Forza nuova
Fiore e Castellino indagati per terrorismo
La magistratura si è mossa, Draghi no: non vuole mettere fuori legge Forza nuova e gli altri gruppi fascisti

Roberto Fiore e Giuliano Castellino, rispettivamente leader nazionale e romano di Forza Nuova, attualmente in carcere insieme all'ex Nar Luigi Aronica con l'accusa di devastazione, saccheggio, resistenza a pubblico ufficiale e violenze, per aver organizzato l'assalto squadristico alla sede della Cgil del 9 ottobre scorso a Roma, sono indagati anche per "addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale" in ordine a sei inchieste che coinvolgono altrettante procure coordinate dalla Direzione nazionale antimafia (Dna). Insieme ad altri esponenti pugliesi di FN sono accusati di aver messo in atto Un piano occulto per dare vita a un nuovo organismo di matrice politico-eversiva, “che comprende ma non si esaurisce in Forza Nuova”, in cui si mettono insieme “un movimento storicamente organizzato e politicamente attivo, in grado di avere strutture, personale e risorse finanziarie, come appunto Forza Nuova”, e aggregazioni “politicamente molto meno o per niente orientate, come la galassia No Vax”.
La notizia è stata data il 15 dicembre dal quotidiano La Repubblica , che già un mese prima aveva anticipato la notizia delle indagini sul piano eversivo di Forza Nuova. L'inchiesta prende infatti le mosse alcuni mesi prima dell'assalto alla sede nazionale della Cgil, e precisamente da un'indagine della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Bari, coordinata dal procuratore Roberto Rossi, sull'attività criminosa di quattro esponenti pugliesi di FN: Roberto Falco e sua cugina Beatrice Falco, di Bari, Adriano Dagnello, di Brindisi, e Domenico Carlucci di Foggia, tutti accusati insieme a Fiore e Castellino di “addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale” (articolo 270 quinquies del codice penale).
 

L'inchiesta partita dalla Dda di Bari
L'indagine su Falco, il cui fratello Angelo era già noto ai magistrati facendo parte di una banda che assaltava furgoni portavalori e considerato vicino ai clan baresi, era partita già al tempo dei primi lockdown decisi dal precedente governo nel 2020. In quell'occasione Falco si era messo in mostra accreditandosi come leader di ristoratori e negozianti che si opponevano alle chiusure, in particolare creando il 25 marzo di quell'anno un gruppo social che, secondo i magistrati, “facendo leva sulla situazione di difficoltà economica e occupazionale, acuita dalle misure per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19, inneggiano palesemente alla rivoluzione, al disordine sociale, alla necessità di saccheggiare i supermercati e organizzare manifestazioni, anche violente, contro il governo italiano e i suoi rappresentanti”.
Falco compariva infatti in piazza accanto ai ristoratori, aizzava i suoi follower sui social con interventi video e animava le chat negazioniste. Compariva anche accanto al generale Antonio Pappalardo nelle manifestazioni dei gilet arancioni. E' grazie a questa sua attività che viene notato e arruolato da FN come segretario provinciale di Bari ed entra in contatto personale con Fiore e Castellino, tanto che i tre si sento quasi ogni giorno nell'ultimo anno.
I due caporioni fascisti già nell'estate 2020 cercavano sui social elementi da ingaggiare, individuando i più esagitati e mettendoli alla prova al fine di reclutarli, dedicando particolare attenzione a chi asseriva di avere familiarità con le armi. Non per nulla negli ultimi due mesi gli investigatori hanno sequestrato diverse armi tra Torino, Milano, in Emilia Romagna e Bari, tra cui pistole, balestre, taniche di acido, coltelli. La guardia di finanza sta indagando inoltre sui finanziamenti per sostenere le spese legali degli arrestati e indagati forzanovisti e per sostenere le centinaia di querele per abuso di potere contro i governi Conte e Draghi. Compresi i flussi di denaro che hanno permesso di organizzare alcune manifestazioni, tra cui quella del 9 ottobre culminata con l'assalto alla sede nazionale della Cgil, a cui avevano partecipato anche Falco e i suoi camerati pugliesi.
 

