Con la visita dell'ambasciatore di Xi a Roma
Il socialimperialismo cinese tenta di riagganciare l'Italia alla “Nuova via della seta”

 
Lo scorso 17 febbraio Wang Yi, capo della commissione Esteri del Partito comunista cinese, ha visitato Roma nell'ambito di un viaggio europeo che lo ha portato anche in Germania, dove ha partecipato alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, in Francia, in Ungheria e infine in Russia, dove ha discusso con il presidente Putin della della cosiddetta proposta cinese di pace per il conflitto in Ucraina.
Wang Yi è stato solennemente ricevuto in Italia, con gli onori che normalmente spettano solo a un capo di Stato, dal presidente Sergio Mattarella, oltre che dal ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, mentre il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non lo ha incontrato.
Uno degli scopi del viaggio di Wang Yi in Europa è quello di riaffermare il ruolo di potenza economica sul vecchio continente e, segnatamente, quello di riavviare il progetto di “Nuova via della seta”, il progetto più ambizioso del socialimperialismo cinese voluto dal nuovo imperatore Xi, che vorrebbe i principali porti della penisola messi a disposizione per la penetrazione delle merci cinesi verso tutto il continente europeo.
Intervistato sia dall'Ansa sia dalla Rai, il diplomatico cinese ha sottolineato l’importanza che Italia e Cina rinnovino il memorandum d’intesa firmato nel marzo del 2019 dal governo Conte, un progetto fino ad oggi rimasto congelato in quanto il governo Draghi non seguì la stessa politica del suo predecessore Conte: “nel corso di questo nuovo anno – ha affermato Wang - i tempi per continuare a rafforzare gli incontri ai massimi livelli tra Italia e Cina sono ancor più maturi, sono fiducioso che questo promuoverà una nuova spinta per il progresso delle relazioni bilaterali”. “La Cina – ha poi proseguito - intende lavorare con l’Italia per mettere in pratica attivamente le intese raggiunte dai leader dei due Paesi, al fine di creare maggiore benessere per i popoli dei nostri due Paesi”.
Entro la fine di quest'anno il governo italiano guidato da Giorgia Meloni dovrebbe informare il governo cinese se intende dar seguito agli accordi del 2020 o se non voglia dar seguito - come dichiarato pubblicamente in più occasioni dalla stessa Meloni - al memorandum d’intesa sulla “Nuova via della seta”, che altrimenti si rinnoverebbe automaticamente a marzo 2024.
Qualora il governo italiano dovesse comunicare la disdetta del memorandum, il socialimperialismo cinese sarebbe pronto a ritorsioni commerciali come è già accaduto a partire dal 2021 con l'Australia e con la Lituania, Paesi nei confronti dei quali la Cina ha decretato il blocco delle importazioni con rilevanti pregiudizi economici per entrambi.
Una delle tappe di Wang Yi in Europa è stata a Budapest, perché l'Ungheria di Viktor Orbán si è dimostrata da subito favorevole al progetto commerciale cinese esattamente come si mostrò l'allora capo del governo italiano Giuseppe Conte, mentre il resto dei Paesi della UE stanno rivedendo le loro politiche commerciali, considerandolo un vero e proprio cavallo di Troia con il quale la Cina potrebbe iniziare a spadroneggiare, da un punto di vista economico e commerciale, in Europa come già sta facendo in Africa da almeno quindici anni.
La missione diplomatica di Wang in Italia, quindi, è l'ennesimo tentativo, da parte del regime socialimperialista di Xi Jinping, di estendere i suoi tentacoli commerciali sull'Italia e sull'intera Europa.

8 marzo 2023