Militante Commemorazione di Mao nel 47° Anniversario della sua scomparsa. Entusiasmante intervento di Monica Martenghi. Le istanze di base del PMLI esaltano Mao e la linea del Partito. Commemorati Lucia Guida e Andrea Bartoli. Un giovane membro del PMLI: “Voglio ricordarvi di non demordere e soprattutto di non farsi schiacciare dai partiti o movimenti più numerosi; dimostriamo tutto il carisma e quel gigante ideologico che è il PMLI anche quando si è soli contro dieci, cento o mille!”
Cammilli invita il proletariato a lottare per la conquista del potere politico e del socialismo armandosi del marxismo-leninismo-pensiero di Mao
Incoraggianti messaggi dall'Italia, dalla Cina, dalla Russia, dagli Stati Uniti, dall'America latina e da un buddista. L'applaudito messaggio della C.S.I. cita Mao: “Il popolo e solo il popolo è la forza motrice che crea la storia del mondo”. Un compagno giornalista americano: “Ho trovato il saggio del compagno Scuderi su 'La questione del potere politico' corroborante e prezioso, dovrebbe essere ampiamente letto e studiato dal popolo italiano e da tutti i popoli del mondo”. La Lega proletaria cinese del Partito Comunista: “La lotta dei compagni italiani è una nuova guida per noi”. Un professore maoista cinese esalta la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria. Azione Fulminante – Usa: “L’Italia ha un distaccamento di lotta proletaria che è il PMLI, fondato nel 1977 da quattro Pionieri, principalmente il compagno Scuderi che ha guidato e diretto il PMLI per gloriosi 46 anni. Facciamo i nostri più sinceri saluti rossi al compagno Scuderi per il suo continuo servizio al proletariato italiano e al proletariato internazionale”
Mao vive nel PMLI e nel mondo

Come ogni anno il PMLI ha adempiuto con grande partecipazione militante e impegno politico di tutte le istanze, simpatizzanti e amici del Partito, al suo giuramento di onorare solennemente Mao ad ogni anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 9 settembre 1976, con la Commemorazione del grande Maestro del proletariato internazionale che si è tenuta domenica 10 settembre a Firenze, nella Sala delle ex Leopoldine in Piazza Tasso, nel quartiere popolare di San Frediano dove il Partito ha le sue radici storiche.
Il tema scelto per questa 47ª Commemorazione era “Gli insegnamenti di Mao sul ruolo del proletariato nella rivoluzione e nel socialismo”. Un tema di grande importanza strategica e politica, brillantemente trattato dal compagno Andrea Cammilli, operaio e sindacalista, Responsabile della Commissione di massa del Comitato centrale del PMLI e membro della Redazione centrale de “Il Bolscevico”, che con grande profondità di analisi e capacità di sintesi propositiva ha messo in grado il Partito e il proletariato di comprendere a fondo la situazione attuale e applicare al meglio gli insegnamenti di Mao nella lotta contro il governo neofascista Meloni e per il socialismo e il potere politico del proletariato.
La Commemorazione è il più importante evento politico dell'anno nella vita del Partito, che in questa occasione rafforza la sua unità e spirito rivoluzionari e arricchisce la sua linea politica e organizzativa, attingendo alla fonte inesauribile degli insegnamenti di Mao e degli altri Grandi Maestri del proletariato internazionale per affrontare con rinnovato slancio le nuove battaglie di classe che lo attendono.
Come ha sottolineato infatti lo stesso compagno Cammilli nel salutare e ringraziare gli intervenuti, “la Commemorazione di Mao che facciamo ogni anno non è un rituale fine a sé stesso, non è solo un doveroso omaggio a questo grande Maestro del proletariato internazionale. Noi riteniamo che i suoi insegnamenti siano tutt'ora validi e che la sua vita sia un esempio per tutti i rivoluzionari, perciò ci ispiriamo ai suoi insegnamenti nella lotta di classe per conquistare il socialismo e il potere politico del proletariato. Il pensiero di Mao, unitamente a quello di Marx, Engels, Lenin e Stalin, è la bussola della Lunga marcia del PMLI sulla via dell'Ottobre verso l'Italia unita, rossa e socialista. Senza di essa brancoleremmo nel buio, non sapremmo come uscire dal capitalismo e difficilmente esisterebbe ancora il PMLI. Grazie a questa bussola, che abbiamo preso tra le nostre mani fin da subito, il PMLI vive e lotta fermamente attestato sulla via dell'Ottobre e del socialismo”.

