Criminali bombardamenti missilistici russi contro la popolazione e le infrastrutture energetiche
Zelensky: “Non ci sarà vera pace senza il ripristino dell'integrità territoriale ucraina e la cessazione dell'aggressione russa”
Inaccettabili pressioni e ingerenze perché l'Ucraina rinunci a sovranità e territori

 
“Quando l'Ucraina offre una formula di pace, è davvero una formula di pace non solo per noi, ma per il mondo. Quando la minaccia è complessa, la risposta deve essere complessa. Un semplice cessate il fuoco non risolverà nulla”. Lo ha detto il 17 novembre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il suo intervento al Bloomberg New Economy Forum. “Dobbiamo ripristinare la pace, in modo affidabile, a lungo termine. Non ripristini la stabilità semplicemente mitigando le crisi provocate dalla Russia. Ogni minaccia deve essere completamente smantellata”, ha aggiunto Zelensky. "La guerra con la Russia può finire anche prima della liberazione totale dei territori ucraini occupati". Lo ha detto il 18 novembre il consigliere presidenziale ucraino Mykhail Podoplyak, secondo il quale, se l'esercito russo perde una grande città, ad esempio Lugansk, che è stata occupata per otto anni ed è anche un simbolo per Mosca, ciò porterà a processi irreversibili tra l'élite politica della Federazione Russa e della società: “E in questo modo, la guerra può finire anche prima di liberare tutti i territori occupati con mezzi militari. Perché se sarà liberata una grande città, la Russia avrà perso la guerra”.
"Qualsiasi teoria del complotto sulla resa ucraina o sui negoziati segreti dell'Occidente con Putin non tiene conto di 'piccoli dettagli': gli ucraini. Simili accordi non possono essere attuati. L'Ucraina non si inginocchierà davanti ai russi. Non è una questione di politica. È una questione della nostra esistenza". Lo ha scritto il 19 novembre il consigliere del presidente ucraino Zelensky, Mykhailo Podolyak, su Twitter. Sempre nello stesso giorno Zelensky, in un discorso trasmesso all'Halifax International Security Forum in Canada affermava che: “La Russia sta ora cercando una breve tregua, una tregua per recuperare le forze. Qualcuno potrebbe chiamarla la fine della guerra, ma una tale tregua non farà che peggiorare la situazione… Una pace veramente reale, duratura e onesta può essere solo il risultato della completa demolizione dell'aggressione russa", chiedendo nuove sanzioni occidentali contro la Russia in risposta al massiccio incremento degli attacchi missilistici contro l'Ucraina. "È necessario un nuovo pacchetto di sanzioni europee", ha detto ancora Zelensky in un videomessaggio rivolto agli studenti.
 
Ancora criminali bombardamenti missilistici russi
Mentre da una parte le truppe di invasione russe si ritiravano di circa 15-20 km dalle linee attrezzate sulla riva sinistra del fiume Dnipro, a Kherson, dirigendosi verso l'entroterra per proteggersi dai bombardamenti delle forze armate dell'Ucraina, e le autorità filorusse della stessa regione annunciavano il ritiro delle forze di Mosca da Nova Kakhovka, città portuale sulla sponda orientale del Dnipro e sede di un'importante centrale idroelettrica, nel pomeriggio del 15 novembre, l’armata neonazista di Mosca effettuava una selva di attacchi missilistici a lungo raggio, principalmente contro obiettivi di infrastrutture energetiche in tutta l'Ucraina. Il maggior numero di attacchi che la Russia ha condotto in un solo giorno dalla prima settimana dell'invasione. Due dei missili della difesa lanciati dall'Ucraina sono caduti su Przewodow, un paese polacco vicino alla frontiera ucraina, causando la morte di due operai di una impresa agricola.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, non trovava di meglio che annunciare che la Russia continua a perseguire i suoi obiettivi nell'operazione militare in Ucraina perché Kiev "rifiuta i negoziati". E sui nuovi criminali bombardamenti aggiungeva: “Stiamo parlando di quelle strutture infrastrutturali che direttamente o indirettamente sono collegate al potenziale militare dell'Ucraina e del regime ucraino ..., queste sono tutte le conseguenze del rifiuto della parte ucraina a risolvere il problema, ad avviare negoziati”. La Russia non intende rinunciare ai territori in Ucraina recentemente annessi al suo territorio, rincarava il vice ministro degli Esteri Serghei Ryabkov in un'intervista televisiva ripresa dall'agenzia Tass. “Siamo incrollabili nella nostra posizione che prevede certamente la nostra integrità territoriale con tutti i territori ammessi recentemente”, ha detto Ryabkov.
