Sicilia
Razza (FdI) e Scavone (Mpa) indagati
I due ex assessori della Regione siciliana sono accusati di turbata libertà di scelta del contraente. Arrestato Arcidiacono (FdI), ex candidato a sindaco di Catania

 
Due ex assessori della Regione siciliana - Ruggero Razza di Fratelli d'Italia e Antonio Scavone del Movimento per le Autonomie - sono indagati con altre 15 persone nell’ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Catania riguardante la sanità che ha portato agli arresti domiciliari, lo scorso 30 aprile, di quattro degli indagati: tra gli arrestati il nome più noto è quello del medico Giuseppe Arcidiacono il quale - ex deputato all'Assemblea regionale siciliana ed ex assessore al Comune di Catania – è stato il candidato a sindaco di quest'ultima città, sostenuto da Fratelli d'Italia, per le elezioni che si svolgeranno a maggio.
L'accusa per i ventuno indagati è, a vario titolo, di turbativa d'asta e di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.
Razza, ex assessore alla Sanità, e Scavone, ex assessore al Lavoro, sono accusati del reato di turbativa d'asta relativamente a progetti sanitari da realizzare a Catania: in particolare, Razza secondo i magistrati favorì illegalmente un candidato per il programma da 10mila euro denominato 'OSAS Catania - sentinelle della prevenzione' che riguarda terapie nell'ambito della sindrome delle apnee ostruttive del sonno, mentre Scavone supportò arbitrariamente un altro candidato per il progetto da 15mila euro denominato 'Centro cardio hub e spoke, modello di prevenzione e riabilitazione' che riguarda terapie cardiologiche.
I magistrati hanno anche riscontrato gravi irregolarità su un terzo progetto denominato 'Prevenzione, diagnosi e terapie delle carie dentali riscontrate nei cittadini fragili o in età scolastica della provincia di Catania' che è destinato ad essere finanziato, come gli altri due, dalla Regione.
Gli altri tre arrestati, oltre ad Arcidiacono, sono Nunzio Ezio Campagna, vice presidente dell'Ordine dei medici di Catania, Sebastiano Felice Agatino Ferlito, professore associato di odontoiatria all'Università di Catania e Gesualdo Antonino Missale, ex funzionario amministrativo dell’Università di Catania.
Gli altri indagati sono Ignazio La Mantia, presidente dell’Ordine dei medici di Catania, Paola Rita Campagna, figlia del vice presidente dell'Ordine dei medici di Catania , Alberto Bianchi, medico chirurgo del Policlinico di Catania, Giuseppe Di Rosa, avvocato e componente dell’organismo di vigilanza dell’Ordine dei medici, Filippo Di Piazza, segretario dell’Ordine dei medici di Palermo, Rosa Maria Leonardi, docente della facoltà di Medicina dell’Università di Catania, Calogero Grillo, direttore della clinica otorinolaringoiatrica dell’Università di Catania, Eugenio Pedullà, professore associato di odontostomatologia dell'Università di Catania, Ernesto Rapisarda, professore ordinario di odontostomatologia dell'Università di Catania, e due stretti collaboratori dell'ex assessore regionale Razza, ovvero Francesco Lo Re, membro della segreteria particolare, e Daniele Sorelli, capo della segreteria tecnica.
Gli indagati, secondo la Procura di Catania, avevano creato un sistema di bandi pubblici elaborati su misura al fine di distribuire incarichi a persone vicine, e lo avevano iniziato a fare partendo dai tre progetti finiti sotto la lente d'ingrandimento dei magistrati: le indagini, peraltro, hanno permesso di scoprire ulteriori fatti delittuosi, come le azioni messe in campo dal presidente dell'Ordine dei medici di Catania, Ignazio La Mantia, volte a far vincere un candidato da lui protetto in un concorso a dirigente allo stesso ordine professionale da lui presieduto.

10 maggio 2023