La legge, fortemente voluta dalla neofascista Meloni e approvata dalla Commissione giustizia, è in discussione alla Camera
Battiamoci contro il “reato universale” della “maternità surrogata” (GPA)
 
Con una velocità del tutto inconsueta, è approdata alla Camera, in prima lettura, la proposta di legge di Fratelli d'Italia per sancire la “maternità surrogata” un “reato universale”. La proposta che era stata presentata appena il 15 febbraio scorso, prima firmataria la deputata Carolina Varchi (FdI) è stata discussa e approvata in un lampo dalla Commissione giustizia a fine maggio e il 19 giugno scorso era già in discussione in aula. Un’improvvisa accelerazione che già la dice lunga sulla fretta che ha la destra neofascista capeggiata dalla Meloni di stringere in una morsa non solo i diritti sociali e fondamentali, come la sanità e la scuola e università pubbliche, il lavoro, il diritto a manifestare, l’informazione, la giustizia, ma di prendere a martellate tutti i diritti civili per imporre nel Paese la sua cappa ideologica e culturale oscurantista, antiscientifica, antifemminile e omofoba ispirata alla triade mussoliniana “Dio, patria e famiglia”.
Sapendo con ciò di guadagnarsi, fra l'altro, i favori del papa e delle alte gerarchie ecclesiastiche e di tutte le organizzazioni ultracattoliche e di estrema destra come il “Movimento per la vita” e “ProVita”, che non hanno mai smesso di condurre una vera e propria crociata contro la “maternità surrogata”, la fecondazione assistita, l’aborto, considerate tutte “gravi devianze”, a favore della famiglia cosiddetta “naturale” (“l’unica famiglia voluta da Dio” come sostiene papa Bergoglio), ossia quella tradizionale, formata da una coppia di genitori di sesso diverso, meglio se sposati, sani e capaci di riprodursi in modo naturale.
Questa proposta di legge è un obbrobrio giuridico insostenibile sul piano del diritto penale e costituzionale. Ma soprattutto è un obbrobrio sul piano ideologico, morale e civile, un attacco intollerabile e disgustoso ai diritti delle donne, delle coppie eterosessuali e LGBTQIA+ che non possono avere figli per gestazione naturale.
 
La proposta di legge
La proposta di legge in discussione, propone la modifica della legge del 19 febbraio 2004, n. 40, sulla “fecondazione assistita”, una legge già fortemente retrograda, oscurantista e omofoba che si vuol rendere ancor più restrittiva e punitiva estendendo la perseguibilità del reato di “surrogazione di maternità” anche quando viene commesso all'estero da cittadino italiano.
Attualmente la legge sulla “fecondazione assistita” punisce con la reclusione da 3 mesi a 3 anni e con una multa da 600 mila euro a un milione di euro “chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità”. Il partito neofascista della Meloni, con il benestare dei suoi alleati di governo, Lega e Forza Italia, vuole prevedere che se gli stessi reati sono commessi all'estero il cittadino italiano è punito secondo la legge italiana. Anche se in quei paesi la pratica della “maternità surrogata” o, come si deve chiamare correttamente, la Gestazione per altri (GPA) è consentita e regolata.
È questo che la destra, supportata da una informazione di regime prona e asservita, chiama “reato universale”. Il concetto di “universale” infatti rimanda all’immagine di un reato di gravità tale e così abominevole che giustifica un pronto ed esteso intervento legislativo oltreché una censura morale ed etica assoluta.
In questo modo la Meloni e il suo partito neofascista mandano un messaggio chiaro e inequivocabile al nostro Paese, ossia che la “maternità surrogata”, senza distinguere tra la forma commerciale, contrattualistica, cioè a pagamento, e la gravidanza solidale e altruistica, ossia senza scopo di lucro, anche se lecita in molti paesi esteri, resta e resterà illegale in Italia. Ma non solo. La Meloni si pone anche come punto di riferimento di un sistema e di un movimento ideologico, culturale e politico che rimettano in discussione questa pratica medica anche a livello europeo e mondiale, dove sempre più aspira a svolgere un ruolo egemone e da leader, anche in vista della vicina scadenza delle elezioni europee del prossimo anno.
In questo è peraltro favorita da un’opposizione tutt'altro che netta e convinta da parte della “sinistra” borghese che al contrario anche su questi temi sposa la linea di fondo della destra. Per esempio in commissione giustizia il PD ha dato indicazione di votare no a un emendamento del segretario di +Europa, Riccardo Magi, che puntava a depenalizzare il reato di “maternità surrogata” anche in Italia. Un’indicazione che è stata parzialmente ignorata solo da due deputati del PD, Zan e Scarpa, che non hanno partecipato alla votazione.
Ci sono vari esperti di diritto penale e costituzionale che sostengono che non ci sarebbero i presupposti per fare della “maternità surrogata” un reato universale, considerando in primo luogo che sono ormai numerosi gli Stati dove questa pratica medica è consentita, sia nella sua versione solidale che in quella commerciale.
La nuova norma che si intende introdurre fra l’altro prevede di derogare al principio di sovranità territoriale e della giurisdizione circoscritta al territorio nazionale, una pratica che è concepita solo per crimini gravissimi e per lesioni molto significative della personalità dello Stato. E probabilmente sarebbe giuridicamente inapplicabile e verrebbe subito impugnata perché ignora il principio della doppia incriminazione, che è alla base del diritto: per punire in Italia un reato compiuto in un altro Paese deve essere considerato un fatto illecito anche lì. È il caso dei crimini di guerra, della pedofilia, della pirateria, ecc., ma non è certamente il caso della Gravidanza per altri.
Assimilare la Gravidanza per altri a tali gravissimi e universalmente riconosciuti crimini tali è mostruoso e conferma che la Meloni è disposta a tutto pur di dare un forte e coerente fondamento ideologico e culturale al regime neofascista, esattamente come avvenne con lo Stato etico mussoliniano.
 
