Scuderi: “La battaglia dei lavoratori della Gkn è un modello avanzato di conduzione delle lotte sindacali”

 
Le nuove generazioni del proletariato italiano sono oggettivamente anticapitaliste, per natura, per la collocazione nella produzione, per l’esperienza nelle fabbriche e per come sono trattate dai padroni. Ma non hanno ancora maturato una coscienza e un comportamento rivoluzionario anticapitalista, mancando loro la cultura marxista-leninista-pensiero di Mao e la conoscenza della proposta e della linea del PMLI, e poiché sono subissate dalla propaganda borghese riformista. È come se il proletariato dei nostri tempi vivesse in una condizione pre-marxista, cioè prima di aver maturato la coscienza di essere una classe per sé, una classe generale che ha il compito di liberarsi dalle catene del capitalismo, della dittatura borghese e di conquistare il potere politico. Tuttavia, nelle recenti battaglie sindacali, in particolare in quella della GKN, sono emersi dei germi spontanei di questa coscienza di classe che, se saputi coltivare dai marxisti-leninisti, possono diventare coscienti e stabili e svilupparsi fino a generalizzarsi a catena in altre fabbriche.
In questo quadro la battaglia della GKN ha un valore politico e sindacale nazionale di fondamentale importanza e pertanto dobbiamo continuare a sostenere con tutte le nostre forze, a costo di qualsiasi sacrificio. Essa è decisiva per bloccare i licenziamenti non solo in quella fabbrica e per lo sviluppo della lotta sindacale in tutto il Paese. Perché esprime di fatto un modello avanzato di conduzione delle lotte sindacali. Infatti mai negli ultimi decenni si è vista una battaglia sindacale guidata da un Collettivo dei lavoratori della fabbrica, il cui motto non a caso è Insorgiamo!, che pratica la democrazia diretta, che valorizza pienamente l’Assemblea generale, che coinvolge la Fiom, la CGIL e altri sindacati, associazioni importanti come l’Anpi e del mondo cattolico, movimenti, intellettuali, cantanti, istituzioni locali, provinciali e regionali, che smuove persino il cardinale Betori di Firenze, che riesce a promuovere sui licenziamenti scioperi e manifestazioni di massa locali e nazionali, che apre e coinvolge i partiti senza discriminazioni a sinistra, se si pensa che ancora adesso, dopo due mesi dall’inizio della battaglia, tra le bandiere sindacali esposte davanti la fabbrica sventola quella del PMLI. Comunque finirà questa storica battaglia, che naturalmente noi auspichiamo vittoriosa, è certo che lascerà un segno profondo nella lotta di classe e sarà per sempre fonte di ispirazione per le lavoratrici e i lavoratori che non vogliono essere schiavi del capitalismo.
 
(Brano tratto dal Discorso di Giovanni Scuderi, a nome del CC del PMLI, per il 45° Anniversario della scomparsa di Mao dal titolo: Applichiamo gli insegnamenti di Mao sul revisionismo e sulla lotta di classe per il socialismo. Vedi http://www.pmli.it/articoli/2021/20210915_DiscorsoScuderiComm45Mao.html o il n.32/2021 de “Il Bolscevico”)

12 gennaio 2022