Importante dichiarazione del Segretario generale dell'Onu Antonio Guterres
“56 anni di soffocante occupazione israeliana”
Passa a Larghissima maggioranza la risoluzione che condanna Israele ai suoi crimini storici. L'Italia si astiene confermando l'appoggio del governo Meloni ai sionisti
 
La questione palestinese è stata al centro del dibattito internazionale dell'ONU che dopo giorni di confronto, ha approvato una risoluzione di importanza attuale e storica. Ad aprire la discussione, come non mai densa di scontri e di tensioni, è stato l'intervento del Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, che ha messo senza mezzi termini un punto di verità fondamentale sulla questione israelo-palestinese.
 
Guterres inchioda i sionisti alle loro responsabilità storiche
Nell'assise convocata in occasione del 78° anniversario dall'entrata in vigore della Carta delle Nazioni Unite, Guterres ha affermato: “È importante riconoscere che gli attacchi di Hamas non sono venuti fuori dal nulla. Il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione. Hanno visto la loro terra costantemente divorata dagli insediamenti e tormentata dalla violenza; la loro economia soffocata; la loro gente sfollata e le loro case demolite”.
Dopo aver chiesto di “risparmiare i civili” e ricordato i 35 operatori dell'ONU uccisi dalle bombe sioniste, forte e significativa è stata la sua la sua risposta alle argomentazioni del macellaio Nethanyahu, che accusa senza mezzi termini di violare il diritto umanitario internazionale: “Proteggere i civili non significa ordinare a più di un milione di persone di evacuare verso sud, dove non ci sono ripari, cibo, acqua, medicine e carburante, e poi continuare a bombardare il sud stesso”. Gli aiuti umanitari che riescono ad arrivare a Gaza nonostante il blocco israeliano li definisce “una goccia in un oceano di necessità”, fotografando un quadro terribile di morte e distruzione e di assenza di acqua e di ospedali che non sono più in grado di funzionare.
Com'era scontato dato il suo ruolo, Guterres ha condannato Hamas, che cita come la sola artefice dell'operazione militare del 7 ottobre e chiede l'immediata liberazione degli ostaggi. “Ho condannato in modo inequivocabile gli orribili e inauditi atti di terrore compiuti da Hamas il 7 ottobre in Israele – ha detto Guterres - Nulla può giustificare l'uccisione, il ferimento e il rapimento deliberato di civili o il lancio di razzi contro obiettivi civili. Tutti gli ostaggi devono essere trattati umanamente e rilasciati immediatamente e senza condizioni”.
In chiusura del suo intervento, oltre alla richiesta rivolta a tutte le nazioni del mondo di adoperarsi per raggiungere un immediato cessate il fuoco “che possa alleviare le sofferenze dei palestinesi” definite “senza precedenti” e il rilascio degli ostaggi israeliani, il leader dell'ONU ha rilanciato la proposta politica dei “Due Stati” per risolvere definitivamente le controversie in Palestina.
 
L'ira del governo sionista di Israele
Sebbene chiara sia la posizione di Guterres su Hamas, le sue dichiarazioni hanno fatto ribollire il sangue al governo sionista d'Israele che non può accettare, forte delle sue alleanze con i Paesi imperialisti occidentali, che una organizzazione internazionale autorevole nel diritto borghese come l'ONU, non spalleggi fino in fondo il suo ruolo e la sua azione, ma al contrario, ne denunci decenni di malefatte nei confronti del popolo palestinese.
L'ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Gilad Erdan, ha cancellato l'incontro previsto col segretario generale immediatamente dopo aver ascoltato il suo intervento e con un post sul social X poi ufficializzato in conferenza stampa, ne ha chieste immediatamente le dimissioni. “Il segretario generale dell'ONU, che dimostra comprensione per la campagna di uccisioni di massa di bambini, donne e anziani non è adatto a guidare l'ONU. (…) è completamente disconnesso dalla realtà nella nostra regione e che considera il massacro commesso dai terroristi nazisti di Hamas in un modo distorto e immorale. Chiedo si dimetta immediatamente”.
 