Una inaccettabile intimidazione
Ma al di là se la proposta di legge è o non è applicabile, è o non è incostituzionale, se verrà o no approvata così com’è, e non ci sono i presupposti perché non lo sia vista la schiacciante maggioranza su cui la destra può contare in parlamento, rappresenterà comunque una intimidazione e discriminazione inaccettabile nei confronti delle coppie (omosessuali o no) che ricorrono alle gestazione da parte di donne terze laddove essa è lecita e che, fra l’altro già nel presentarsi all’anagrafe italiana per la registrazione dell’atto di nascita del figlio si autodenuncerebbero. Le figlie e i figli nati con questa pratica medica, che pure si sostiene di voler tutelare, saranno discriminati in quanto figli di un reato e con i genitori condannati alla galera o all’esilio, col rischio di essere allontanati dai genitori e affidati a una casa famiglia.
La destra sostiene che questa proposta di legge mira a combattere il cosiddetto “turismo procreativo”, ma in concreto finisce solo per alimentare la clandestinità e il mercato nero. Così come è particolarmente falsa e ipocrita la tesi che la GPA rappresenta nient’altro che la mercificazione del corpo femminile e degli stessi bambini. Una tesi fra l’altro sposata anche da una parte del gruppo dirigente del movimento femminista. Addirittura esponenti femministe come Alessandra Bocchetti, Adriana Cavarero, Olivia Guaraldo e altre hanno sottoscritto un appello promosso dalla “Rete NOGPA” diretto a Camera e Senato in cui si legge: “Sono già attive a livello internazionale reti ed alleanze che chiedono la messa al bando della maternità surrogata, queste azioni devono essere sostenuti dagli Stati, a partire da quelli che con chiarezza vietano la maternità surrogata”. Ossia l'Italia prenda la testa della crociata anti GPA.
L’intento è quello di mettere al bando ovunque questo diritto e vietare a qualsiasi condizione a una donna di scegliere di prestare il proprio corpo per dare un figlio a una famiglia che lo desidera e che non può averlo per via naturale. Si può scegliere di donare un rene, un segmento del proprio fegato, parte del proprio midollo spinale per salvare una vita umana, ma non si può scegliere di usare liberamente il proprio utero in modo altruistico e senza scopo di lucro. Ciò metterebbe in discussione le fondamenta stesse della morale sessuale e familiare borghese e cattolica e la relativa concezione della maternità e della donna.
Il fatto che nel sistema capitalistico, una società divisa in classi con la classe borghese al potere, vi possano essere abusi e ricatti da parte dei più ricchi nei confronti delle donne proletarie e più povere specie del sud del mondo per comprarsi il diritto alla genitorialità non è certo una novità e ciò avviene in ogni campo, anche in quello dell'adozione. È risaputo che vi è nel mondo un agghiacciante mercato nero degli organi che coinvolge anche i bambini, ma non per questo la donazione di organi è vietata e perseguita. Se vi sono abusi e costrizioni verso le donne più deboli e povere vanno certamente e severamente puniti, ma soprattutto vanno rimosse le cause che spingono le donne a offrire il proprio corpo e la propria fecondità solo per sopravvivere e far sopravvivere le proprie famiglie. E le cause stanno nell’esistenza stessa del capitalismo e dell’imperialismo. Non è certo vietando la GPA che si possono cancellare gli abusi di questo genere.
 
