Grave provocazione del nuovo zar Putin
Manovre dell'imperialismo russo nei cieli e nel mare Baltico

 
All'approssimarsi del primo anniversario dell'aggressione dell'esercito imperialista russo all'Ucraina scattata il 24 febbraio scorso, il nuovo zar Putin muove mezzi e uomini per una possibile nuova offensiva terrestre sul fronte sud, dove la sua armata è stata inchiodata in una guerra di posizione dall'eroica resistenza dell'esercito di Kyiv, ma ciò non gli impedisce di organizzare altre manovre militari nei cieli e nel mare Baltico. Col pretesto che l'imperialismo americano e a ruota quello europeo hanno aumentato gli aiuti militari all'Ucraina, l'imperialismo russo vuol mostrare i muscoli al mondo intero e alimenta nuove gravi provocazioni militari.
Per la prima volta negli ultimi 30 anni, la Russia ha iniziato a schierare nel Mar Baltico navi con a bordo armi nucleari tattiche, la stessa tipologia di missili che ha minacciato di lanciare sull'Ucraina, segnalavano il 14 febbraio i servizi norvegesi che controllano anche per conto della Nato i movimenti lungo la frontiera settentrionale dello schieramento dei paesi imperialisti dell'Ovest. I movimenti della Flotta del Nord russa sono sotto osservazione anche perché la parte fondamentale del potenziale nucleare russo sarebbe a bordo di navi di superficie e sottomarini che operano nella regione.
Sempre il 14 febbraio, mentre a Bruxelles era in corso la riunione dei ministri della Difesa dei paesi Nato cui partecipava il ministro ucraino Oleskii Reznikov per chiedere caccia e tempi più brevi nella consegna dei carri armati, due caccia F-35 olandesi intercettavano una formazione di aerei russi, un Ilyushin da ricognizione e spionaggio e due caccia Sukhoi 27, e li respingevano al limite dello spazio aereo della Polonia.
Le due provocazioni dell'imperialismo russo nella regione baltica seguivano di poco quelle sul fronte sud alla Moldavia, dove la mattina del 10 febbraio, denunciava il comandante in capo delle forze armate ucraine Valery Zaluzhny, due Kalibr, i missili da crociera russi di nuova generazione, lanciati dalle navi nel Mar Nero violavano lo spazio aereo moldavo nei distretti di Rybnytsky e Sorok, prossimi alla frontiera ucraina dove proseguivano per la loro missione. Non si è trattato certo di un errore di traiettoria nel percorso dei moderni e molto più precisi missili quanto di un pericoloso e minaccioso segnale dell'imperialismo russo al piccolo paese la cui presidente Maia Sandu ha ribadito anche dopo le recenti dimissioni della premier Natalia Gavrilitia di voler aderire alla Nato.


22 febbraio 2023