L'Ucraina tiene ferma la sua formula della pace
Cina e Vaticano lavorano per farle concedere territorio alla Russia
Il terrorista Putin bombarda due cliniche a Dnipro. Zelensky: "Solo uno Stato selvaggio può combattere contro le cliniche. Non ci può essere alcuno scopo militare in questo. È puro terrore russo"
 
Sebbene da più parti ci si prodighi a ipotizzare soluzioni che richiedono di fatto la capitolazione di Kiev l’Ucraina tiene ferma la sua formula di pace. Nessun compromesso possibile sui nostri territori, è questa la linea del governo e della Resistenza ucraina tutta. Il consigliere presidenziale Mykhailo Podolyak è stato chiaro su Twitter: "Qualsiasi 'scenario di compromesso' che preveda la non liberazione di tutti i territori dell'Ucraina, di cui periodicamente parlano 'fonti anonime' nelle élite europee e americane, equivale ad ammettere la sconfitta della democrazia, la vittoria della Russia, la conservazione del regime di Putin e di conseguenza il forte aumento dei conflitti nella politica globale. Tutto questo è il caro sogno della Russia. La domanda è retorica: perché i singoli attori pubblici continuano a interpretare lo 'scenario mediatico russo' e a prolungare il conflitto?" Concetti ribaditi e precisati in un’intervista apparsa sul “Corriere della Sera” del 27 maggio: “Qui stanno piovendo missili sugli ospedali. Parlare di compromesso ora porterà solo altri morti in Ucraina. (…) La nostra ‘formula di pace’ prevede come primo passo la completa rimozione dei gruppi armati russi dal territorio dell’Ucraina entro i confini del 1991. È ovvio che non sosterremo alcuna opzione che comporti concessioni territoriali. I cosiddetti scenari di ‘compromesso’ non porterebbero alla pace ma alla prosecuzione della guerra e a un aumento significativo della pressione terroristica sull’Ucraina. Ma non solo. Vedremmo un’ulteriore militarizzazione della Russia e nuove aggressioni ad altri Stati”.
"L'Ucraina non perdonerà mai i russi per i loro crimini di guerra, li ucciderà e li caccerà dal suolo ucraino finché il nostro intero territorio non sarà liberato dall'occupazione russa". Ha scritto sulla sua pagina Facebook Oleksiy Danilov, segretario del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa dell’Ucraina, aggiungendo che le Forze di difesa ucraine stanno distruggendo gli invasori russi giorno e notte: "Non vi lasceremo soli neanche per un secondo. Vi troveremo ovunque siate, vi aspetteremo in un'imboscata o attaccheremo le vostre colonne. Vi uccideremo e vi cacceremo dalla nostra terra", ha dichiarato.
Intanto il rappresentante speciale cinese Li Hui durante la sua visita in Europa ha chiesto che la Russia "conservi" i territori dell'Ucraina annessi, ossia le autoproclamate Repubbliche di Donetsk e Lugansk, e le regioni di Zaporizhzhia e Kherson. Lo hanno riportato le agenzie russe Ria Novosti e Tass citando un articolo del Wall Street Journal. Per il giornale americano, che fa riferimento a fonti informate sul dossier, Li Hui ha parlato anche di "cessate il fuoco immediato" in Ucraina. Mentre sulla missione di pace del Vaticano, Mosca si è detta favorevole. Ma Kiev è della stessa opinione? Lo ha chiarito sempre Podolyak nella già citata intervista al “Corriere della Sera”:
“Chiunque ha il diritto di discutere la risoluzione della guerra. L’integrità territoriale dell’Ucraina risponde a uno dei principi fondamentali del diritto internazionale, è un imperativo. Penso che nessuno possa mettere in discussione questo punto. Se il Vaticano promuoverà il ritiro delle truppe russe dal territorio dell’Ucraina, chiederà l’accesso e il ritorno di prigionieri militari e civili ucraini e dei bambini rapiti, allora accoglieremo con favore tale iniziativa. Se invece la Santa Sede ha una visione diversa, purtroppo, non farà che approfondire la crisi e provocare ulteriori azioni aggressive da parte della Russia”.
Anche l’infame aggressore russo condivide l'opinione secondo cui la guerra in Ucraina non deve trasformarsi in un "conflitto congelato” e continuerà a perseguire i propri obiettivi. A dichiararlo alla Tass è stato il 24 maggio il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "La Russia considera solo le seguenti opportunità per porre fine all'operazione militare speciale: garantire i suoi interessi e raggiungere i suoi obiettivi nel corso dell'operazione militare speciale o con altri mezzi disponibili", ha affermato. Ad una domanda sulle possibili "roadmap" in direzione di una soluzione del conflitto, Peskov ha detto che "è troppo presto per parlarne". "Evidentemente non ci sono ancora i prerequisiti per un processo di pace", ha aggiunto. "L'operazione militare speciale continua". "Siamo in una condizione tale che potremmo perdere la Russia - questo è il problema principale. Dobbiamo imporre la legge marziale": ha incalzato in un'intervista sul canale Telegram Yevgeny Prigozhin, il capitano del gruppo mercenario neonazista Wagner, sottolineando che la sua visione politica è dominata dall'amore per la patria e dal servire Putin. Un conflitto in Ucraina che potrebbe continuare per "decenni" se "l'essenza stessa del governo neonazista" di Kiev non viene eliminata, ha detto il 26 maggio il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev citato dall'agenzia Tass. "Questo conflitto sarà duraturo, forse decennale. È una nuova realtà, nuove condizioni di vita", ha affermato l'ex presidente ed ex premier russo durante un viaggio in Vietnam. Medvedev si è quindi detto convinto che se il governo ucraino in carica resterà al potere "ci saranno tre anni di tregua, altri due di conflitto e poi tutto ricomincerà". "L'essenza stessa del dominio neonazista a Kiev deve essere eliminata", ha aggiunto il falco del Cremlino.