Nel nuovo attacco missilistico su vasta scala contro l'Ucraina oltre a Kiev, sono state colpite le città di Kryvyi Rih e Poltava, e la regione di Cherkassy. La contraerea ucraina è entrata in azione anche a Kovel, Chernihiv e Vinnitsa. Colpita anche Leopoli. Attacchi russi sono stati segnalati anche su Kharkiv. Due attacchi missilistici su Zhytomyr hanno colpito l'infrastruttura energetica, lasciando la città senza elettricità. Anche a Rivne alcune parti della città sono rimaste senza energia elettrica in seguito all'attacco a una infrastruttura critica. Mentre continuavano a cadere i missili sull'Ucraina, in particolare verso la regione di Kiev e l'occidente, si registrava nella capitale la prima vittima del violento attacco sferzato dalla Russia nel pomeriggio. Metà della città è rimasta senza energia elettrica.
"Quello effettuato oggi dalla Russia corrisponde al più grande bombardamento del sistema energetico ucraino dall'inizio della guerra" ha affermato il ministro dell'Energia ucraino Herman Galushchenko, secondo il quale, questo attacco può colpire non solo il sistema energetico dell'Ucraina ma anche i sistemi energetici di alcuni paesi vicini. La difesa aerea ucraina è riuscita ad abbattere 70 dei 90 missili lanciati dalla Russia, ma almeno 15 infrastrutture energetiche sono state danneggiate. Lo riferiva il vice-capo dell'ufficio presidenziale ucraino, aggiungendo che, a causa degli attacchi, oltre 7 milioni di persone si trovano senza elettricità.
Il 17 novembre dal cielo cade la neve e continuano a cadere le bombe russe. Colpite Kiev, Odessa Dnipro e Zaporizhzhia dove un palazzo civile è stato centrato in pieno, 7 le vittime. Ma la preoccupazione è anche per il grande freddo in arrivo. La prima nevicata della stagione a Kiev e l'avvicinarsi dell'inverno incideranno sulle operazioni della guerra, così come sulla vita dei civili, dati i ripetuti raid di Mosca sulla rete energetica ucraina. "In questo momento sono oltre dieci milioni gli ucraini senza elettricità", lo ha annunciato nel suo messaggio serale il presidente Zelensky specificando che le interruzioni di energia coinvolgono principalmente la regione di Kiev. Gli unici segnali distensivi arrivavano da Ankara dove il presidente Erdogan ha confermato il rinnovo dell’accordo sul grano che viene così esteso per altri 120 giorni. Nell'attacco russo a Dnipro sono stati danneggiati 14 edifici a più piani e una struttura industriale, sono scoppiati due incendi e almeno 23 persone sono rimaste ferite.