La rossa accoglienza
Ad accogliere i partecipanti, provenienti da ogni parte d'Italia, era la splendida sala rossa addobbata con grande cura dalle Commissioni di organizzazione e di stampa e propaganda del CC del PMLI, dal Comitato provinciale di Firenze, dalla cellula “Nerina 'Lucia' Paoletti” di Firenze e da simpatizzanti attivi del Partito. In fondo alla sala risaltava il rosso tavolo della Presidenza, dietro al quale campeggiava il pannello con il tema della Commemorazione scritto a grandi caratteri, con il bel manifesto cinese raffigurante Mao ritratto sullo sfondo di una bandiera rossa con falce e martello e con in primo piano una folla di giovani, operai, contadini, soldati e rappresentanti delle minoranze nazionali che impugnano libri con gli scritti di Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao sulla dittatura del proletariato. Sul tavolo della presidenza erano esposti cinque bicchieri da birra con incisi le effigi dei Maestri, donati dalla Cellula “Vesuvio Rosso” di Napoli.
Ai lati del tavolo e del podio per gli oratori, quattro gruppi di bandiere del PMLI e dei Maestri completavano la scenografia della presidenza. I muri perimetrali della sala erano ravvivati da altre bandiere e da diversi manifesti del PMLI, tra cui quello ufficiale della Commemorazione, quello contro il governo neofascista Meloni, quello contro il nuovo zar Putin e in appoggio all'Ucraina, quello in onore del 128° Anniversario della scomparsa di Engels, quello per il proselitismo, quello per il lavoro, salari e pensioni più alti, il socialismo e il proletariato al potere, e infine quello per celebrare il 79° Anniversario della Liberazione di Firenze dal nazi-fascismo.
Vicino all'ingresso, ad accogliere gli intervenuti, un grande tavolo rosso con i libri, i documenti e gli opuscoli del Partito, con in evidenza il volume di Scuderi, gli audiovisivi, le spille e altro materiale di propaganda, comprese delle copie a colori de “Il Bolscevico”. Un sottofondo musicale di canzoni popolari e partigiane e degli inni del Partito completava il clima di calda accoglienza ai partecipanti.
 

Il saluto di Monica Martenghi
Alle ore 10 in punto, come da programma, sulle note solenni de “L'Internazionale”, i compagni dirigenti hanno preso posto al tavolo della presidenza, con al centro il Segretario generale, compagno Giovanni Scuderi, affiancato dal compagno Andrea Cammilli e dalla compagna Monica Martenghi, Direttrice responsabile de “Il Bolscevico” e responsabile della Commissione donne del CC del PMLI, che a nome del Comitato centrale del Partito ha aperto la Commemorazione dando il benvenuto ai partecipanti con un entusiasmante e applauditissimo discorso, pubblicato integralmente, comprese le parti non lette, su questo numero del giornale.
La compagna ha rivolto un calorosissimo saluto a tutti i presenti e in special modo a chi ha gravi problemi di salute, anche non presenti, a chi aveva fatto un lungo viaggio e a chi partecipava per la prima volta alla Commemorazione di Mao. In particolare ha invitato la sala a tributare un affettuoso applauso e incoraggiamento al compagno Alessandro, cofondatore del PMLI e colonna della politica estera de “Il Bolscevico”, che ha voluto essere presente nonostante stia attraversando un momento particolarmente difficile.
Ha poi espresso il profondo dolore del PMLI per la morte di operai sul lavoro e in particolare per l'atroce strage degli operai travolti dal treno a Brandizzo (Torino), e la ferma condanna dell'aggressione delle “forze dell’ordine” contro il presidio dei lavoratori di Mondo Convenienza a Campi Bisenzio (Firenze), da quasi 100 giorni in lotta contro i licenziamenti, il caporalato e per chiedere l’applicazione del contratto nazionale, ai quali è andato l'applauso di sostegno dei partecipanti.
Dopo aver salutato con entusiasmo la più numerosa delegazione presente, quella della Valdisieve, la compagna ha ringraziato le Commissioni centrali del Partito, il Comitato provinciale di Firenze e tutte le compagne e i compagni che col loro generoso lavoro hanno permesso di tenere questa importante manifestazione, peraltro anche stavolta vergognosamente ignorata dai media borghesi. Ha poi rivolto un ringraziamento particolare ai tre membri del CC e alla Cellula “Vesuvio Rosso” di Napoli per i regali di una stampatrice e di cinque bicchieri con l’effige dei cinque Maestri del proletariato internazionale, espressione dell'amore per il PMLI, così come ad alcuni simpatizzanti che inviano donazioni mensili al Partito.
Martenghi ha poi espresso un sentito ringraziamento per i messaggi ricevuti dall'Italia e dall'estero, tra cui alcuni particolarmente importanti da parte della Confederazione delle Sinistre Italiane, dagli Stati Uniti, dalla Bolivia, dall'America Latina, dalla Cina e dalla Russia: “In queste ultime settimane ci sono arrivati segnali molto importanti e incoraggianti”, ha detto la compagna citando quelli arrivati rispettivamente da uno studente diciassettenne marxista-leninista cinese che ha chiesto di essere membro del PMLI, dalla Lega proletaria cinese del Partito comunista che ha allacciato relazioni con il PMLI, dal professore maoista cinese, che ha esaltato la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria, dal Partito maoista russo, che ha allacciato relazioni col PMLI, dalla rivista America Rebelde del Cile che dà sempre più spazio al PMLI, e dal messaggio del buddista Ziyou, residente negli Stati Uniti.
