governo Draghi
Superfotografato il manifesto del PMLI. Il compagno Erne Guidi, alla testa della delegazione del Partito, salutato fraternamente da Alboresi e Ferrando e intervistato da “Askanews”. Schieramento intimidatorio della polizia in assetto antisommossa
Manifestazioni anche a milano, brescia, bologna e napoli

 
 
Dal nostro inviato speciale.
A Roma, in piazza S. Silvestro, il 18 febbraio oltre cinquecento militanti delle delegazioni della sinistra di opposizione e di classe, sfidando pandemia e restrinzioni, hanno aperto di fatto la lotta al governo Draghi del capitalismo, della grande finanza e dell’UE imperialista. Proprio mentre alla Camera andava in scena la disgustosa ammucchiata dei partiti della destra e della “sinistra” borghesi attorno al banchiere massone. A dire il vero il fronte unito della sinistra di opposizione e di classe aveva richiesto significativamente per quell’occasione piazza Monte Citorio. Ma la Questura, che in prima battuta l’aveva concessa, ha fatto marcia indietro il giorno dopo, affinché la protesta non disturbasse la fiducia a Mario Draghi, ancora di salvezza del capitalismo italiano.
Alla manifestazione, promossa dal Patto d’Azione anticapitalista per il fronte unico di classe, erano presenti il SI Cobas e il Fronte della gioventù comunista con le delegazioni più numerose, insieme a PCI, PCL, PRC, Potere al Popolo, Sinistra Anticapitalista, La Città Futura, Riconquistiamo tutto!-Opposizione in CGIL, Risorgimento Socialista, Democrazia Atea, Movimento 7 Novembre dei disoccupati napoletani e tante altre sigle politiche, sindacali e sociali, con alla testa i rispettivi segretari o coordinatori nazionali. Il PMLI, era presente con una delegazione nazionale diretta dal compagno Erne Guidi ricongiuntasi ai compagni romani.
Per quasi 4 ore piazza S. Silvestro si è colorata del rosso delle tantissime bandiere con la falce e il martello e degli striscioni. Tanti, ininterrotti, gli slogan contro il governo Draghi ben rappresentato da uno schieramento di polizia, spropositato e per di più provocatoriamente in assetto antisommossa, disposto con tanto di blindati a chiudere i quattro accessi alla piazza, intervallati più volte dal canto corale di “Bandiera Rossa”. Nonostante lo schieramento intimidatorio della polizia la combattività della piazza ha imposto alle forze dell’ordine di accettare che una delegazione operaia raggiungesse piazza Montecitorio.
La manifestazione stanziale ha dato l’occasione a tutti i partecipanti di poter dialogare fra loro con un bello spirito fraterno e militante, dandosi appuntamento a continuare la lotta appena intrapresa all’interno del Coordinamento nazionale delle sinistre di opposizione, del Patto d’Azione anticapitalista, dell’Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi, dell’Assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici comunisti. Mauro Alboresi, segretario nazionale del PCI, si è intrattenuto cordialmente con la delegazione del PMLI, auspicando una forte unità d’azione contro il governo Draghi anche e soprattutto a livello locale, così come nella campagna unitaria sulla Sanità pubblica. Anche Marco Ferrando, portavoce nazionale del PCL, ha salutato fraternamente il PMLI. Il Movimento 7 novembre dei disoccupati napoletani ha fotografato e postato sul loro gruppo di Telegram il compagno Luigi Prodromo mentre sventolava la bandiera del Partito. Anche un giovane comunista di Roma, figlio di un noto giornalista del TG de LA7, è venuto a salutarci, chiedendo notizie sul Partito, che segue assiduamente tramite il sito, e come fare per ricevere la bandiera con la falce e il martello e l’effige di Mao.
Se i grandi media nazionali hanno volutamente ignorato la manifestazione, tranne “Vista TV” presente in piazza e “Sky TG24” che ha passato un servizio di poco più di un minuto in cui si vedono le bandiere del PMLI al vento e il cartello ripreso in primo piano, quelli indipendenti e operanti sul web hanno dato voce correttamente alla protesta contro il governo Draghi. Mentre i numerosi fotografi presenti facevano a gara ad immortalare il bellissimo manifesto ad hoc del PMLI, affisso in diversi punti della piazza oltre che ad essere presente nel grande cartello innalzato dalla sua delegazione per tutta la durata della manifestazione, “Askanews”, un'agenzia di stampa italiana specializzata nella fornitura di notizie multimediali in forma di testo, foto e video, la seconda a livello nazionale per numero di giornalisti dopo l’Ansa, ha addirittura aperto il suo servizio testuale con il nostro manifesto sotto il titolo e il video con uno stralcio dell’intervista rilasciata dal compagno Erne Guidi. Testo e video ripresi e rilanciati dalle testate “Affari italiani”, “Timgate”, “Il Caleidoscopio” e “Video Virgilio”. Oltre che a spiegare la natura del governo Draghi motivando la grafica del manifesto del PMLI alle sue spalle, nell’intervista alla giornalista di “Askanews” il compagno Erne Guidi ha tra l’altro detto che “Come l’esperienza insegna il problema è che fintanto esisterà il capitalismo, ad ogni governo della borghesia che cade da destra e non da sinistra sotto i colpi delle masse, ne arriva sempre uno peggiore, ancor più antipopolare e liberista. Per questo, oggi, da questa piazza piena di rosso e di falce e martello, come non accadeva da anni, occorre inviare un messaggio forte e concreto: non un minuto vada perso, lottiamo uniti contro il governo Draghi per difendere gli interessi del popolo, ma tenendo sempre ben presente che
l’obiettivo finale non può che essere quello dell’abbattimento rivoluzionario del capitalismo, per la conquista del socialismo e del potere politico del proletariato”.
Ben accolte dalla piazza romana le notizie che giungevano sulle altre manifestazioni che si stavano svolgendo in contemporanea in altre città. A partire da Milano, davanti alla Prefettura, vedi articolo a parte, a Brescia in piazza Paolo VI, a Bologna dove si è tenuto un presidio davanti alla sede di Confindustria in via Barberia, con tanti cori e slogan: “Draghi in miniera, Renzi in fonderia”. In parlamento “non c’è nessuna forza politica che si candida a fare una vera opposizione popolare contro questo Governo- recitava il comunicato diffuso per spiegare le motivazioni della manifestazione- e anche le fedeli associazioni e sindacati confederali hanno già dato il loro benestare. Né questo consenso né la propaganda di un’intera classe giornalistica allineata al potere può farci dimenticare chi è Draghi: un banchiere che dopo avere lavorato per le più grandi banche del mondo è diventato persona di potere nelle istituzioni italiane ed europee, passando da Bankitalia alla Bce. È proprio a Francoforte che da una parte distrugge la Grecia, e dall’altra redige la famosa ‘letterina’ all’Italia, un vero e proprio piano di smantellamento sociale per distruggere i diritti del lavoro, della pensione e del welfare state. Sappiamo da che parte sta Draghi, e non abbiamo bisogno di aspettare per sapere bene che sarà dalla parte di banche, Unione Europea e Confindustria”.
Anche a Napoli un centinaio di persone, giovani del Movimento 7 Novembre e dei sindacati di base, ha manifestato, davanti alla sede dell'Unione industriali, in piazza dei Martiri, contro il governo Draghi.

24 febbraio 2021