In provincia di Reggio Calabria la diserzione dalle urne vola al 51,1%
11,9 punti in più del 2018. L’astensionismo è il primo “partito”. Delegittimati il parlamento e i partiti del regime capitalista e neofascista

Dal corrispondente dell’Organizzazione della provincia di Reggio Calabria del PMLI
In provincia di Reggio Calabria le elezioni politiche del 25 settembre hanno confermato il trionfo dell’astensionismo, di gran lunga primo “partito”. Il 51,1% (+11,9% rispetto al 2018) degli elettori ha deciso spontaneamente di disertare le urne senza contare le schede nulle e bianche che fanno volare l’astensione complessiva al 53%, in linea col dato regionale ma di 14 punti superiore a quello nazionale.
Nel dettaglio, Staiti è stato il comune con la più alta percentuale di diserzione (70%). All’opposto troviamo Lagandi con il 31,6% mentre a Reggio Calabria il 47,5% degli elettori ha disertato le urne facendo registrare così un incremento del 10,2% rispetto il 2018. Un dato importante e tutt’altro che scontato, la dimostrazione che gli elettori di destra, compresi i fascisti vecchi e nuovi, sono in netta minoranza rispetto alle masse anticapitaliste e antifasciste di sinistra presenti in città.
Nessuna sostanziale differenza tra Camera e Senato, siamo di fronte a un risultato storico e senza precedenti che delegittima pesantemente il parlamento e i partiti del regime capitalista e neofascista.
 

I risultati dei partiti borghesi
Anche a Reggio e provincia la vittoria della destra sulla “sinistra” borghese, frantumata in tanti partiti in guerra tra loro, era un risultato abbastanza scontato.
Se complessivamente la vittoria della coalizione di “centro-destra” su quella di “centro-sinistra” appare abbastanza netta, diverso è il discorso sui voti ottenuti dai partiti singolarmente analizzati sull’intero corpo elettorale.
Alla Camera nel collegio di Reggio Calabria, Fratelli d’Italia della ducetta Meloni con 30.231 voti ottiene solo il 10,2% con un incremento del 6,9% rispetto alle elezioni precedenti ma non è di certo il “primo partito” come vogliono far credere i media del regime neofascista, le cui analisi post-voto sono basate come al solito sui soli voti validi. Il primo “partito” è invece l’astensionismo che supera abbondantemente il 50% sul corpo elettorale.
A seguire troviamo il M5S con il 20,4% dei votanti ma il 9,6% degli elettori. Nonostante il suo leader Giuseppe Conte voglia a tutti i costi l’egemonia della “sinistra” borghese, in realtà si tratta di un vero e proprio flop elettorale per il Movimento, altro che successo a doppia cifra! Rispetto al 2018 i Cinquestelle perdono l’11,8% sul corpo elettorale e il 16,2% sui voti validi.
Forza Italia, che a Reggio Calabria è sempre stato uno dei partiti più votati si colloca, in calo) invece al terzo posto (19,4% dei voti validi, 9,1% del corpo elettorale).
Il PD, con l'8,1%, invece perde sul corpo elettorale (-0,2%) ma guadagna il 2% sui voti validi, raggiungendo il 17,2%.
Netta sconfitta della Lega, il partito di Salvini viene votato solo dal 2,2% del corpo elettorale (4,7% dei voti validi).
Male il “terzo polo” costituito da Azione e Italia Viva di Calenda e Renzi, insieme raccattano solo 2,1% degli elettori, il 4,4% dei voti validi.
Un discorso a parte meritano Unione Popolare guidata dal narcisista Luigi De Magistris e Italia Sovrana e Popolare dell’imbroglione trotzkista Marco Rizzo, che nelle sue file ha imbarcato anime “rosso-brune” e No vax, apparentemente collocati a sinistra del PD. Entrambi non riescono a raggiungere nemmeno l’1% degli elettori. Due risultati che hanno fatto il gioco della borghesia, nulla più. Riflettano i sinceri comunisti che nel tentativo di assicurare una comoda poltrona in parlamento ai loro leader sono stati risucchiati nel pantano delle loro liste. Non si può arrivare al socialismo seguendo la via elettorale e parlamentare. Il capitalismo può essere distrutto solo per mezzo della rivoluzione socialista, solo seguendo la via dell’Ottobre.
 

