Trump indagato per spionaggio e per aver sottratto documenti riservati
L'FBI perquisisce la villa dell'ex presidente Usa in Florida

 
Con in mano il mandato di perquisizione firmato il 5 agosto dal giudice federale Bruce Reinhart gli agenti della polizia federale hanno perquisito la villa dell'ex presidente Donald Trump a Mar-a-Lago in Florida e sequestrato 11 faldoni di documenti, molti dei quali contrassegnati con le sigle che indicano i più alti livelli di segretezza del governo americano, e 20 scatole di oggetti. L'intervento dell'FBI era dovuto all'inchiesta giudiziaria avviata da tempo dal Dipartimento di Giustizia americano contro Trump per diversi reati, dalla violazione dell'Espionage Act, la legge antispionaggio, alla illecita rimozione di documenti governativi, alla distruzione o occultamento di documenti riservati e infine all'ostruzione di indagine.
Solo nel gennaio scorso, a ben un anno di distanza dalla fine del suo mandato che ancora definisce frutto di brogli elettorali, Trump aveva restituito una quindicina di casse di documenti portati via dalla Casa Bianca invece di consegnarli agli archivi nazionali; fra il materiale restituito vi erano 184 documenti classificati, di cui 25 top secret sulla difesa nazionale, 92 segretati e 67 col codice di "confidenziali" tenuti mescolati con giornali e riviste nella villa di Mar-a-Lago, un luogo non autorizzato e non sicuro secondo il Dipartimento di Giustizia che disponeva l'irruzione degli agenti federali.
L'ex presidente si difendeva sostenendo che erano documenti declassificati e che l'inchiesta altro non era che un attacco politico per ostacolare la sua rincorsa alla certa vittoria elettorale nelle elezioni parziali di novembre e nelle prossime presidenziali.
Il contenuto delle casse consegnate a gennaio e dei faldoni sequestrati a agosto dagli agenti federali è stato reso noto a fine agosto quando il giudice del tribunale federale della Florida ha desecretato gli atti, d'intesa tra il dipartimento di Giustizia e i legali di Donald Trump. La presenza di documenti riservati nella casa privata dell'ex presidente gli valgono l'accusa di spionaggio e di sottrazione di documenti segreti. Reati gravi che potrebbero costargli anni di carcere, se venisse provata una sua diretta responsabilità, ma in caso contrario potrebbe anche cavarsela con una sanzione finanziaria e farla franca come finora nella vicenda dell'assalto del 6 gennaio 2021 dei suoi sostenitori al parlamento per bloccare la proclamazione della vittoria di Biden. Trump come se nulla fosse tira dritto per la sua campagna elettorale, senza dimenticare gli amici come nel caso del leader del M5S Giuseppe Conte, definito in un colloquio con un giornalista italiano tenuto il 5 settembre durante una iniziativa per la raccolta di fondi elettorali nel New Jersey, "il mio ragazzo", "Giuseppe, sì, Giuseppe. Ho lavorato bene con lui, spero che faccia bene. Conte è davvero una gran brava persona".

7 settembre 2022