"Il nemico continua a colpire infrastrutture critiche e abitazioni civili, violando il diritto umanitario internazionale, le leggi e le consuetudini di guerra. Sono stati colpiti con un missile infrastrutture civili a Zaporizhia". Lo ha scritto su Facebook lo stato maggiore delle forze armate dell'Ucraina, aggiungendo che le forze armate di Kiev hanno respinto con successo sei attacchi dei russi nel Donetsk e l'aviazione ucraina ha effettuato sette attacchi nelle aree di concentrazione del personale dell'esercito russo.  "I russi stanno concentrando i loro sforzi per frenare le azioni delle forze di difesa in determinate direzioni, allo stesso tempo stanno conducendo azioni offensive nelle direzioni Bakhmut, Avdiiv e Novopavliv", scrive lo stato maggiore. Le forze armate ucraine hanno respinto gli attacchi degli occupanti russi nelle aree di Bilogorivka, Zelenopil, Klishchiivka, Pervomaiskyi, Vodyanyi e Novomykhailivka della regione di Donetsk.
 
Inaccettabili pressioni e ingerenze sull’Ucraina
Intanto anche la "maggior parte" dei paesi dell’Asia-Pacifico condanna la guerra in Ucraina. "La maggior parte dei membri ha condannato la guerra in Ucraina e ha sottolineato che provoca immense sofferenze umane e aggrava le fragilità esistenti nell'economia globale", si legge nella conclusione rilasciata il 19 novembre alla chiusura del vertice dei 21 membri della Cooperazione economica Asia-Pacifico (Apec). Tuttavia inaccettabili pressioni si stanno moltiplicando non solo da parte russa e dei putiniani ma anche da certi settori dell'Occidente per costringere l'Ucraina a sedersi al tavolo dei negoziati rinunciando ai suoi sacrosanti diritti all'indipendenza e integrità territoriale. Del resto è chiaro che Putin vorrebbe che Kiev riconoscesse l'avvenuta illegale annessione delle province dell'est ma contemporaneamente ci sono forze nel mondo che pur di veder finita la guerra sarebbero favorevoli a veder rinunciare gli ucraini a parti di territorio. In questo senso occorre evidenziare la fermezza del presidente Zelensky riaffermata nel discorso del 19 novembre citato all’inizio.
I tentativi di settori occidentali di costringere l'Ucraina a sedersi al tavolo del negoziato sono "bizzarri" ed equivalgono a chiedere a Kiev di arrendersi: lo ha detto il 20 novembre il consigliere di Zelensky, Mikhailo Podolyak. "Quando hai l'iniziativa sul campo di battaglia, è un po' bizzarro ricevere proposte del tipo 'comunque, non ce la farai a fare tutto sul campo di battaglia, siediti al tavolo del negoziato'". "Ciò significa che il Paese che attacca, che recupera i suoi territori, deve arrendersi al Paese che sta perdendo". Podolyak insiste sul fatto che Mosca non ha fatto "alcuna proposta diretta" a Kiev in merito a questi negoziati e insiste per un cessate-il-fuoco che però sarebbe solo "un modo per guadagnare tempo". "La Russia non vuole negoziati: sta conducendo una campagna di comunicazione chiamata 'negoziati'. Nel frattempo, addestrerà la sua gente mobilitata, troverà armi aggiuntive" e “rafforzerà le sue posizioni". Una chiara risposta alle affermazioni americane dei giorni precedenti, non solo da parte del capo dello Stato maggiore congiunto Mark Milley, ma anche del consigliere alla Sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan, che avrebbe suggerito a Zelensky nel recente incontro a Kiev di mostrarsi aperto a possibili trattative, con “richieste realistiche e priorità” da portare a un tavolo con i russi, inclusa una “rivalutazione” dell’obiettivo di riguadagnare la Crimea.
 
 
Un quadro di morte e distruzione impressionanti
Le bombe russe continuano a cadere in Ucraina e le autorità di Kiev riferiscono di aver ritrovato oltre 700 corpi, di cui oltre il 90% di civili, nelle zone liberate nelle regioni di Kharkiv, Donetsk e Kherson. Dal 24 febbraio, data di inizio dell'invasione russa, in Ucraina sono stati uccisi 6.557 civili e altri 10.074 sono rimasti feriti. È quanto si legge nell'ultimo rapporto, aggiornato al 14 novembre, dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani. La maggior parte delle vittime, si legge nel rapporto, sono state causate da armi esplosive con effetti a vasto raggio. L'Alto commissariato ha avvertito che il bilancio reale potrebbe essere molto più pesante in quanto molte informazioni non sono ancora state verificate e non sono ancora giunti i dati da alcune aree dove sono in corso combattimenti.