I presenti hanno accolto con un caloroso e prolungato applauso queste importanti e sorprendenti novità, che dimostrano inoppugnabilmente che Mao non solo vive nel PMLI ma anche nel mondo, e che il PMLI è conosciuto e stimato all'estero. Martenghi ha sottolineato che questi importanti segnali ci spronano a migliorare sempre di più, e che dal 1976, con le Commemorazioni e i fondamentali interventi del compagno Giovanni Scuderi, “stiamo costruendo un monumento indistruttibile a Mao”. Un altro prolungato e caloroso applauso della sala ha accompagnato la citazione di un passo della domanda di ammissione al Partito del giovane compagno Gioele, che definiva i contributi di Scuderi su Mao “una bomba ideologica, filosofica e storica ad alto potenziale”. Il Segretario generale ha esclamato “viva, viva, viva i giovani marxisti-leninisti”!
Dopo aver invitato partiti, organizzazioni e singoli seguaci a rendere omaggio a Lenin il prossimo 21 gennaio, nel centenario della sua scomparsa, davanti ai suoi monumenti a Cavriago e a Capri, Martenghi ha ricordato, citandoli uno per uno, le compagne e i compagni militanti e simpatizzanti del PMLI che sono scomparsi: “Lucia” Nerina Paoletti, Battista Bruni (Tino), Cirano Biancalani, Angelo Cimmino, Vincenzo Falzarano, Bruno Ferrari, Giuseppe Lepore, Marco Marchi, Giuseppe Mazzola, Franco Melandri, Ferruccio Panico, Ferdinando Puglia, Lorenzo Santoro, Fabio Zannelli, Salvatore Zunica. Ai quali purtroppo quest'anno si sono aggiunti, scomparsi prematuramente, la compagna Lucia Guida, Segretaria della Cellula “Vincenzo Falzarano” di Fucecchio in provincia di Firenze, compagna di vita di Andrea Cammilli, e il compagno operaio e sindacalista Andrea Bartoli, simpatizzante attivo del PMLI. Per ciascuno di loro, nel silenzio commosso della sala, Martenghi ha letto la biografia invitando tutti i presenti ad alzarsi e osservare un minuto di silenzio. Al termine del quale ha fatto l'appello chiamando il suo nome e i partecipanti, salutando a pugno chiuso, hanno risposto coralmente e con forza, “PRESENTE”!
Martenghi ha poi presentato il compagno Andrea Cammilli, rimandando per una sua esauriente biografia politica a quella pubblicata in occasione della Commemorazione di Mao del 2017 da lui tenuta, ma non senza ricordare che è un compagno operaio, entrato nel Partito a 19 anni, sindacalista, Responsabile della Commissione di massa del CC del PMLI, membro della Redazione centrale de “Il Bolscevico”, e che ha diretto e continua a dirigere le delegazioni del PMLI alle più importanti manifestazioni nazionali e locali dei lavoratori.
Successivamente Martenghi è entrata in merito al significato della manifestazione nella situazione attuale. Partendo dal compito cruciale di elevare la coscienza politica del proletariato come classe per sé che aspiri a cambiare la società e conquistare il potere politico e il socialismo, la compagna ha detto che il suo principale nemico è il governo neofascista Meloni, facendo una concreta e sferzante disamina delle sue nefandezze economiche, politiche, sociali e culturali accumulate in un anno, nonché dei suoi progetti di presidenzialismo e autonomia differenziata e quant'altro: “Va buttato giù dalla piazza prima che riesca a raggiungere tutti i suoi obiettivi”, ha esclamato la compagna suscitando un forte applauso di consenso dalla sala.
Ha appoggiato la manifestazione nazionale della Cgil del prossimo 7 ottobre, ma ha denunciato anche la titubanza di Landini sullo sciopero generale e rivendicato con forza tra gli applausi la sua proclamazione sempre più urgente. E ha poi appoggiato le manifestazioni di piazza dei senza reddito di cittadinanza, unitamente alla loro prossima assemblea del 23 settembre a Roma, la manifestazione del 6 ottobre per il clima e il corteo studentesco nazionale di Firenze del 4 ottobre.
Con parole segnate da un profondo sentimento di sdegno e accompagnata da altrettanto sentiti applausi, Martenghi ha condannato la strage senza fine dei femminicidi e degli stupri, frutti della cultura borghese patriarcale e maschilista e della indifferenza e complicità del governo e delle istituzioni, rivendicando il lavoro, il risanamento delle periferie urbane e i centri antiviolenza, specialmente al Sud.