I candidati eletti
Con la riforma incostituzionale che ha tagliato il numero dei parlamentari e ridotto ulteriormente gli spazi della democrazia borghese, la Calabria elegge per la prima volta 19 rappresentanti, 13 deputati e 6 senatori, 11 in meno rispetto alle precedenti politiche. A Reggio Calabria e provincia i parlamentari eletti sono tre: 2 se li aggiudica il “centro-destra”, uno il “centro-sinistra”.
Alla Camera nel collegio 5 di Reggio Calabria per il “centro-destra” viene eletto Francesco Cannizzaro, ex assessore nel comune di Santo Stefano in Aspromonte ed eletto per la prima volta deputato nel 2018. Ottiene il 47,6% dei voti validi, e solo il 22,7% del corpo elettorale.
Gli intrallazzi, politici e non, di Cannizzaro (per gli amici “Ciccio”) in provincia di Reggio Calabria meriterebbero un articolo a parte. Lambito da varie inchieste per aver avuto rapporti con soggetti malavitosi, pur di raccattare voti a destra e a manca è riuscito a sistemare amici e parenti anche in ruoli importanti; non a caso la cugina Giusy Princi è vice presidente della Regione Calabria. Per non parlare poi dell’ex assessora ai Lavori pubblici Domenica Catalfamo (sempre sua parente) anche lei finita sotto indagine da parte della Dda di Reggio Calabria, salvo poi essere scagionata. L'accusa era di aver permesso a Cannizzaro di ottenere dei finanziamenti dall’appalto Gallico-Gambarie. Una strada a “scorrimento veloce” che una volta finita collegherà il mare alla montagna in pochi minuti.
Al Senato sempre per il “centro-destra”, in quota Lega, viene eletta la reggina Clotilde Minasi. Nel collegio Calabria 2 ottiene il 44,7% sui voti validi solo il 21,2% sul corpo elettorale. Da sempre amica del fascista condannato Giuseppe Scopelliti, all’epoca in cui era capogruppo della Lega in consiglio regionale, ha assunto diversi fedelissimi di “Peppuccio” tra i quali Massimo Pascale, segretario storico dell’ex sindaco di Reggio.
Chiude il terzetto il chiacchierato Nicola Irto eletto senatore nelle file del PD grazie ai voti presi dall’intera coalizione di “centro-sinistra” a discapito dei Cinquestelle. Su Irto aleggiano parecchie ombre. Entrato in consiglio regionale nel 2014 per volere di Mario Oliverio “Palla palla”, l’anno successivo viene eletto presidente del Consiglio regionale della Calabria, incarico che ricoprirà fino al 25 marzo del 2020. Lo stesso anno viene rieletto consigliere regionale sempre nel PD ottenendo il boom delle preferenze 12.568, si ipotizza grazie al sostegno dalla ‘ndrangheta reggina. Dal 21 gennaio 2022 è segretario regionale del Partito Democratico della Calabria.
 

Lottiamo per il socialismo e per il potere politico del proletariato
Alla luce della dilagante vittoria astensionista in provincia di Reggio Calabria, possiamo concludere dicendo che si è rivelata del tutto inutile la propaganda dei candidati borghesi sul “diritto di voto” per cercare di recuperare consensi e il terreno perso dopo anni di illusioni e fallimenti. Purtroppo per loro non c’è stato nulla da fare, la maggioranza dell’elettorato li ha puniti in maniera esemplare astenendosi.
Non è assolutamente vero che “votare è sempre una festa” o è addirittura “il momento più alto della democrazia”, come affermato dai vari leader politici calabresi in campagna elettorale. Il voto è piuttosto un espediente per tenere le masse ingabbiate nell’elettoralismo e nel parlamentarismo borghesi e a renderle sempre più schiave nel capitalismo che prima o poi verrà definitivamente seppellito dal socialismo e dal potere politico del proletariato.
Adesso tocca a noi marxisti-leninisti qualificare l’astensionismo di sinistra come un voto cosciente dato al PMLI e al socialismo, invitando allo stesso tempo le masse astensioniste a creare in ogni quartiere di ogni città le Assemblee e i Comitati popolati basati sulla democrazia diretta e la parità di genere.
È altresì urgente e quanto mai necessario aprire con tutte le forze anticapitaliste, a partire da quelle con la bandiera rossa, una grande discussione pubblica sul futuro dell’Italia, per elaborare un progetto comune per una nuova società socialista.
Nell’immediato uniamoci facendo affidamento sulla lotta di classe e di piazza, al di fuori delle corrotte e irriformabili istituzioni rappresentative borghesi, contro il nuovo governo nazionale che andrà a insediarsi, guidato dalla fascista Meloni e contro l’Ue imperialista.
Viva la schiacciante e storica vittoria dell’astensionismo in provincia di Reggio Calabria!
Qualifichiamo l’astensionismo di sinistra come un voto dato al PMLI e al socialismo!
Creiamo le istituzioni rappresentative delle masse fautrici del socialismo!
Uniamoci contro il governo neofascista Meloni!
Contro il capitalismo, per il socialismo e il potere politico del proletariato!

5 ottobre 2022