Sostenere il diritto alla GPA
La legalizzazione della GPA debitamente normata affinché non ci sia alcuna forma di sfruttamento e violazione dei diritti fondamentali e nel rispetto di tutti i soggetti in gioco che devono essere consenzienti e informati, è l’unico modo per sottrarre per quanto è possibile questa pratica alla speculazione economica, alla clandestinità e agli abusi di un mercato nero incontrollato che altrimenti è destinato solo a crescere e ingrassarsi. Per questo la GPA non solo deve essere legale, ma, come già avviene in altri Paesi, deve essere gratuita e garantita dal Servizio sanitario nazionale. Proprio come in passato è accaduto con l’aborto quando era ancora illegale in Italia per cui le donne che se lo potevano permettere andavano ad abortire nelle cliniche private inglesi o svizzere, mentre le ragazze e le donne del popolo che non avevano i mezzi economici erano lasciate in balia delle mammane e dei cucchiai d’oro italiani.
La GPA appartiene alle tecniche di riproduzione assistita e in molti paesi è da tempo trattata come un’opzione medica sicura ed efficace che consente alle coppie di avere figli biologicamente propri. Vi ricorrono soprattutto coppie eterosessuali in una proporzione di sette su dieci, per ovviare a problemi di salute riproduttiva della donna, e solo una parte minoritaria è rappresentata da coppie omosessuali. La donna disposta a portare avanti la gravidanza per altri spesso è una familiare o un’amica della coppia e dispone di tutta una serie di tutele economiche e giuridiche.
Insomma è una tecnica che risponde ai progressi delle tecniche riproduttive e anche ai cambiamenti sociali che sono intercorsi negli ultimi decenni nel nostro Paese e nel mondo. Chi vi si oppone vuole al contrario fermare e far girare al contrario la ruota della storia e riaffermare i presunti “valori” tradizionali della “famiglia naturale” ossia della tradizionale e cattolica famiglia borghese, della maternità intesa come “missione primaria” delle donne per la quale il loro corpo rappresenta nient’altro che il “tempio” dove si compie il disegno divino della “procreazione”, di un concetto di genitorialità retrogrado e oscurantista che niente ha a che fare con la difesa degli interessi dei bambini.
Battersi contro la “maternità surrogata reato universale” è dunque un dovere imprescindibile per chi vuol combattere il sistema capitalistico, il suo governo e la sua visione oscurantista, dogmatica e antifemminile della vita, della sessualità, della donna e della famiglia. Ma occorre anche battersi perché sia riconosciuto il diritto alla GPA anche in Italia sia alle coppie eterosessuali sterili che alle coppie dello stesso sesso, sulla base di una libera scelta delle donne e senza scopo di lucro e come pratica medica fornita esclusivamente dal servizio sanitario pubblico, come noi marxisti-leninisti sosteniamo da sempre. Di pari passo va l’affermazione del diritto alla genitorialità dei propri figli per chi fa ricorso alla GPA senza doversi rivolgere ogni volta ai tribunali.
Anche le masse cattoliche democratiche e progressiste, come è già stato per il divorzio e l'aborto, hanno tutto l'interesse che anche su questo tema si affermi una visione progressista, democratica e scientifica. Non è concepibile il tentennamento e la sostanziale contrarietà della “sinistra” borghese verso la GPA che in questo modo apre un'autostrada davanti alle armate integraliste della Meloni e del Vaticano che invece vanno fermate il prima possibile attraverso un largo fronte unito che sostenga una vera e propria controffensiva ideologica, culturale e politica oltreché una lotta di massa e di piazza contro le nere misure del governo e del parlamento.
 
28 giugno 2023