Intanto a quasi 9 mesi dall'inizio del conflitto, con l'arrivo dell'inverno rischia di aggravarsi la situazione per oltre 6,2 milioni di sfollati interni ucraini rimasti senza beni di prima necessità ed elettricità. Tredici milioni di persone in tutta l'Ucraina non hanno accesso all'acqua pulita e hanno bisogno di assistenza igienico sanitaria, una famiglia su 3 soffre di insicurezza alimentare, 18 milioni dipendono dagli aiuti umanitari. Lo afferma in una nota Oxfam, che con 23 organizzazioni e partner locali risponde all'emergenza in Ucraina, Polonia, Moldavia e Romania dove ha già soccorso oltre 610 mila persone con la distribuzione di beni di prima necessità come acqua pulita, cibo, kit igienico-sanitari e rifugi, sostegno per trovare un alloggio o un lavoro, assistenza psicologica e legale ai rifugiati a rischio di tratta e sfruttamento. "Stiamo intervenendo per far fronte ai bisogni di una popolazione sempre più stremata dalla prosecuzione del conflitto", dice Paolo Pezzati, policy advisor di Oxfam per l'emergenza Ucraina. Dall'inizio del conflitto, quasi 14 milioni di persone, un terzo della popolazione ucraina, sono state costrette a lasciare le proprie case e per il 90% sono donne, bambini, anziani o persone con disabilità. In più di 7 milioni sono fuggiti in Polonia, Romania e Moldavia o sono transitati verso altre destinazioni in Europa. Mentre dall'inizio dell'invasione russa 433 bambini ucraini hanno perso la vita e più di 837 sono rimasti feriti a causa dei bombardamenti russi. Lo rende noto l' Ufficio del Procuratore Generale di Kiev, come riporta Ukrinform.
Le forze armate ucraine hanno annunciato di aver ucciso più di 700 soldati russi nei combattimenti registrati nel corso della giornata del 14 novembre ed altri 420 il 19 e hanno portato ad oltre 83mila il numero totale dei soldati russi uccisi dall'inizio dell'invasione. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di 83.880 uomini, 2.885 carri armati, 5.815 mezzi corazzati, 1.867 sistemi d'artiglieria, 393 lanciarazzi multipli, 209 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 278 aerei, 261 elicotteri, 4.368 autoveicoli, 16 unità navali e 1.536 droni.
Il 16 novembre l'esercito ucraino ha liberato il villaggio di Makiyivka, nella regione di Lugansk. Lo annunciava il ministero della Difesa ucraino mostrando un video dell'insediamento liberato. “Il villaggio di Makiyivka, nella regione di Lugansk, è sotto il controllo dell'Ucraina! Non una sola casa sopravvissuta, distruzione e morte sono le conseguenze della 'pace russa' che ha regnato qui per 8 mesi”, si leggeva in un messaggio su Facebook.
Circa 3 milioni di ettari di foreste sono state distrutte in Ucraina a causa dell'aggressione armata russa. Ad affermarlo è stato il 18 novembre il presidente ucraino Zelensky nel suo video-discorso alla comunità universitaria irlandese. "La Russia che presumibilmente afferma di proteggere l'ambiente naturale, ha già però distrutto quasi tre milioni di ettari di foreste nel nostro Paese con la sua aggressione! Le foreste sono bruciate a causa dei bombardamenti - ha affermato Zelensky -. E questo è solo uno dei migliaia di crimini commessi dalla Russia contro l'ambiente".

23 novembre 2022