Israele se ne infischia dell'ONU e conferma la volontà di radere al suolo Gaza
I governi israeliani dei quali oggi è in carica quello in assoluto più fascista della storia guidato dal nuovo Hitler Nethanyahu, ci hanno abituato da sempre a dichiarazioni che tentano di ribaltare completamente la realtà dei fatti, trasformando le vittime in carnefici e viceversa; non si discosta da questa linea nemmeno Erdan che ha anche il coraggio di affermare: “È davvero triste che il capo di un'organizzazione emersa dopo l'Olocausto abbia simili orribili opinioni. Una tragedia!".
Al suo fianco, il ministro degli esteri israeliano Eli Cohen, non solo ha contestato la posizione generale di Guterres, ma respinge ogni approccio di cessate il fuoco confermando che il massacro dei palestinesi è solo all'inizio: “Come puoi accettare un cessate il fuoco con qualcuno che ha giurato di uccidere e distruggere la tua stessa esistenza? La risposta (militare a Gaza, ndr) è proporzionata al massacro del 7 ottobre che punta alla distruzione totale fino all'ultimo membro di Hamas”. Di fronte all'ONU dunque, Israele non teme di ribadire il suo obiettivo di “distruzione totale fino all'ultimo membro di Hamas” che definisce come “i nuovi nazisti”, quando invece è esattamente lo Stato sionista che continua a comportarsi come tale.
Intanto, come prima misura, Israele ha iniziato a negare i visti di ingresso a tutti i funzionari ONU nel Paese.
 
Larghissima maggioranza alla risoluzione su Gaza
Qualche giorno dopo, l’Assemblea generale ha approvato con ben 120 voti a favore la bozza di risoluzione finalizzata a una tregua umanitaria, intitolata “Azioni illegali di Israele nella Gerusalemme Est occupata e nei territori palestinesi occupati”. A presentarla è stata la Giordania, a nome di 40 Paesi in larga parte mediorientali, ma anche da Russia, Venezuela, Corea del Nord, Indonesia, Bolivia e altri. Non figura fra i promotori nessun Paese aderente all'UE.
Il testo ha ottenuto i sì della gran parte dei Paesi arabi, ma anche degli europei Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Irlanda, Lussemburgo e Malta. Al di fuori della Ue hanno votato sì tra gli anche Cina e Brasile. Solo 14 i voti contrari, tra i quali gli Usa e Israele, oltre ad Austria, Ungheria, Repubblica Ceca e Croazia.
Sono stati 45, invece, gli astenuti tra i quali figurano Germania, Regno Unito, Olanda, Svezia, Polonia, Bulgaria, Romania, Slovacchia, Giappone e India, oltre all'Italia, come vedremo più avanti. Mal digerisce Israele questo avallo internazionale ed è il solito Erdan che vomita veleno e arringa, affermando che “Oggi è un giorno che passerà alla storia nell’infamia, un giorno buio per l’Onu, che non ha più un briciolo di rilevanza o legittimità”.
Un altro elemento di estrema importanza che fa capire come sia chiaro ai Paesi arabi, ma non solo, che Hamas gode dell'appoggio popolare e fa parte integrante del movimento di resistenza palestinese, è stato la bocciatura dell'emendamento presentato dal Canada con il quale si proponeva di aggiungere al testo una condanna diretta dell’attacco dei miliziani di Hamas. A rincarare la dose e a rendere il boccone ancora più amaro per Tel Aviv, sono arrivate a chiusura dell'assemblea le parole della portavoce dell’Ufficio per i diritti umani dell’Onu Ravina Shamdasani, che ha definito i fatti di Gaza come veri e propri “crimini di guerra”.
 
