Prato
1° Maggio di lotta e di protesta alla Texprint
Il PMLI in prima fila al fianco dei lavoratori in sciopero. Atteggiamento settario da parte dei responsabili del S.I.Cobas Prato-Firenze

Decine di lavoratori, attivisti sindacali, studenti e militanti di vari partiti e associazioni hanno preso parte al 1° Maggio di lotta e di protesta organizzato dal S.I.Cobas Prato-Firenze davanti ai cancelli della Texprint: la stamperia tessile situata nel Macrolotto 2 di Prato dove dal 18 gennaio i lavoratori sono in sciopero permanente e dal 12 febbraio picchettano l'ingresso del capannone per rivendicare l'applicazione del contratto nazionale, i diritti e le tutele sindacali e sanitarie.
Dopo il pranzo collettivo, alcune decine di manifestanti hanno inscenato un mini corteo tra i capannoni delle fabbriche adiacenti alla Texprint per denunciare ancora una volta che nel distretto industriale di Prato gli operai sono schiavizzati e costretti a lavorare per 365 giorni l'anno con turni di lavoro di 12 ore al giorno anche in occasione della Giornata internazionale dei lavoratori.
Nel corso della protesta alcuni lavoratori al grido di “1° Maggio tutto chiuso” hanno attaccato agli ingressi delle fabbriche aperte dei volantini con lo slogan "8ore x 5 giorni, Primo Maggio tutto chiuso". Alcuni accessi ai capannoni industriali sono stati recintati anche con il nastro bianco e rosso che si usa nei cantieri per delimitare le zone di pericolo.
Una protesta simbolica, ma anche un invito rivolto ai lavoratori che erano regolarmente al lavoro il 1° Maggio a unirsi nella lotta comune per difendere i propri diritti.
Alla manifestazione della mattina ha preso parte anche il compagno Franco Panzarella della Cellula “G.Stalin” di Prato del PMLI che ha offerto aiuto e supporto agli organizzatori della manifestazione, ha messo a disposizione i propri attrezzi e materiale e con la propria auto ha accompagnato alcuni lavoratori del presidio a prendere il cibo per il pranzo collettivo.
Nel corso della mattinata il compagno ha diffuso alcuni volantini con gli estratti dall’Editoriale di Andrea Cammilli, Responsabile della Commissione per il lavoro di massa del CC del PMLI, pubblicato su “Il Bolscevico” n.17/2021 e sul sito del Partito, e ha attaccato nei pressi del presidio permanente il manifesto del PMLI per il 1°Maggio e la pagina n.10 de Il Bolscevico n.17/2021 con la cronaca della manifestazione nazionale svoltasi il 24 aprile a Prato a sostegno della vertenza Texprint.
Presente anche una delegazione di compagni del PRC e i giovani del FGC.
Purtroppo il programma di svolgimento dell'iniziativa non veniva reso pubblico dai responsabili del S.I.Cobas Prato-Firenze, Luca Toscano e Sarah Caudiero. Diversi manifestanti, fra cui i militanti del PRC, nonostante le richieste, non sono stati informati dagli organizzatori che nel pomeriggio si sarebbe svolto il mini corteo di protesta in giro per le fabbriche aperte e sono stati isolati e praticamente “invitati” ad andare via all'inizio del pranzo collettivo. Un deleterio atteggiamento settario da parte dei responsabili del S.I.Cobas Prato-Firenze che tra l'altro hanno cercato ancora una volta di oscurare e censurare la presenza del PMLI coprendo con uno striscione il nostro manifesto e hanno permesso di prendere parte al mini corteo solo ai militanti di Potere al Popolo. Un atteggiamento che finisce oggettivamente per indebolire e sfilacciare il fronte unito per difendere i diritti e gli interessi del proletariato in lotta contro i padroni e contro il governo Draghi. Mentre il PMLI ribadisce la necessità di coniugare determinazione anticapitalistica e spirito unitario, secondo quanto invitava a fare il Documento del suo Comitato centrale “Contro il governo Draghi del capitalismo, della grande finanza e dell'Ue imperialista. Per il socialismo, il potere politico del proletariato e per difendere gli interessi del popolo”: “L'opposizione del PMLI al governo Draghi non potrà che essere netta, intransigente, senza esclusione di colpi, sconti e soste. Ma da sola non basta per rendere dura e difficile la vita a questo governo. Occorre costruire il più rapidamente possibile un largo fronte unito di tutte le forze politiche, sindacali, sociali, culturali, religiose antidraghiane.”
E per dar vita a questo largo fronte unito occorre cooperare, non dividersi.

5 maggio 2021