Lettere

Ho inviato una donazione a favore del PMLI
Contribuire economicamente è un dovere che ogni compagno non deve assolutamente esimersi di fare. Continuerò a farlo.
Potrei avere gli opuscoli del compagno Scuderi su Mao?
Ugo - Genova
 

Perché è giusto non firmare il referendum sulle armi all'Ucraina
Dopo oltre un anno nel nostro Paese anziché predicare e praticare l’unità antimperialista, i putiniani palesi o occulti, che vanno dalla destra neofascista e “sovranista”, a giornalisti e intellettuali, partiti e organizzazioni rossobrune e purtroppo anche partiti con la bandiera rossa e la falce e martello, fanno da megafono alla Russia neozarista e imperialista di Putin e alla Cina socialimperialista di Xi Jinping.
Costoro fanno passare la superpotenza imperialista russa per la nazione aggredita, costretta a “difendersi” invadendo e distruggendo un paese più piccolo e più debole come l’Ucraina, in reazione all’espansionismo dell’imperialismo occidentale. Tesi falsa e di comodo, perché in questo momento e in questo teatro geopolitico non è l’imperialismo dell’Ovest a soffiare sui venti di guerra, bensì la Russia di Putin, con i bombardamenti indiscriminati contro obiettivi civili e centrali nucleari, i massacri e le deportazioni della popolazione ucraina, l’annessione illegale di suoi territori, la minaccia dell’uso di armi atomiche, la mobilitazione forzata di centinaia di migliaia di giovani russi per spedirli al fronte, e così via.
Sono i suoi maggiori esponenti, da Peskov a Medvedev, che un giorno sì e l’altro pure parlano nazisticamente che è giunto il momento di eliminare fisicamente Zelensky, di radere al suolo Kiev e tutta l’Ucraina. Tanto che nella notte dell’8 maggio ben 36 droni russi sono piovuti sulla capitale Kiev, l’attacco più massiccio dall’inizio della guerra. Tutti abbattuti dalla contraerea ucraina grazie alle nuove armi di difesa ricevute. Senza di queste sarebbe stato l’ennesimo e incalcolabile massacro di civili.
Io non firmo!
#iononfirmo #referendumarmi
Andrea R. - Milano, postato sulla pagina Facebook nazionale del PMLI
 

La Russia di oggi è il più grande nemico del socialismo
Il PMLI unico movimento di sinistra che sembra che faccia funzionare il cervello. Credo che molta gente a sinistra creda che in Russia ci sia ancora il comunismo, quando la Russia di oggi è il più grande nemico del socialismo, forse lo Stato più capitalista e ingiusto che esista, dove il potere è nelle mani di pochi ricchi ed è impossibile uscire dalla propria posizione di povertà. Uno Stato plutocratico, oligarchico, imperialista.
Non è che siccome la Nato ha i suoi difetti allora dobbiamo parteggiare per il suo nemico che è pure peggio. Parlare di pace non ha senso se non si ha il coraggio di combattere per averla. Altrimenti stiamo sputando in faccia alla Resistenza, dimenticando inoltre che la Resistenza senza le armi americane non sarebbe potuta esistere.
Fabio Lerario II, postato sulla pagina Facebook nazionale del PMLI
 

La mia stima al PMLI
Volevo condividere con il PMLI la mia stima verso di esso per l'atteggiamento chiaramente antirazzista e degno di lode al denunciare la teoria delirante della 'sostituzione etnica' propagata dai neo-nazisti come Honsik (ben conosciuto in Spagna, dove risiedette e dove pubblicò il suo libro) e Camus. D'altronde l'origine, secondo loro, di questa "sostituzione etnica" sarebbe ebraica. Insomma, un altro Protocollo dei Savi di Sion in chiave modernizzata.
Bisogna denunciare anche un'altra teoria, l'Eurabia, propagata dai settori più neocon della destra europea e statunitense. La natura deterministica, biologizzante, chiaramente reazionaria, sul meticciato, il quale sarebbe più "stupido", è assai pericolosa, proprio in questi tempi dove si stanno dando le basi per la costruzione di una società veramente multiculturale.
Sebbene io non sia un "meticcio" in senso stretto, mi offende l'esistenza di queste idee, giacché io sono abruzzese di nascita (di padre abruzzese e mamma spagnola) e dunque sarei anche un individuo non pienamente italiano.
Benjamín - Belgio
 

Un video musicale per la canzone "Palestina"
Vi invio il mio nuovo video musicale per la canzone "Palestina".
Come dice la canzone, "Viva la Resistenza palestinese, un giorno sarete liberi".
Mistahi
 
Ennesimo ignobile patto di militarizzazione del territorio siciliano
L’8 maggio 2023 nella piccola cittadina di Sperlinga in provincia di Enna è stato sottoscritto un accordo per costituire un hub logistico addestrativo dell’Esercito italiano in una vasta area nei comuni di Gangi, Nicosia e Sperlinga, “al fine di consentire, nei prossimi trent’anni, lo svolgimento di attività logistiche ed esercitazioni tattiche militari”.
A sottoscrivere l’ennesimo ignobile patto di militarizzazione del territorio siciliano i sindaci di Gangi, Giuseppe Ferrarello, Nicosia, Luigi Bonelli e Sperlinga, Giuseppe Cuccì e - per conto dello Stato maggiore della Difesa - i generali Maurizio Angelo Scardino (comandante dell’Esercito in Sicilia) e Giuseppe Taffuri (comandante della Brigata Meccanizzata “Aosta”).
A che titolo formale e giuridico e con quale mandato sindaci e militari abbiano sottoscritto l’accordo non è dato sapere, così come sono ignoti l’estensione della superficie dell’hub/poligono e i periodi dell’anno in cui saranno esplosi centinaia di colpi di obici e cannoni. Inutile aggiungere che non è stato prodotto alcuno straccio di studio di valutazione degli impatti ambientali e socio-economici dei futuri impianti militari nonostante le roboanti promesse dei firmatari.
Gli enti locali hanno inoltre colpevolmente ignorato che quarant’anni fa, proprio nello stesso territorio il ministero della Difesa aveva deciso di realizzare il più grande poligono di tiro d’Italia, 23.000 ettari di estensione a cavallo di tre province (Messina, Palermo ed Enna) - in buona parte boschi e pascoli sui Nebrodi - progetto poi ritirato per la straordinaria mobilitazione di cittadini, allevatori, coltivatori e amministratori locali e regionali.
A fine luglio scadrà la concessione di altri tre poligoni utilizzati dalle forze armate nell’Isola: quello denominato “Santa Barbara” nei comuni di Tripi e Novara di Sicilia (provincia di Messina); “San Matteo” ad Erice (Trapani); “Masseria dei Cippi” nel comune di Montelepre (Palermo). C’è da scommettere che anche il loro uso sarà prorogato ancora una volta, nel silenzio-assenso di amministratori locali, e politici regionali e nazionali, così come sta accadendo in Sicilia orientale per la stazione aeronavale Usa e Nato di Sigonella dove sono state avviate le procedure di esproprio di cento ettari di terra per ampliare le piste aeroportuali e realizzare una immensa polveriera dove stoccare armi e munizioni per le future guerre globali in Africa, Medio oriente ed Europa orientale.
Antonio Mazzeo - Messina

17 maggio 2023