Nel successivo passaggio Martenghi ha spiegato la linea antimperialista del PMLI sull'Ucraina, sulla necessità di inviarle armi da parte dell'Italia per sostenerne la controffensiva smascherando i putiniani palesi e occulti e ribadendo che noi siamo favorevoli alla pace, ma sulla base della proposta di Zelensky.
Avviandosi a terminare il suo intervento la compagna ha chiamato tutto il Partito a fare ogni sforzo, senza badare a sacrifici, per compiere la sua missione storica, che è quella di dargli un corpo da Gigante Rosso per convincere il proletariato a lottare per conquistare il potere politico e il socialismo. “Abbiamo un forte Comitato centrale e un forte Segretario generale, Maestro, educatore, guida e organizzatore del PMLI, il compagno Scuderi. Se seguiamo le loro indicazioni con determinazione e intelligenza tattica, possiamo farcela, dobbiamo farcela”, ha detto Martenghi, per poi chiudere tra gli applausi entusiasti del pubblico e il lancio di parole d'ordine il suo importante e trascinante intervento, che ha introdotto magnificamente il discorso di Cammilli.
 

I calorosi messaggi al PMLI e a Scuderi
Subito dopo il suo intervento Martenghi ha invitato la delegazione ad hoc ad andare a deporre l'omaggio floreale del Partito alla lapide dedicata ai martiri di Piazza Tasso trucidati dai fascisti repubblichini il 17 luglio 1944, invitando la sala a salutarla con un applauso. Con grande rincrescimento la compagna ha informato i presenti dell'assenza, per motivi di salute e per la prima volta ad una Commemorazione, del compagno Emanuele Sala, cofondatore del PMLI, membro del Comitato Centrale a vita, membro dell’Ufficio politico, primo Responsabile della Commissione di massa del CC del Partito, i cui discorsi commemorativi di Mao sono di fondamentale importanza. I partecipanti hanno tributato al compagno Sala un affettuoso applauso.
Prima di dare la parola ai delegati delle istanze di base e ai simpatizzanti selezionati dalla Commissione per il lavoro di organizzazione del CC del PMLI, tenuti presente i contenuti, le necessità del momento del Partito e la rappresentatività - interventi purtroppo necessariamente limitati nel numero di dieci e nella durata di due minuti ciascuno a causa del ristretto tempo a disposizione - la compagna ha letto, ringraziandole e proponendo un applauso per ciascuna di esse, nell'ordine: l'elenco delle Istanze di base del Partito a cui non è stato possibile dare la parola per mancanza di tempo; la lista delle istanze di base del Partito assenti per motivi di salute, professionali o economici e che hanno inviato un messaggio di saluto; la lista dei simpatizzanti e degli amici del PMLI che hanno inviato un messaggio di saluto e che non erano presenti; la lista dei simpatizzanti e degli amici del PMLI che hanno inviato un messaggio di saluto e che erano presenti; la lista delle Organizzazioni italiane che hanno inviato un messaggio di saluto e che non erano presenti. Tra queste ultime la compagna ha letto un brano del messaggio inviato dalla Confederazione delle Sinistre Italiane in cui si ribadisce l'obiettivo di “creare una sinistra unita che ritorni a parlare con il popolo” secondo l'insegnamento di Mao che “ Il popolo, e solo il popolo, è la forza motrice che crea la storia del mondo ”.
Chiudeva l'elenco la lista dei compagni esteri che hanno inviato un messaggio di saluto e che non erano presenti. Messaggi che non è stato possibile leggere integralmente per mancanza di tempo ma pubblicati anch'essi su “Il Bolscevico”. La compagna ha letto però dei brani sintetici di alcuni di essi, e tra questi, nell'ordine:
quello del compagno giornalista americano Christopher, che ha scritto: “Ho trovato il saggio del compagno Scuderi sulla questione del potere politico corroborante e prezioso, dovrebbe essere ampiamente letto e studiato dal popolo italiano e da tutti i popoli del mondo”;
quello della Lega proletaria cinese del Partito comunista che ha scritto: “La lotta dei compagni italiani è per noi una nuova guida e l'analisi del mondo e dei tempi da parte dei compagni italiani è completamente corretta”;
quello del compagno Inti dell’America latina, attualmente in Bolivia, che ha scritto: “Invio i miei saluti al PMLI, nella speranza che goda di molti anni di successo nella sua lunga marcia di lotta per il proletariato italiano sotto la bandiera di Mao. Le masse sudamericane, come tutte le masse, gioiranno certamente alla vista di un'Italia unita, rossa e socialista”;
quello del professore maoista cinese, che ha scritto: “La teoria di Mao della Continuazione della Rivoluzione sotto la Dittatura del proletariato e la pratica che l’accompagna della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria sono state il suo più grande contributo al marxismo-leninismo”;
quello della rivista cilena America Rebelde, che ha scritto: “Rendiamo omaggio agli sforzi compiuti dal Partito marxista-leninista italiano nella realizzazione di questo evento della Commemorazione di Mao”;
quello del buddista Zìyóu, follower della pagina facebook nazionale del PMLI, che ha scritto: “Mao ha detto che gli imperialisti non ‘deporranno mai il loro coltello da macellaio e diventeranno improvvisamente Buddha ’. Spero che il PMLI possa essere all’altezza dell’obiettivo di liberare il popolo italiano”.
