Volantino del Comitato provinciale di Firenze del PMLI
Quale pace?

Anche i marxisti-leninisti sono per la pace, ecco perché partecipano alle manifestazioni della pace con le proprie parole d’ordine. Ma occorre che il movimento per la pace si chiarisca al suo interno su quale pace cercare e con quale linea politica la si debba perseguire. Soprattutto occorre che esso non finisca, in nome della pace a tutti i costi, per fare il gioco di Putin con le posizioni ambiguamente “equidistanti” tra Putin e Zelensky.
Oggi da più parti si arriva all’assurdo di giustificare da una parte l’invasione russa dell’Ucraina come una “guerra difensiva”, e dall’altra di accusare la resistenza del governo, dell’esercito e del popolo del Paese invaso come la vera causa della prosecuzione di tale guerra, perché così vogliono Usa, Ue e Nato che usano l’Ucraina come pedina per piegare la Russia.
In questo momento e in questo teatro bellico non è l’imperialismo dell’Ovest a soffiare sui venti di guerra, bensì la Russia imperialista di Putin, con i bombardamenti indiscriminati contro obiettivi civili, i massacri e le deportazioni della popolazione ucraina, l’annessione illegale di suoi territori, la minaccia dell’uso di armi atomiche, la mobilitazione forzata di centinaia di migliaia di giovani russi per spedirli al fronte, e così via.
Non è l’Ucraina che minaccia l’esistenza della Russia, ma esattamente il contrario.
Anche noi siamo contro l’espansionismo della Nato, ma in questo momento c’è un aggredito e un aggressore, e bisogna scegliere da che parte stare, fino al ritiro dell’invasore e il pieno ripristino della libertà, la sovranità e l’integrità territoriale del paese aggredito. Anche noi siamo contro le armi per tenere fuori da questa guerra imperialista l’Italia, ma non possiamo non comprendere il diritto dell’Ucraina di chiedere e ricevere armi per difendersi dall’aggressione neozarista.
Affinché il movimento per la pace si liberi dall’infuenza della propaganda filoputiniana secondo noi deve fissare due punti fermi irrinunciabili: pretendere il ritiro delle truppe di Putin dall’Ucraina e sostenere Zelensky, perché in questo momento egli rappresenta la testa della resistenza dell’Ucraina contro l’invasore.
Inoltre non si può sostenere la tesi della pace qualsiasi, della pace a tutti i costi perché altrimenti Putin potrebbe usare l’arma nucleare. La pace dev’essere giusta e duratura, e perciò non può essere ottenuta sacrificando all’invasore pezzi di territorio ucraino cedendo al ricatto atomico, il che non farebbe che covare nuovi focolai di guerra sotto la cenere. In ogni caso nessuno può e deve sostituirsi al popolo ucraino nel decidere del proprio destino, e nulla può essere deciso alle sue spalle.
Per il PMLI la pace è possibile solo con la vittoria dell’Ucraina libera, indipendente, sovrana e integrale.

 

Partito marxista-leninista italiano
Comitato provinciale di Firenze
22 febbraio 2023