L'astensione dell'Italia conferma l'appoggio del governo Meloni ai sionisti
L'Italia è stata fra i 45 Paesi che hanno scelto di astenersi. Le prime dichiarazioni sono state quelle dell’ambasciatore italiano all’Onu, Maurizio Massari al quale hanno fatto eco sia il vicepremier fascista e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato al Gr1, sia la premier Meloni. Secondo il Governo neofascista italiano nel testo mancherebbero tre importanti elementi quali la condanna inequivocabile nei termini più forti e senza ambiguità degli attacchi di Hamas a Israele del 7 ottobre, il riconoscimento del legittimo diritto a difendersi di ogni Stato sotto attacco e di Israele in questo caso, e un chiaro richiamo alle modalità di rilascio immediato degli ostaggi.
Ma certi elementi mancano proprio perché ben 120 Paesi hanno detto chiaramente da che parte sta la responsabilità delle stragi e dei massacri indiscriminati di civili, della situazione a Gaza oggi e di quella che la Palestina si porta dietro da settantacinque anni.
La risoluzione infatti – e meritoriamente a nostro avviso – non riconosce il diritto alla difesa di Israele perché lo accusa di essere lo Stato che attacca, che occupa e che si impossessa delle terre sulle quali non vanta alcun diritto.
L'astensione in una risoluzione così importante conferma l'appoggio incondizionato del governo Meloni al governo sionista d'Israele e, se ciò non fosse ancora chiaro, è sufficiente ascoltare le parole dello stesso Massarri il quale nel presentare il voto afferma che “L'Italia è e sarà con fermezza solidale verso Israele. Per noi la sicurezza di Israele non è negoziabile. Questo è ciò che il governo italiano, dal primo ministro al ministro degli esteri, ha sempre sostenuto”.
A nostro avviso le dichiarazioni di Guterres, seppur con certi limiti quali quello di non sostenere dichiaratamente la resistenza palestinese e il tentativo di ridurre Hamas a una organizzazione meramente terroristica, unite alla risoluzione approvata dall'Assemblea Generale, rappresentano una presa di posizione forte e importante, che condanna Israele alle sue responsabilità storiche, e che gli attribuisce di fatto decenni di soprusi, oppressioni e stragi nei confronti del popolo palestinese, da oggi considerate anche per l'ONU l'humus che poi ha generato la Resistenza palestinese e le sue azioni.
 
Il genocidio del popolo palestinese
D'altra parte non è un caso, bensì una conseguenza dell'immobilismo della comunità internazionale, se Israele ha potuto farsi beffa di ben 73 risoluzioni dell'ONU precedenti a quest'ultima, pronunciate contro la sua politica imperialista dal 1951 ad oggi, che sono rimaste esclusivamente un getto d'inchiostro sulla carta.
In questo momento, di fronte a crimini continui nei confronti del popolo palestinese che confermano la natura colonialista e razzista di uno Stato fautore dell'apartheid e fondato sull'oppressione che si sta preparando a cancellare la Palestina e con essa tutti i palestinesi dalle carte geografiche, occorre che le parole di Guterres e i contenuti della risoluzione si trasformano in fatti.
Occorre fermare il genocidio del popolo palestinese attuato dal nuovo Hitler. A nostro avviso la liberazione della Palestina passa inevitabilmente dalla vittoria della sua resistenza armata che il popolo appoggia con forza, come si legge dai comunicati del Fronte Popolare di Liberazione e da Fatah che invitano quotidianamente all'unità nazionale per “combattere uniti la battaglia contro l'occupazione israeliana”; in ogni caso un intervento coeso e massiccio a livello internazionale che stringa in una morsa economica, d'isolamento e di sanzioni il governo sionista israeliano, potrebbe avere un ruolo utile per dissuadere i macellai sionisti di Tel Aviv dal radere al suolo Gaza risparmiando migliaia di vittime innocenti, colpevoli solo di essere nate in una terra che i sionisti spalleggiati dagli USA considerano la loro in spregio a qualsiasi diritto internazionale e umanitario.

1 novembre 2023