Il messaggio di saluto di Azione Fulminante – Usa non è stato letto in sala perché arrivato successivamente, ma chiude magnificamente la lista. Esso dice fra l'altro: “L’Italia ha un distaccamento di lotta proletaria che è il PMLI, fondato nel 1977 da quattro Pionieri, principalmente il compagno Scuderi che ha guidato e diretto il PMLI per gloriosi 46 anni. Facciamo i nostri più sinceri saluti rossi al compagno Scuderi per il suo continuo servizio al proletariato italiano e al proletariato internazionale”.
La lettura di ognuno di questi brani è stata salutata dagli applausi della sala e da un caloroso solidale e internazionalista applauso finale. Il compagno Scuderi li ha accompagnati uno per uno con espressioni e commenti di viva soddisfazione, che alla fine ha riassunto con queste parole: “Non ci dobbiamo stancare ad applaudire,. Noi dobbiamo essere bravi sia a criticare e sia ad applaudire ed elogiare chi opera bene per le masse italiane e di tutto il mondo”.
 

I saluti delle istanze e dei simpatizzanti
Si sono quindi succeduti gli interventi di dieci delegati delle istanze di base e di un simpatizzante del Partito per portare il saluto alla Commemorazione. Tutti gli interventi, calorosamente applauditi dalla sala e spesso sottolineati anche dagli elogi del Segretario generale, sono riusciti ad esprimere l'unità del Partito attorno a Mao e l'unanime impegno ad applicare i suoi insegnamenti, a partire dalla lotta contro il governo neofascista Meloni, nelle lotte delle masse e nel lavoro di propaganda nelle proprie realtà locali e per convincere il proletariato a riprendere coscienza del suo ruolo storico per la conquista del potere politico e del socialismo.
Non riportiamo qui tutto quanto detto negli importanti interventi, anche perché si possono leggere integralmente su questo stesso numero de “Il Bolscevico”, e ci limitiamo perciò a farne un riassunto sintetico dal quale crediamo emerga lo stesso il grande amore dei militanti e dei simpatizzanti del Partito per Mao e il loro grande, risoluto impegno per mettere in pratica i suoi insegnamenti nelle loro lotte quotidiane e per dare al PMLI un corpo da Gigante Rosso.
Il compagno che a nome della Cellula “Vincenzo Falzarano” di Fucecchio ha aperto gli interventi, ha fatto un quadro assai efficace della situazione dei lavoratori e delle masse popolari sotto il governo neofascista Meloni, denunciando le aggressioni poliziesche ai lavoratori in lotta, le morti sul lavoro, i salari insufficienti, gli attacchi ai diritti civili, ai migranti, alla magistratura ecc: “Se non è fascismo tutto questo, come lo si vuol chiamare?” ha esclamato, chiudendo poi il suo saluto alla Commemorazione con un elogio degli insegnamenti di Mao e della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria.
Il compagno intervenuto a nome dell'Organizzazione di Vicchio del Mugello, dopo aver definito Mao un “pilastro imprescindibile” della nostra azione, ha messo in rilievo come l'esperienza fatta nelle lotte sindacali confermi l'esistenza del problema di far riacquistare al proletariato italiano la coscienza di classe per sé e del suo ruolo rivoluzionario, chiudendo poi l'intervento ricordando con grande affetto “il nostro indimenticabile compagno di lotta Andrea Bartoli” e promettendo di seguire “l'esempio che ci ha lasciato”.
La compagna intervenuta per la Cellula “Stalin” di Forlì, ha denunciato in particolare il criminale abbandono da parte del governo della popolazione dell'Emilia-Romagna gravemente prostrata dalla disastrosa doppia alluvione di maggio, e segnatamente della premier neofascista Meloni, che non ha rispettato le promesse fatte durante la sua passerella nelle zone alluvionate, concludendo che solo il proletariato può fermare la distruzione dell'ambiente da parte del capitalismo, e solo il socialismo può salvare il pianeta e dare il potere al proletariato. Il Segretario generale ha approvato esclamando “Viva le compagne”!
La compagna che ha parlato a nome della Cellula “F. Engels” della Valdisieve ha parlato delle prossime elezioni locali, denunciando le responsabilità dei revisionisti e riformisti che hanno spianato la strada alla destra che potrebbe vincerle in questa zona dove era “impensabile fino a qualche anno fa”, e ha sottolineato l'impegno della sua Cellula per rilanciare la nostra proposta sull'astensionismo e i Comitati popolari, chiudendo poi anche l'intervento col ricordo del compagno Andrea Bartoli “che lotta accanto a noi con la bandiera rossa in pugno”.
