Catania
Il PMLI diffonde l'appello alle donne e alle ragazze anticapitaliste per far rivivere il carattere originario dell'8 Marzo. Portato in piazza anche il manifesto di denuncia della strage di Stato dei migranti a Cutro

Dal corrispondente della Cellula “Stalin” della provincia di Catania
La mobilitazione dell'8 Marzo è stata indetta dal movimento Non Una Di Meno catanese con un partecipato e combattivo corteo con tante ragazze e ragazzi e tanti i manifestanti meno giovani che hanno condiviso unitariamente l'8 Marzo.
Il concentramento nella storica Piazza Roma. A guidare il corteo lo striscione con la parola d'ordine "Scioperiamo ovunque se ci fermiamo noi si ferma il mondo" e "sciopero globale".
Hanno aderito Fridays for future, "Spine nel fianco", movimento universitario autonomo, e tante altre realtà, a partire dall'Unione sindacale di base USB che ha partecipato alla giornata di lotta proclamando “lo sciopero generale contro ogni violenza sulle donne e di genere: fisica, economica e istituzionale”. E poi il Movimento femminista e trans femminista e il Movimento per il clima uniti in unica mobilitazione perché "la violenza che devasta i corpi delle donne è la stessa che devasta i territori e il Pianeta".
Il corteo si muove da piazza Roma per un percorso inedito perché mirato a raggiungere diversi obiettivi di denuncia e di lotta: in via Tomaselli dove ha sede la Sicula trasporti che gestisce la discarica di Lentini contrada Grotta San Giorgio Bonvicino responsabile di un alto tasso d'inquinamento, con tonnellate di rifiuti, vicino a centri abitati, una discarica incompatibile con le norme di legge. Poi il percorso ha toccato la zona S. Domenico dove ha sede l'Azienda sanitaria provinciale presa di mira dei manifestanti con accuse alla malasanità, con tagli alla sanità pubblica a favore di quella privata, e dove c'è una sede della Regione siciliana, dove i manifestanti hanno fatto sentire il loro dissenso verso l'autonomia differenziata che aggrava le disuguaglianze sociali già in atto. Tutto questo è stato denunciato durante i comizi volanti fatti da tante ragazze combattive che hanno ricordato anche i 17 femminicidi in Sicilia, che detiene il triste primato italiano nel 2022. In piazza Università si è concluso il corteo.
Tantissime le manifestanti e i manifestanti coi cartelli “fai da te” con slogan tipo "tremi ogni fascista oggi Catania è transfemminista", "il maschio violento non è malato è figlio sano del patriarcato", "educazione sessuale ed affettiva in tutte le scuole", "sul mio corpo decido io", ecc. Qui ha avuto luogo un’assemblea di piazza che ha toccato vari temi tra cui anche quello della denuncia dell'alternanza scuola-lavoro” che in Sicilia vede pure l'ingresso dei militari nelle scuole, con la possibilità di fare l'alternanza scuola-lavoro a Sigonella. Denunciata la chiusura dei consultori, con la mancata somministrazione della pillola abortiva, ossia la RU 486, e con la presenza di troppi obiettori di coscienza che limitano il diritto di aborto.
Sempre in occasione dell'8 Marzo la Ragnatela e La città felice hanno organizzato una mostra storica (in piazza Università) sulle lotte femminili in Italia per i diritti sociali e civili tra cui le leggi sul divorzio e l'aborto e la violenza sessuale.
I compagni della Cellula “Stalin” della provincia di Catania del PMLI, assieme ad amici del Partito, hanno partecipato al corteo con spirito unitario portando il manifesto del PMLI con l'appello alle donne e alle ragazze anticapitaliste a lottare per far rivivere il carattere originario dell'8 Marzo, posizione articolata nel volantino ad hoc distribuito. Il manifesto ha suscitato tanto interesse tra i partecipanti al corteo. I nostri compagni hanno messo nell'altra facciata del cartellone il manifesto di denuncia della strage di Stato dei migranti a Cutro, tutto molto fotografato e filmato da manifestanti e fotoreporter.

15 marzo 2023