Discorso integrale pronunciato all'Assemblea nazionale di NUDM a Firenze
Scartoni: Uniamoci contro il governo neofascista Meloni

Buongiorno a tutt*
Cercherò di essere breve, prendendo come spunto dalle tre domande poste come linee guida a questa plenaria. E cioè cosa ci spinge a partecipare a Non una di meno? Che cosa ci blocca, ci allontana? Cosa immaginiamo/desideriamo per il 25 novembre?
Parlo da antifascista, anticapitalista, antimperialista e marxista-leninista e penso che oggi più che mai con a capo di governo la neofascista Meloni c'è urgenza di mobilitarci come donne.
Perché nessun governo, se non quello fascista di Mussolini, è stato più distante dalle esigenze e dai bisogni delle masse femminili sfruttate e oppresse per ideologia, cultura, morale, etica, concezione retrograda e oscurantista della vita, della scienza, della società. E infatti ha cominciato con l'istituzione del Ministero della “Famiglia, natalità e pari opportunità” che dal nome è già tutto un programma, non a caso assegnato alla ministra di Fratelli d'Italia, Eugenia Roccella, famigerata per le sue posizioni retrograde, omofobe e antifemminili. E poi c'è stata la manovra finanziaria di fine anno e quella che si appresta a varare tutte ispirate alla politica della “natalità” di memoria mussoliniana.
La Meloni sta cercando di fare tabula rasa di tutti i diritti conquistati fino a qui con lunghe lotte da parte dei movimenti femminili dal dopoguerra a oggi, come l'aborto, il divorzio, il diritto a una sanità pubblica, ai consultori, alla gratuità degli anticoncezionali, la sua politica cerca di renderli meno accessibili se non cancellarli del tutto. La Meloni e il suo governo martellano incessantemente sulla triade mussoliniana “Dio, Patria e Famiglia” e hanno come obiettivo quello di far arretrare la condizione civile e sociale delle donne, ricondurle in casa a “fare figli per la patria” per servire meglio gli interessi dei capitalisti italiani e inculcare alle nuove generazioni l'ideologia e la cultura reazionaria, razzista, nazionalista, maschilista, clericale, omofoba della destra.
Non ci stupisce che in questo clima neofascista stiano aumentando le violenze contro le donne e le persone LGBTQI+, che ci sia un femminicidio ogni due giorni. E il governo per contrastare i femminicidi cosa fa? Vara una legge basata esclusivamente su provvedimenti penali: rafforzamento e adozione rapida delle misure cautelari, ammonimento, braccialetto elettronico, arresto in flagranza. Tutti provvedimenti che in parte sono già in funzione da tempo e che in molti casi non sono riusciti a evitare la morte delle donne che precedentemente avevano fatto denuncia contro i proprio partner violenti.
Un governo che non si vergogna di promuovere attraverso il ministro dell'agricoltura Lollobrigida la difesa dell'”etnia italiana” che assomiglia tristemente alla “difesa della razza italica” di Mussolini. Un governo che cerca di soffocare ogni contestazione a suon di manganelli come è successo a Torino, dove la polizia ha represso gli studenti che manifestavano contro la partecipazione di Giorgia Meloni al Festival delle Regioni e delle Province autonome. Un governo che vuole la magistratura assoggettata ai suoi diktat vedi la crociata politica nei confronti della giudice di Catania Iolanda Apostolico che ha negato la convalida del trattenimento di 3 migranti giudicando il recente decreto del governo contro i richiedenti asilo “illegittimo in più parti”.
Alla luce della prima domanda “cosa spinge a partecipare a Nounadimeno”?, ecco che la risposta è che Nonunadimeno può fare molto contro questo governo e contro il sistema capitalistico, maschilista e patriarcale che genera solo sfruttamento, precarietà, oppressione, discriminazione e violenza contro le donne. Nel corso di tutti questi anni ho potuto vedere la grande potenzialità di mobilitazione di Nonunadimeno: Assemblee partecipate, manifestazioni imponenti. Nonunadimeno è sempre scesa in piazza e ha sempre trascinato in piazza centinaia e centinaia di donne, ragazze, persone LGBTQI+, giovanissime, meno giovani, uomini e famiglie intere. Secondo il mio modesto parere Nonunadimeno può dare un potente contributo per sconfiggere dalla piazza il governo Meloni e lo può fare unendo la sua forza agli altri movimenti che si stanno organizzando contro le politiche antidemocratiche della Meloni.
Oggi per essere qua ho dovuto fare una scelta: o partecipare all'assemblea di Nonunadimeno o andare alla grande manifestazione nazionale della Cgil, che vede l'adesione di oltre 200 organizzazioni e partiti che vanno da Pax Cristi ad Emergency ma non Nonunadimeno. Ho dovuto fare uno sforzo e vi confesso che è stata una sofferenza non essere a Roma oggi, e non certo perché condivido la linea collaborazionista e attendista del vertice Cgil e di Landini. E qui la risposta al secondo quesito che cosa ci blocca? cosa ci allontana? Sarò franca. Personalmente credo che il settarismo non porti da nessuna parte, proprio oggi che credo, abbiamo appunto la necessità urgente di creare un grande fronte unito di lotta contro il governo Meloni, andando al di là di questi settarismi, pregiudizi ed esclusioni. Perché sono convinta che solo la piazza può far cadere il governo Meloni. E dobbiamo farlo con urgenza, prima che riesca a raggiungere tutti i suoi obiettivi.
E all'ultima domanda rispondo: mi aspetto che la manifestazione nazionale del 25 novembre sia una grande manifestazione che dia un segnale di forza contro il governo Meloni, che sia aperta a tutte le forze antifasciste, anticapitaliste e antigovernative, che siano libere di partecipare con le proprie insegne, che si avvii in Nonunadimeno quel processo di dialogo e confronto con tutte le forze e organizzazioni antigovernative e democratiche portando il proprio contributo sui temi come l'aborto, il divorzio, per lottare contro la privatizzazione della sanità e dell’istruzione, per un lavoro stabile a tutt*, contro la povertà, per il risanamento delle periferie urbane, il clima e l’ambiente, per costruire centri antiviolenza in tutte le regione dal nord al sud e potenziare quelli esistenti.
Rivolgo la solidarietà e il plauso all’attivista iraniana Narges Mohammadi alla quale l'Accademia di Svezia ha ieri assegnato il Premio Nobel per la Pace 2023. Mohammadi è ancora in prigione in Iran con una condanna a circa 31 anni, e il premio ha riconosciuto “la sua coraggiosa lotta contro l'oppressione delle donne in Iran e per i suoi sforzi nella promozione dei diritti umani e della libertà per tutti”.
Grazie

11 ottobre 2023