La compagna intervenuta a nome della Cellula “Nerina 'Lucia' Paoletti” di Firenze ha descritto fra l'altro l'intensa e impegnativa attività dell'istanza nell'area fiorentina a fianco dei lavoratori in lotta (GKN e Mondo Convenienza in testa) e negli altri movimenti di lotta, come quelli degli studenti e per la chiusura delle sedi fasciste, contro la cementificazione e la svendita della città ai privati e contro la nuova sede della Nato.
Il compagno intervenuto per l'Organizzazione di Campobasso ha esaltato l'importanza e l'attualità degli insegnamenti di Mao e della sua strenua lotta contro il revisionismo, avendo ben compreso che la lotta di classe contro la borghesia continua anche nel socialismo, ed ha esortato ad avere fiducia nel proletariato di arrivare a comprendere il messaggio del PMLI, chiudendo l'intervento con l'incitamento a procedere “Avanti con Mao e il PMLI verso l'Italia unita, rossa e socialista”.
Respingendo e ridicolizzando tutte le tesi liberali e riformiste borghesi sulla “fine” della lotta di classe e sulla “estinzione” della classe operaia, il compagno che ha parlato a nome della cellula “Mao” di Milano ha ribadito con forza che la borghesia non può esistere senza lo sfruttamento della classe operaia, perché la forza lavoro operaia è la fonte di ogni profitto capitalistico, mentre la classe operaia può esistere benissimo senza la borghesia, come dimostra l'esperienza storica del socialismo realizzato nell'Unione Sovietica di Lenin e Stalin e nella Cina di Mao. Scuderi ha sottolineato esclamando “bravo!” questa verità ribadita dal compagno di Milano.
Il compagno intervenuto a nome della Cellula “Vesuvio Rosso” di Napoli ha esaltato l'insegnamento di Mao come “la bussola marxista-leninista per orientarci nella lotta contro il governo neofascista Meloni e la giunta antipopolare del burattino di De Luca e Conte, Manfredi. Egli ha poi trasmesso al compagno Cammilli l'abbraccio speciale della Cellula per la scomparsa della compagna Lucia Guida e ha chiuso l'intervento ricordando che ricorre l'80° Anniversario delle gloriose 4 giornate di Napoli, la prima città europea ad essere liberata dai nazi-fascisti.
Un compagno simpatizzante di Genova ha dato a sua volta un bel contributo di idee al Partito centrando il suo intervento sulla sua missione di unico e autentico partito del proletariato col compito di guidarlo alla rivoluzione e al socialismo, e di conseguenza sulla necessità di rompere l'isolamento a cui è sottoposto da parte della borghesia intensificando il lavoro di propaganda e di sostegno alle lotte operaie, studentesche, in difesa dell'ambiente e per i diritti civili. “I simpatizzanti del PMLI vanno molto forte”, ha commentato Scuderi applaudendolo alla fine dell'intervento.
Ha chiuso gli interventi di saluto il giovane compagno a nome dell'Organizzazione di Genova, membro del Partito da quasi 7 mesi, come ha precisato Martenghi nel dargli la parola. Il compagno si è detto fiero di rappresentare l'Organizzazione di Genova del PMLI, aggiungendo che “guardando altrove non trovo nessun altro partito come il nostro”, ed esortando ad essere coerenti con le sue qualità anche nel nostro lavoro sul territorio. “Voglio ricordarvi – ha detto poi il compagno nel concludere il suo entusiasmante intervento accolto da un caloroso applauso - di non demordere e soprattutto di non farsi schiacciare dai partiti o movimenti più numerosi, dimostriamo tutto il carisma e il gigante ideologico che è il PMLI anche quando si è soli contro dieci, cento o mille”!
La compagna Martenghi ha osservato con soddisfazione che “non potevamo chiudere meglio gli interventi”! Il Segretario generale, che aveva sottolineato il suo discorso con esclamazioni di “grande, grande!”, si è complimentato personalmente con lui e ha detto: “I giovani italiani sono grandissimi e molto, molto forti. Bisogna avere fiducia nei giovani, le ragazze e i ragazzi, e noi nelle nostre file ne abbiamo di potenti”!
 

Il discorso di Andrea Cammilli
Alla fine degli interventi di saluto la compagna Martenghi ha dato la parola al compagno Cammilli per il suo importante discorso commemorativo tenuto a nome del CC del PMLI, informando i presenti che per stare nei tempi previsti ne avrebbe potuto saltare alcuni passaggi (come poi è successo), invitandoli a leggere la versione integrale pubblicata su questo numero de “Il Bolscevico” e sul sito del Partito.