Silenzio intollerabile di Draghi
L'inchiesta delle sei procure coordinate dalla Direzione nazionale antimafia conferma perciò in maniera lampante l'esistenza del piano criminoso ed eversivo dei fascisti di FN mirante ad infiltrarsi nel movimento no vax e no green pass (che esortiamo a prenderne coscienza ed espellerli dalle sue file), camuffandosi al suo interno per cercare di prenderne la direzione e strumentalizzarlo ai propri fini politici. In particolare per deviare una protesta popolare che nasce da fondate ragioni verso azioni di stampo squadristico, sull'esempio delle squadracce mussoliniane, come l'assalto e la devastazione della sede della Cgil a Roma, e più in generale per tirare la volata alla destra fascista istituzionale, come la Lega e FdI degli aspiranti duce d'Italia Salvini e Meloni.
La magistratura insomma ha già fatto abbastanza per confermare che Forza Nuova ha tutte le caratteristiche definite dalla legge Scelba per essere sciolta e messa fuori legge, e ciò rende ancor più intollerabile il silenzio di Draghi, che all'indomani dell'assalto squadrista alla Cgil si era rifiutato di sciogliere immediatamente FN mediante decreto del governo, come la legge gli avrebbe senz'altro consentito in casi di particolare necessità e urgenza, accampando appunto la scusa di attendere prima un'iniziativa della magistratura.
Un silenzio sempre più assordante, come ha rilevato anche il presidente dell'Anpi, Gianfranco Pagliarulo dopo aver appreso degli sviluppi delle indagini rivelati da La Repubblica , in un comunicato in cui sottolinea che “l'indagine conferma e avvalora la richiesta di scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste, a cominciare da Forza Nuova”, come da tempo e più volte chiesto dall'Anpi e da un larghissimo fronte di organizzazioni sociali e politiche. Augurandosi “la massima accelerazione delle indagini e del conseguente giudizio”, Pagliarulo auspica “da parte del Governo l'assunzione di provvedimenti che sventino una volta per tutte i pericoli di eversione nera che da tempo minacciano il nostro Paese”.
 

Draghi firmi il decreto o vada a casa
Invece Draghi continua a fare il pesce in barile, grazie anche, va detto, alla vergognosa copertura delle risoluzioni compiacenti votate il 20 e 21 ottobre dalla destra e dalla “sinistra” parlamentare che lo impegnano solo a “valutare le modalità” per dare attuazione al dettato costituzionale, cioè lasciando la questione alla sua esclusiva discrezione. Mentre intanto, ringalluzziti dalla sua indifferenza, gli squadristi di FN, CasaPound, Lealtà Azione e degli altri gruppi fascisti, nazisti, xenofobi e razzisti continuano a imperversare impuniti nelle piazze e negli stadi, intensificando anche le minacce e gli insulti via social a personalità antifasciste, come il giornalista Paolo Berizzi, a cui va tutta la solidarietà de Il Bolscevico e del PMLI, che dal 2019 è costretto a vivere sotto scorta per le sue puntuali e approfondite inchieste su tali gruppi.
E, cosa ancor peggiore, nemmeno le incriminazioni a carico di FN e la recente inchiesta televisiva di Fanpage che dimostra i legami evidenti di FdI con FN e altri gruppi neofascisti sembrano aver scoraggiato i rappresentanti dei partiti della “sinistra” borghese e delle istituzioni, da Letta a Conte, da Renzi alla Guardasigilli Cartabia, dal fare la fila per andare ad omaggiare la fascista Meloni alla festa di Atreju, regalando a lei e al suo partito erede di quello di Mussolini una patente di rispettabilità e affidabilità costituzionale. Partito a cui fra l'altro è stato permesso impunemente di presentare in parlamento una risoluzione per mettere fuori legge il PMLI, per non parlare del disegno di legge presentato dal suo senatore Edmondo Cirielli mirante a sciogliere tutti i partiti con la falce e martello e perseguire a norma di codice penale i loro dirigenti e militanti. Tutti segnali evidenti che i fascisti, tanto in camicia nera che in doppiopetto, si sentono più che sicuri e protetti sotto l'ombrello del banchiere massone, al quale non interessa minimamente la difesa dell'antifascismo e della Costituzione, peraltro ormai già fatta a brandelli dal regime neofascista imperante, ma solo degli interessi della borghesia capitalistica, finanziaria e massonica che lo ha installato a palazzo Chigi.
Adesso non ci sono più scuse: Draghi firmi subito il decreto per sciogliere Forza Nuova e gli altri gruppi neofascisti e neonazisti, altrimenti vada a casa! Fratelli d'Italia di Mussolini e l'aspirante duce d'Italia Meloni stiano certi che un nuovo 25 Aprile li spazzerà via!

22 dicembre 2021