Intanto nelle stesse ore l’ennesimo, criminale, attacco missilistico russo colpiva un ospedale di Dnipro. Il sindaco Boris Filatov ha dichiarato che "non c'erano strutture militari nelle vicinanze”. Il bilancio è di cinque morti e 30 feriti ma "avrebbero potuto esserci più vittime. In effetti, le persone sono state salvate per miracolo. Al momento dell'attacco, all'ospedale era in corso una turnazione. E solo poche settimane fa, le famiglie di sfollati che vivevano temporaneamente al secondo piano della struttura medica si sono trasferite". "Un quartiere residenziale. Una struttura medica, una clinica veterinaria e palazzi intorno. Ora tutto qui è in frantumi", ha affermato il governatore della regione di Dnipropetrovsk, Andriy Lysak. "Tutto è intriso di fumo, lacrime e dolore umano. Non perdoneremo la feccia! Mai! Possano bruciare all'inferno proprio come oggi bruciava Dnipro", ha concluso. Per Podolyak Dnipro “È una delle città in prima linea e offre rifugio e assistenza medica ai rifugiati. Non è un hub militare, quindi la Russia conferma ancora una volta la sua natura terroristica. I razzi sono stati deliberatamente puntati su edifici residenziali e ospedali. Questo è il vero potere del secondo esercito del mondo”. Mentre per il presidente Zelensky “Dobbiamo sconfiggere questi inumani irrevocabilmente e il prima possibile. Perché il nostro tempo è la nostra gente. E la nostra gente è la cosa più preziosa in Ucraina” ha scritto, riferendosi ai terroristi russi che “confermano ancora una volta il loro status di combattenti contro tutto ciò che è umano e onesto… Un altro attacco missilistico russo, un altro crimine contro l'umanità in quanto tale. Gli edifici di una clinica psichiatrica e di una clinica veterinaria nella città di Dnipro sono stati distrutti. Solo uno stato malvagio può combattere contro le cliniche. Non ci può essere alcuno scopo militare in questo. È puro terrore russo", ha aggiunto. "La Russia – ha poi concluso il presidente ucraino - ha scelto la via del male di sua volontà e non abbandonerà questa strada da sola. Dobbiamo sconfiggere il terrore e lo faremo. L'Ucraina e l'intero mondo libero insieme".
Sono stati finora 967 gli attacchi russi contro la sanità ucraina, 868 dei quali diretti a strutture mediche, e hanno causato almeno 97 morti e 126 feriti. È quanto riportano gli ultimi dati dell'Organizzazione mondiale della sanità che “condanna tutti gli atti di violenza contro la sanità. Questi attacchi non solo uccidono e mutilano le persone, ma le privano anche delle cure urgenti, mettono in pericolo il personale della sanità e minano il sistema sanitario", ha detto la sua portavoce, Margaret Harris, alla Cnn.
Infine dal campo il 26 maggio il capo dell'intelligence militare ucraina Kyrylo Budanov ha dichiarato in un'intervista alla Japan Broadcasting Corporation citata dal Kyiv Independent che l'Ucraina ha abbastanza armi e che la tanto attesa controffensiva inizierà "presto". "Molti civili rimangono sotto occupazione russa e non possiamo perdere altro tempo. Abbiamo già la quantità base di armi e altre attrezzature. Tutto quello che posso dire è che inizierà presto" la controffensiva, ha detto Budanov. Il 27 maggio il comandante delle Forze armate ucraine Valeriy Zaluzhny ha affermato che "È ora di riprenderci ciò che è nostro", mentre il segretario del Consiglio nazionale di sicurezza Danilov, che fa parte del gabinetto di guerra, ha dichiarato alla Bbc che l'Ucraina è pronta a lanciare la controffensiva e ha sottolineato che il governo ucraino non ha "il diritto di sbagliare" sulla decisione perché è una "opportunità storica che non si può perdere".
"E’ la pace che trasmetteremo ai nostri figli e nipoti come eredità della nostra generazione. Non abbiamo e non vogliamo altre alternative. Ma per trasmettere la pace come eredità, dobbiamo arrivare al giorno in cui potremo dire di aver posto fine a questa guerra con la nostra vittoria", ha scritto su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
La battaglia di Bakhmut ha cambiato il corso della guerra? Per un lucido Podolyak in realtà “Le nostre forze hanno guadagnato tempo in modo che i partner abbiano il tempo di consegnare le armi necessarie. In questo periodo, decine di migliaia di nemici sono stati liquidati. La difesa di Bakhmut, durata più di 10 mesi, ha dimostrato la capacità dell’esercito ucraino. Inoltre, vediamo un cambiamento nella retorica dei leader mondiali. Se prima si parlava di concessioni territoriali, della necessità di arrendersi a Bakhmut, ora si parla di vittoria dell’Ucraina con mezzi militari, come unica opzione possibile per garantire stabilità e pace globali”.
Secondo il resoconto dei militari ucraini, al 27 maggio le perdite russe sarebbero di 206.200 uomini, 3.799 carri armati, 7.442 mezzi corazzati, 3.406 sistemi d'artiglieria, 572 lanciarazzi multipli, 329 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 310 aerei, 296 elicotteri, 6.172 autoveicoli, 18 unità navali e 2.941 droni.

31 maggio 2023