Il compagno ha iniziato esprimendo la sua gioia rivoluzionaria nel ritrovarsi assieme a questo “appuntamento che rinsalda la nostra unione e il nostro spirito rivoluzionario”. Ricordando che è grazie a Mao e all'influenza della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria che è stato fondato il PMLI su impulso dei primi pionieri guidati da Giovanni Scuderi, Cammilli ha spiegato il tema di questa 47ª Commemorazione rimarcando il ruolo storico rivoluzionario del proletariato, senza la cui opera è impossibile abbattere il capitalismo e conquistare il socialismo. Il problema è che oggi il proletariato ha smarrito la coscienza di questo suo ruolo storico, e allora sta a noi marxisti-leninisti farglielo riassumere, sconfiggendo la nefasta influenza su di esso dei revisionisti e riformisti.
Dopo aver rievocato in modo abbreviato ma comunque esemplare la storia della vita e dell'opera di Mao, il compagno ha approfondito la missione e il ruolo storici del proletariato portando ad esempio la lotta per la costruzione del socialismo in Cina, per la quale Mao aveva assegnato al proletariato cinese un ruolo dirigente in tutte le fasi e in ogni campo, indipendentemente dalla sua consistenza numerica e formazione relativamente recente. In particolare dopo il XX Congresso del PCUS e il tradimento dei revisionisti kruscioviani, per Mao la centralità della classe operaia e della lotta di classe nel socialismo, un proletariato e una gioventù rivoluzionaria provvisti dell'ideologia marxista-leninista, erano le uniche armi efficaci per impedire la restaurazione del capitalismo nei paesi socialisti, Cina compresa.
Venendo al ruolo del proletariato italiano nella lotta di classe, il compagno ne ha tratteggiato la storia di oltre 150 anni, dalle prime influenze del marxismo, filtrate però dal riformismo del PSI, fino alla fondazione del PCd'I sotto l'inpulso di Lenin e della III Internazionale, deviando però subito dal marxismo-leninismo e dalla rivoluzione per indirizzarsi irreversibilmente verso il revisionismo per colpa prima di Gramsci e poi di Togliatti. Notevole è il contributo del compagno nell'analisi delle influenze riformiste e revisioniste sul movimento operaio italiano, a partire dalla fondazione del PCd'I fino alle loro conseguenze nel dopoguerra e finanche nel periodo attuale, individuando il filo storico che ha portato negli anni la CGIL all'attuale linea riformista, cogestionaria e neocorporativa di Landini, erede di quella revisionista di Di Vittorio e Lama e della politica di “patto sociale” degli anni '92-'93: “Se adesso in Italia ci troviamo con i salari più bassi d'Europa, pensioni da fame, precariato dilagante, lo dobbiamo anche a questa stagione sindacale”, ha esclamato il compagno tra gli applausi, che si sono ripetuti ancora più forti quando ha stigmatizzato l'attendismo di Landini e ha chiesto che sia proclamato “subito lo sciopero generale e da tutti i sindacati”.
Cammilli è poi passato ad analizzare i compiti che spettano al PMLI per far acquistare al proletariato il suo ruolo nella lotta di classe. Dopo aver smontato una per una le teorie liberali, riformiste e operaiste che negano l'esistenza del proletariato come classe o ne sminuiscono e snaturano il suo ruolo rivoluzionario, ha ribadito con forza che il proletariato ha il diritto di rivendicare il potere politico, sia perché produce tutta la ricchezza del Paese, sia perché è l'unica classe che può sradicare lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo ed è di gran lunga numericamente maggiore rispetto alla borghesia: il proletariato, ha esclamato il compagno tra gli applausi citando l'Editoriale del Segretario generale per l'ultimo Anniversario della fondazione del PMI, “ha il diritto di avere il potere politico. Un diritto che deve rivendicare con forza e determinazione e imporlo con la rivoluzione socialista, quando matureranno le condizioni, perché non gli è riconosciuto dalla Costituzione e perché non è possibile ottenerlo per via parlamentare ”.
Dopo una sferzante e dettagliata critica alla esaltazione della Costituzione borghese del 1948 invocata come una panacea dai revisionisti togliattiani e oggi dai riformisti e dai trotzkisti, e aver sottolineato che oggi essa è già stata ampiamente demolita da destra ed è minacciata di essere distrutta dalla controriforma presidenzialista e dall'autonomia differenziata del governo neofascista Meloni, Cammilli ha invitato il proletariato italiano a respingere le illusioni costituzionali, parlamentariste, elettoraliste, riformiste e pacifiste e a porsi la questione del potere politico, che è la madre di tutte le questioni.
Il PMLI è disponibile ad allearsi con tutte le forze che combattono il capitalismo e vogliono il socialismo, e a questo scopo ha rivolto un invito a tutti i partiti con la bandiera rossa ad aprire una grande discussione pubblica e privata per elaborare un progetto comune sul socialismo e sul potere del proletariato. Per ora il tentativo non è andato a buon fine, anche a causa delle diverse posizioni sulla guerra all'Ucraina, eppure ciò non dovrebbe pregiudicare l'unità d'azione su altri temi, a cominciare dalla lotta al governo neofascista Meloni. Suscitando forti applausi di approvazione dei partecipanti, Cammilli ha ribadito in ogni caso la nostra posizione fin dall'inizio a fianco della Resistenza ucraina e contro l'aggressore russo, spiegandone dettagliatamente le motivazioni coerentemente antimperialiste, anche per quanto riguarda l'invio delle armi da parte del governo italiano.
