Lettere

Lo spirito collaborativo del PMLI è fonte di gioia
Sono una compagna, non sono iscritta a nessun partito, vivo a Teulada, Sud Sardegna. Vi ho trovati grazie ad un link di Wikipedia che mi ha riportata ai partiti ancora in vita.
La prima direzione di Amadeo Bordiga non impresse al partito nato a Livorno una linea autenticamente marxista-leninista, perché risentiva invece delle sue influenze anarchiche e tendenze settarie e opportuniste “di sinistra”, in definitiva più affini alla frazione trotzkista allora abbastanza forte nell'Internazionale comunista.
Bisognerebbe ripercorrere il ragionamento che porta a concludere che l'astensionismo di Bordiga non è stato tattico ma dipendente dal pensiero di Proudhon.
Se dovessi riunire abbastanza materiale ve lo inoltrerò con molto piacere. Il vostro spirito collaborativo è fonte di gioia per me.
Dylan - Teulada (Sardegna)

 

Andare oltre la repressione per gestire il fenomeno migranti
Il Consiglio dei ministri svoltosi a Cutro ha cercato di dare forma alla nuova frontiera della lotta ai mercanti di esseri umani annunciando, tra l’altro, pene più severe nei confronti degli scafisti che andranno ricercati non solo nelle acque territoriali italiane, ma in “tutto il globo terracqueo”.
Agli occhi degli osservatori più attenti la mossa del governo è apparsa come un tentativo di tamponare una situazione, certamente sfuggita di mano, in un clima in cui gli atteggiamenti ostruzionistici del ministro Piantedosi nei confronti delle ONG e le sue infelici esternazioni avevano legittimato il fiorire di atroci sospetti che solo l’Autorità giudiziaria forse potrà chiarire. Resta il fatto che molti analisti indipendenti considerano inarrestabile il fenomeno della migrazione dei popoli ed i nostri servizi segreti parlano di 900 milioni di persone in procinto di partire. Lo stesso ministro degli Esteri Tajani, senza entrare nel dettaglio dei numeri, ha elencato lucidamente i Paesi da cui potranno arrivare notevoli masse di persone disperate che, tuttavia, considerano l’Italia solo come zona di transito ed in molti casi vogliono raggiungere altre mete europee.
Le dimensioni del fenomeno sono enormi e di una gravità crescente alimentata dalle guerre, dalla carestia e dal cambiamento climatico, quindi forse andrebbe immaginata, sin da subito, una soluzione diversa dalla mera repressione (che è l’unica cosa che si farà veramente e in maniera spettacolare, a parte l’enunciato “piano Mattei”) consistente invece nel rendere realmente vivibile ed appetibile la permanenza sul territorio africano. Un contributo serio e innovativo, ma anche efficace, alla soluzione del problema potrebbe essere quella “Città dell’Utopia” profetizzata in tempi non sospetti dal prof. Leonardo Urbani, una sorta di New York sulla costa africana, Città Internazionale garantita dalle forze ONU, in cui dovrebbero sorgere Atenei, Ospedali, alberghi, chiese e moschee, ristoranti, piscine, dissalatori, centri di riabilitazione, parchi, orti e coltivazioni, scuole, teatri, impianti sportivi e centri di formazione. Urbani ha lanciato questa idea da diversi anni fa, ma non è stata mai presa a modello da tutti quelli che teorizzano che “dobbiamo aiutarli a casa loro”.
Certo le ondate migratorie non si fermano facendo l’ennesimo campo profughi e mettendo su qualche ospedaletto da campo. Per fortuna, oltre a coloro che ci mettono la demagogia, ci sono anche dei pensatori che riescono a maturare progetti, ad avere la visione di quello che si dovrebbe fare veramente. Anche su temi come questo, si dovrebbe aprire il confronto con l’Europa e con gli stessi Paesi arabi che sono ricchissimi e non sempre utilizzano le loro immense risorse a fin di bene. Tenendo conto ovviamente che sono ipotesi che richiedono investimenti notevoli, ma che anche per questo rappresentano un momento di verifica della volontà politica, soprattutto europea, di voler intervenire lucidamente su un tema che ormai non può essere trascurato e rinviato troppo a lungo.
E, infine, non è neanche il caso di sottovalutare la ricaduta occupazionale che un maxi progetto realizzato a pochi chilometri dalle coste della Sicilia potrebbe avere anche su imprese, tecnici, operai e lavoratori italiani e siciliani in particolare.

Giovanni Frazzica, Direttore di “Mondonuovo news” - Messina

 

Fondazione Basso: incontro su “Non è utopia abolire il carcere”
Movimento “No Prison” e Fondazione Basso invitano all’incontro in modalità mista presenza/distanza Non è utopia abolire il carcere - 29 marzo 2023, 17.00
Ne discutono:
Stefano Anastasia (insegna filosofia e sociologia del diritto all’Università di Perugia, garante per la Regione Lazio e portavoce della Conferenza dei garanti territoriali delle persone private della libertà)
Valentina Calderone (direttrice di A Buon Diritto, associazione per le libertà e autrice di saggi sul tema della detenzione)
Livio Ferrari (giornalista e scrittore, portavoce del “Movimento No Prison”)
Luigi Manconi (già docente di sociologia dei fenomeni politici e già presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato, presidente di “A Buon Diritto Onlus”) Giuseppe Mosconi (già docente di sociologia del diritto Università di Padova) Federica Resta (avvocato, dottore di ricerca in diritto penale e funzionario del Garante per la protezione dei dati personali).
Coordina: Alicia Alonso Merino (avvocato e ricercatrice in diritti umani, genere e carcere)
L’incontro sarà trasmesso in streaming https://youtube.com/live/ZCSIC_0-OCY
Fondazione Lelio e Lisli Basso - Roma

29 marzo 2023