Contro la Russia e la Cina
L'imperialismo americano schiera i missili ipersonici in Europa e nel Pacifico
L'imperialismo russo schiera missili analoghi contro l'imperialismo europeo

 
Trump aveva preparato il terreno con il ritiro nel 2019 degli Usa dal Trattato sulle forze nucleari intermedie firmato nel 1987 dai presidenti Gorbaciov e Reagan per limitare i missili a raggio intermedio e con la creazione sempre nello stesso anno della Forza Spaziale come settore militare autonomo statunitense che cura anche i sistemi satellitari di guida dei missili; Biden raccoglie l'eredità e prepara lo schieramento dei nuovi missili ipersonici in Europa e nel Pacifico, puntati sulle rivali imperialiste Russia e Cina. Una decisione bellicista che alimenta i pericoli di guerra, con l'imperialismo russo che raccoglie la sfida e prepara la contromossa con missili analoghi contro l'imperialismo europeo.
I missili ipersonici sono l'ultimo e più pericoloso stadio di sviluppo dei vettori che possono trasportare anche testate nucleari, uno stadio molto avanzato negli Usa e in Russia ma che vede in corsa anche la Cina. Questi vettori sono considerati in grado di perforare le difese avversarie potendo viaggiare a velocità di diverse volte superiori a quella del suono e di poter arrivare da un continente all'altro in pochi minuti e con una traiettoria più bassa e più difficilmente individuabile, simile a quella dei missili da crociera. E con una precisione nettamente superiore ai missili balistici che hanno pari gittata ma che tra l'altro una volta lanciati hanno un tempo di viaggio e una traiettoria tale da poter essere intercettati già dai sistemi esistenti.
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti lo scorso 30 marzo ha firmato due contratti del valore di circa 7,6 miliardi di dollari per avere a disposizione entro il 2025 un sistema di difesa missilistico capace di intercettare i missili ipersonici. La prima importante acquisizione della difesa americana sotto l'amministrazione Biden completa quella dello sviluppo e della successiva installazione delle nuove armi annunciata agli inizi di marzo dal generale James C. McConville, capo di stato maggiore dell’Esercito degli Stati Uniti. In un intervento a un vertice organizzato dalla George Washington School of Media and Public Affairs, il generale rivelava che gli Usa si stanno dotando di sistemi per colpire con precisione e lunga distanza con missili convenzionali e missili ipersonici non intercettabili. Nei piani Usa almeno uno di questi sistemi sarebbe schierato in Europa contro l'imperialismo russo, Polonia e Romania sarebbero i paesi candidati a ospitarli, e probabilmente due nel Pacifico contro il socialimperialismo cinese.
Nel Pacifico intanto va avanti anche la cosiddetta “Iniziativa di deterrenza del Pacifico” del comando delle forze dell'imperialismo americano nella regione che ha avviato l'installazione di una rete di batterie di missili guidati lungo l’arco insulare e arcipelagico che guarda la Cina e parte dalla costa continentale est-asiatica, dalle isole Curili, a Nord del Giappone, passa per Taiwan e arriva alle Filippine e al Borneo.
McConville assicurava che le nuove armi erano già a uno stadio avanzato di sviluppo, "le stiamo costruendo in questo momento, mentre stiamo parlando", quasi pronte a fronteggiare i sistemi Avangard e Kinzhal russi, e il nuovo missile da crociera ipersonico Zirkon che ha recentemente superato una serie di test. La corsa al riarmo fra le principali potenze imperialiste accelera di pari passo con la crescita dello scontro economico e politico.

14 aprile 2021