Affrontando poi l'ultimo capitolo del suo importante discorso, il compagno ha sviluppato una spietata requisitoria contro il governo neofascista Meloni, nemico politico principale del proletariato e delle masse popolari, che conclude la marcia su Roma elettorale iniziata dal Movimento sociale italiano (MSI) fondato dal fucilatore dei partigiani Giorgio Almirante, mettendone a nudo il disegno volto a completare il regime capitalista neofascista col presidenzialismo e il federalismo, secondo il disegno della P2 denunciato dal PMLI fin dal primo momento. E ha rinnovato – accompagnato dai calorosi applausi di assenso della sala e dall'esclamazione di “bravo!” di Scuderi, l'appello del PMLI ad abbatterlo dalla piazza creando un fronte unito più ampio possibile composto dalle forze anticapitaliste, a cominciare da quelle con la bandiera rossa, dalle forze riformiste e dai partiti parlamentari di opposizione.
Avviandosi alle conclusioni il compagno ha esortato il proletariato italiano a comprendere che quello che occorre è abbattere il capitalismo e conquistare il socialismo e il potere politico, e ha rivolto un appello a tutti coloro che vogliono seguire le orme di Mao e degli altri Maestri ad entrare nel PMLI per dargli la forza necessaria ad adempiere gli obiettivi che si è posto fin dalla sua nascita.
“Ci rivolgiamo – ha detto Cammilli - a tutti gli anticapitalisti e a tutti i rivoluzionari e rivoluzionarie, in primo luogo però ci rivolgiamo alle figlie e ai figli migliori, più avanzati e più combattivi del proletariato, che devono costituire la testa e l'ossatura portante del PMLI, e alle ragazze e ai ragazzi che lottano per un mondo nuovo e che abbiano gli stessi sentimenti, la stessa determinazione e la stessa tempra dei coetanei che hanno fondato il PMLI e sono ancora fedeli alla causa”. E accompagnato dagli scroscianti applausi della sala, ha terminato il suo magistrale discorso con la magnifica citazione di Mao esortante il proletariato a trasformare il mondo e sé stesso. Il Segretario generale l'ha così commentata: “Basterebbe questa citazione di Mao per dire com'è grande, com'è profondo, com'è legato alle masse della Cina e di tutto il mondo. Mao è una meraviglia rossa, con Mao vinceremo”!
 

Le conclusioni della manifestazione
Al termine del discorso di Cammilli, mentre tutta la sala in piedi gli tributava un lungo, forte e meritato applauso, il Segretario generale lo ha abbracciato complimentandosi con lui e ringraziandolo calorosamente.
Dopo il lancio delle parole d'ordine, “Mao, Mao, Mao” e “PMLI, PMLI, PMLI”, scandite ciascuna due volte, tutta la sala in piedi e a pugno chiuso ha intonato in coro i tre Inni del Partito: “L'Internazionale”, “Bandiera Rossa” e “Il Sole Rosso”. Seguiti subito dopo dal lancio delle parole d'ordine: “Giù, giù, giù, governo Meloni buttiamolo giù”! “Potere politico va conquistato, questa è la missione del proletariato”! “Il proletariato al potere, per l'Italia unita, rossa e socialista”! “Viva Marx, viva Engels, viva Lenin, viva Stalin, viva Mao Zedong”! “Con Mao per sempre”! “Coi Maestri e il PMLI vinceremo”!
Prima di dichiarare la Commemorazione di Mao del 2023 vittoriosamente conclusa e augurare a tutti buona salute e un buon ritorno a casa, la compagna Martenghi ha ringraziato tutti i partecipanti, rivolgendo un ringraziamento particolarmente caloroso a tutti coloro che hanno versato dei contributi economici, prima e anche durante la Commemorazione. Contributi che per noi, ha detto, “sono come il pane, l'acqua e l'aria. Siamo commossi e grati per questa premura dimostrata nei confronti delle necessità finanziarie del nostro amato Partito”. E ha invitato i simpatizzanti e gli amici del Partito presenti a scrivere a “Il Bolscevico” le loro impressioni sulla Commemorazione.
Aggiungendo al saluto finale della compagna il suo plauso e i suoi personali saluti ai partecipanti, rivolgendosi in particolare ai molti in procinto di intraprendere lunghi e faticosi viaggi di ritorno, il compagno Scuderi ha voluto rivolgere loro queste affettuose parole: “Bravi, che forza, che coraggio! Buon proseguimento, buona salute. Salutate tutti i compagni. Tante cose belle a ciascuno di voi”.
 

13 settembre 2023