Napoli
Qualificata partecipazione dei lavoratori della manutenzione della Campania. Il PMLI sfila al fianco dei combattivi disoccupati di Scampia

Redazione di Napoli
Sabato 4 dicembre a Napoli migliaia di operai, precari, disoccupati, ma anche insegnanti e studenti, hanno partecipato alla manifestazione indetta dai sindacati di base, con una partecipazione rilevante dell’USB Campania e di spezzoni di Si Cobas, Potere al Popolo, PRC, PC, Carc, PMLI.
Dall’inizio in piazza del Gesù fino alla fine in piazza Trieste e Trento, è stata attivamente presente la Cellula “Vesuvio Rosso” di Napoli del PMLI, guidata dal compagno Andrea, con i manifestanti che hanno gradito la nostra partecipazione visti i diretti attestati di stima per il lavoro politico soprattutto al fianco dei lavoratori e le lavoratrici della manutenzione campana (ex “Bros”). I marxisti-leninisti partenopei hanno distribuito centinaia di volantini che recavano la parola d’ordine: “Diritto di manifestare senza divieti. Lavoro. Blocco dei licenziamenti, aumenti salariali, abrogare la legge Fornero, sicurezza sul lavoro. Sciopero generale, sciogliere Forza Nuova. Apriamo una grande discussione sul futuro dell’Italia. Uniamoci contro il capitalismo e il governo del banchiere massone Draghi per il socialismo e il potere politico del proletariato”. La bandiera rossa del Partito ha sventolato per tutto il corteo al fianco dei combattivi disoccupati di Scampia il cui leader, da tempo conosciuto dai nostri compagni, ci ha salutati e abbracciati; così è successo per il combattivo spezzone degli operai ed operaie della manutenzione integrata delle strade provinciali della Campania in lotta per essere finalmente assunti a tempo indeterminato all’interno della Regione, senza alcuna ulteriore proroga da parte della giunta De Luca.
Forte la rappresentanza dell’USB Campania che ha criticato duramente i sindacati confederali che “prima annunciano gli scioperi generali e poi si rifugiano nella concertazione”, criticando aspramente il governo Draghi e i ministri Giorgetti e Orlando, incapaci su sviluppo e lavoro di dare un effettivo impulso sia al blocco dei licenziamenti, sia a salvare le fabbriche storiche come la Whirlpool di Napoli. Concordiamo con quanto dichiarato dai sindacati di base, ossia che il “governo Draghi fin dalla sua nascita non ha fatto altro che aumentare le diseguaglianze, attaccare i lavoratori e i settori più deboli del Paese, a difesa delle grandi imprese e delle rendite finanziarie”.

8 dicembre 2021