I lavoratori in lotta da oltre 3 anni manifestano a Torino
No ai 400 licenziamenti Embraco
 
Il 26 marzo lavoratori dell’ex Embraco hanno manifestato davanti alla Prefettura di Torino, in piazza Castello a Torino. Sono ormai oltre 3 anni che gli operai dell'ex stabilimento Embraco di Riva di Chieri, nella città metropolitana di Torino, sono in lotta per salvaguardare il loro posto di lavoro.
“Manca un mese esatto alla scadenza della procedura fallimentare che porterà al licenziamento dei 400 dipendenti dell’ex Embraco di Riva di Chieri”, ha dichiarato Vito Benevento, segretario sindacale Uilm Torino. “Ci vuole un intervento rapido per dare il via al piano industriale della newco e mettere in sicurezza sia i lavoratori del Piemonte, sia quelli di Belluno”.
La fabbrica, impiantata dalla Fiat che inizialmente vi costruiva frigoriferi, fu venduta nel 1985 a Whirlpool che fino alla fine degli anni Novanta impiegava nello stabilmento oltre 2500 persone, fino a quando, nel 2000, fu ceduta alla Embraco, azienda del gruppo Whirpool, e da allora sono iniziati guai seri per i lavoratori.
Quattro anni più tardi, nel 2018, la Whirlpool, che controlla Embraco, decideva di spostare tutta la produzione in Slovacchia e quasi 500 operai ricevevano una lettera di licenziamento collettivo, ma la massiccia mobilitazione degli operai riuscì a sventare per il momento il trasferimento della fabbrica, rilevata nel frattempo dall'italo-israeliana Ventures Production, la quale prometteva una reindustrializzazione con la produzione di biciclette elettriche e robot per la pulizia dei pannelli solari.
Ma le cose andavano diversamente, perchè i progetti industriali si arenavano per esclusiva responsabilità dell'azienda e, nonostante la massiccia mobilitazione degli operai che il 13 gennaio 2020 bloccavano il traffico verso gli accessi autostradali della zona nord di Torino, nel luglio dello stesso anno il Tribunale di Torino decretava il fallimento della società.
Gli operai dell'ex Embraco si sono così dovuti mobilitare anche l'8 febbraio scorso al centro di Torino - in piazza Castello e piazza San Carlo - in una manifestazione unitaria indetta da Fim, Fiom e Uilm per chiedere al governo di poter riavviare il progetto Italcomp e per reclamare, tra l'altro, gli stipendi arretrati da molti mesi non ancora pagati, e ora a rischiare il posto di lavoro sono anche i loro colleghi della Acc di Mel.
La doccia fredda per gli operai dell'ex Embraco è arrivata il giorno successivo, 9 febbraio, quando il curatore fallimentare di Ventures Production ha comunicato ai sindacati e alla regione l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo per 398 lavoratori su 406 dello stabilimento di Riva di Chieri, con la conseguenza che ai lavoratori andrà la cassa integrazione straordinaria a zero ore soltanto fino al 21 luglio, se entro quel giorno non verrà trovata una soluzione, cioè l’avvio di Italcomp, saranno di fatto senza lavoro: a spaventare sono le parole del curatore fallimentare il quale, nell'atto di licenziamento collettivo, scrive testualmente: “non vi sono a oggi concrete prospettive di salvaguardia,anche parziale, dei livelli occupazionali “.
Finora sia il governo Conte sia il governo Draghi non hanno fatto niente di concreto e definitivo per risolvere la crisi Embraco, col risultato che il tempo passa e si avvicina irrimediabilmente la data del definitivo licenziamento dei 400 lavoratori.


31 marzo 2021