Simpatizzanti e amici sostengono il PMLI nella contraddizione con i Carc
 

I Carc non hanno avuto un comportamento onesto rompendo il fronte unito
di Francesco Comunale - Butera (Caltanissetta)
Il PMLI ancora una volta si dimostra unico vero partito comunista presente in Italia, a mio avviso il comportamento dei Carc non è stato onesto per niente, rompendo il fronte unito per delle divergenze che già si sapevano, che cosa è cambiato nel mentre?
I Carc per me non capiscono la vera natura del regime russo lo idealizzano e non si sa il perché. Spero che la base costringa i dirigenti a non rompere l’unità d'azione più che mai necessarie, i settori reazionari del Paese sono sempre più temibili, il neofascismo sempre più pericoloso, dobbiamo costruire il più ampio fronte unitario, ognuno con le proprie visioni ma restando uniti nelle cose che ci avvicinano.
 
Sulla pagina Facebook nazionale del PMLI Francesco Comunale ha scritto:
Il comportamento dei Carc non è onesto, si può essere su posizioni differenti sulla guerra ma stare uniti sul fronte interno, che è la cosa fondamentale. Non capisco tutto questo innamoramento per la Russia, non capire la natura di Putin semplificare questa guerra come guerra antifascista cosa che non è. Trasformare un intero paese come un paese nazista, quando la Russia utilizza gli stessi nazisti in maniera alquanto superiore. Mi sembra un passo indietro per il movimento operaio.
 
Sulla suddetta pagina Facebook hanno approvato il Documento dell’Ufficio politico del PMLI :
Max Prolet
Massimo Mani
Alessandro Anelli
Anpi Cuveglio - sez. Gruppo Cinque Giornate - Martiri del San Martino (Varese)
Dario Niki Oliveri
Livio Bartolacci
Prashant Paikraj
Sergio Chiro
Ileana Maries
Giovanni Apostolon
Andrea Liguori
Oliviero Giudici
 
Inoltre Massimo Mani, rispondendo a Lydia Mondokovà, ha scritto:
Ma tu chi sostieni? Putin e la sua aggressione imperialista all'Ucraina? Sostieni Dugin e i deliri suoi e del fu Zirinovsky? Sostieni Kadyrov o Utkin "Wagner" e i loro mercenari assassini e nazisti?
La questione del regime politico e sociale vigente in Ucraina è una questione interna di quel Paese, nessun imperialismo è legittimato ad aggredire militarmente un Paese prendendo a pretesto sue questioni interne. Finché è in atto una aggressione imperialista bisogna stare sempre con l'aggredito e contro l'aggressore.
Con questo siamo ben lungi dal negare l'esistenza dei nazisti nell'esercito ucraino anche se dire che per questa presenza (ormai irrisoria, specialmente dopo la resa del reggimento Azov) rende l'Ucraina un regime nazista è una grossolana montatura della propaganda imperialista russa. Tu piuttosto sostieni chi i nazisti del
battaglione "Somalia", che mostrano apertamente i loro teschi, li decora con medaglie altro che "denazificazione"!
La guerra in corso, va detto, non oppone nazisti e antifascisti ma aggressore ed aggredito. La questione del nazismo e dell'antifascismo in Ucraina è una questione interna a quel Paese mentre l'"antinazismo" dell'imperialismo putiniano è certamente una farsa pretestuosa!
 

Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito
di Ugo – Genova
Verrebbe da pensare che ai compagni dei Carc gli sia annebbiata la vista. Oppure che la posizione del PMLI, in merito alla presa di distanza sui due referendum sulle armi all’Ucraina, sia figlia di un timore, e quindi l’occasione attesa per rompere con un Partito che avrebbe potuto, con il tempo e a loro opinione, imporre la propria egemonia all’interno del fronte anticapitalista.
Dire che questo atteggiamento, questo senso di sfiducia, è una forma di malattia spesso presente in quelle organizzazioni, partiti, movimenti, che si muovono in una determinata area politica è cosa nota, e sotto gli occhi di tutti. È pure prodomo, e qui mi riferisco all’egemonia, di un fenomeno desiderato. Ma attenzione questo comportamento va rigettato perché non è che l’inizio della sconfitta politica e perché, soprattutto, non è il modo corretto per rapportarsi.
Senza voler infilare il dito nella piaga, quello che colpisce è l’asprezza e il tono delle accuse. Come se quel sentimento fosse stato cullato, ma tenuto represso, da tempo. Ma allora mentre si discuteva di un fronte unito a cosa si mirava? Dove andavano a cozzare i pensieri? Si esercitava solo il bla-bla?
Essere stati contro l’invio delle armi è stata, sul momento, una decisione corretta. Forse lo è ancora oggi, ma occorre un distinguo, riflettere su ciò che sta avvenendo, meditare su come l’aggressione neo-zarista di Putin si sta sviluppando. Perché pensare, di fronte una situazione che sta letteralmente “sfuggendo” di mano, a non riconsiderare le proprie opinioni, di non capire che il non invio delle armi non è sufficiente a fermare la carneficina e ad allontanare il rischio di una guerra mondiale e nucleare, ebbene è come avere la vista annebbiata. È come fermarsi alla superficie degli eventi, e non cogliere la profondità. È come sostenere che è tutto buio semplicemente perché ci si ostina a non accendere la luce. È come rifiutare, e negare di scorgere, che la situazione è cambiata solo perché bisognerebbe riconsiderare le proprie decisioni. Non si tratta di dire che si aveva torto, si tratta di dire che i fatti sono completamente modificati e in peggio.
Credo, in ogni modo, che faccia bene il PMLI a non interrompere il rapporto e il confronto politico con il Partito dei Carc. Ciò che è in gioco è molto più importante di una presa di posizione oggi diversa ma solo perché non compresa del tutto. Le sfide che ci attendono devono fare capire e tutti gli attori in campo che si può anche avere, mantenendo però una relazione di rispetto, delle posizioni differenti. Ma che queste differenze devono essere risolte discutendo, dialogando, confrontandosi. Questa “è la giusta soluzione delle contraddizioni”. Parole e azioni che dividono fanno solo il gioco della borghesia, dei revisionisti, e di tutti coloro che vedono come un dito nell’occhio un fronte unito delle forze comuniste, anticapitaliste e antifasciste.


3 maggio 2023